30 settembre 2011

Vengono prima le persone

Ciao,

Il vergognoso piano di salvataggio della Grecia, scritto direttamente
dai banchieri, riempie le tasche di questi ultimi e degli speculatori
di soldi nostri, mentre lascia la Grecia in mutande. I nostri ministri
delle finanze si riuniscono fra 3 giorni: costringiamoli con il nostro
appello a tornare al tavolo delle trattative, per partorire un piano
che salvi effettivamente la Grecia e non le banche.

Unisciti a me partecipando a questa campagna qui:

http://www.avaaz.org/it/eu_people_vs_banks/?sbc

clagher ti ha inviato il video "cataclismi 300911 - Grazie Bundestag!!!!"

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Voi come avreste votato se fosse stati deputati tedeschi?
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29 settembre 2011

Rimigliano non è la TAV

Gentile Assessore Anna Marson

avrà certamente letto Repubblica di oggi (allegato)

Anche se in Toscana comandano ancora gli stessi di 600 anni fa (a parte
i Pecci che sono di più recente arricchimento), e su questo si può fare
ben poco, direi che sarebbe il caso di andare di persona almeno a
prendere le misure per non farsi prendere per il ........

Non crede?

Se la battaglia contro la TAV è antistorica e primitiva, quella per
Rimigliano è destinata a raccogliere consensi vastissimi senza se e
senza ma. Difficile trovare qualcuno favorevole al progetto se si
escludono i diretti interessati e l'indotto.

Almeno la Regione mostri di fare tutto il possibile perché si rispetti
la legge e anche la decenza. Salviamo almeno la macchia e la spiaggia
per esempio.

Grazie per l'attenzione e buon lavoro.

--

Claudio Gherardini
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stupidità e ipocrisia sono sempre abbondanti
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23 settembre 2011

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ll satellite in caduta libera è in realtà un faro teatrale della scenografia del Truma Show globale
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18 settembre 2011

Parla proprio di noi?

Sentita oggi questa canzone parla di noi, proprio di noi, che avevamo 20 anni negli anni 70 e 30 negli anni 80......... la sala da ballo del titanic……Fatte le dovute modifiche terminologiche e formali, la sostanza ci azzecca proprio. Un poco aggiornata, solo di facciata, siamo proprio noi la vecchia piccola borghesia di oggi, anche peggiore di quella del 1972

16 settembre 2011

INFO N. 65 > ADOTTA UN ALBERO A SAN SALVI! Domenica 18 settembre dalle ore 15...Festa degli alberi. Alle ore 17 presentazione e vendita de "IL CORRIERE DE LA REPUBBLICA" scritto dagli spettatori nella Libera Repubblica

SAN SALVI città aperta                                     INFO N. 65 – ESTATE A SAN SALVI 2011

                                                                                                                                           ABITARE I CONFINI            


CHILLE DE LA BALANZA 

VIA DI SAN SALVI, 12  50135 FIRENZE

TEL E FAX  +39 055 6236195

chille_@libero.it  http://www.chille.it

 

 

Domenica 18 settembre dalle ore 15

FESTA DEGLI ALBERI

Adotta un albero a San Salvi!

Alle ore 17

presentazione e vendita de

"IL CORRIERE de LA REPUBBLICA"

Il giornale scritto dagli spettatori

nella Libera Repubblica delle Arti e delle Culture

 

Albero_mail.jpgIl 13 dicembre 2010 il Parco di San Salvi è stato riconosciuto dal Consiglio comunale  "Parco privato ad uso pubblico."

Oltre 5.000 alberi, alcune centinaia dei quali furono regalati da Marcello Mastroianni alla fine delle riprese sansalvine del film "Per le antiche scale" (1975 – regia di Mauro Bolognini), di cui molti "monumentali" sono stati finalmente restituiti alla cittadinanza!

Decine di anni di relativo abbandono rendono però questo patrimonio particolarmente fragile: v. foto allegata che mostra la recente rottura di un grande ramo del Cedro del Libano collocato nel piazzale davanti al dipartimento di Psicologia, ex-padiglione centrale-Direzione del manicomio.

Già nella caccia al tesoro di Ferragosto invitammo i nostri spettatori ad adottare un albero da sorvegliare periodicamente e almeno mensilmente, riferendo eventuali problemi a chi di dovere: Asl10 e Comune, e per conoscenza a noi.

Nacque allora l'dea di una FESTA totalmente dedicata all'adozione degli alberi del Parco ed aperta a tutti, naturalmente a cominciare dai nostri spettatori.

Ti invitiamo perciò a San Salvi DOMENICA 18 SETTEMBRE a partire dalle ore 15, davanti al nostro Centro culturale: da lì prenderà il via una festosa passeggiata che si pone l'obiettivo di riuscire ad adottare nella giornata almeno 101 alberi!

 

logo3           2011_rosso_mail2.jpgAlle ore 17 verrà presentato "Il Corriere de la Repubblica", il giornale scritto dagli spettatori domenica 11 settembre in occasione della Libera Repubblica delle Arti e delle Culture. Il direttore Stefania Ressa, con la collaborazione di Vanni Parronchi, Sabrina Quatraro e Davide Rebeschini, ha realizzato questo numero unico, messo in vendita al prezzo di un Salvino; nell'occasione sarà possibile girare ancora una volta la ruota della fortuna per acquistare la moneta dell'Arte e della Follia: con 10 euro si potranno così vincere 1, 2 o 5 Salvini a seconda...del caso.

 

AIUTACI A DIFFONDERE IL PIU' POSSIBILE QUEST'INFORMAZIONE.

 

Se vuoi saperne di più... tel. 055-6236195 o e-mail chille_@libero.it.

 

questo è il migliore dei mondi probabili

08 settembre 2011

comunicato stampa IKREA FEST due giorni di festa tra arti antiche e moderne a Cerbaia

Comunicato Stampa  Sabato e Domenica a Cerbaia due giorni di festa tra arti antiche e moderne.  Esiste nel Chianti un mondo parallelo fatto di semplici alternative di  vita, di gioco, di cibo, di cultura.  10 – 11 SETTEMBRE 2011  DALLE 16:00 IN POI  IKREA FEST  si canta, si balla, si suona, si fa teatro di strada e sociale , si  gioca... grandi e piccini, ci si informa, si riusa l'usato, e si sta bene grazie alle tante associazioni. Gruppi, compagnie  amiche della Compagnia Cantiere Ikrea.  QUOTA CONTRIBUTO MIN. 5 EURO SOTTO   ( all'ingresso rilascio tessera)  Ikreafest è presso il Frantoio di Cerbaia degli Olivicoltori Toscani in via Empolese 20 Scandicci nei pressi di Cerbaia val di Pesa (Firenze) http://www.olivicoltoritoscani.it/ info : 3358242228 www.cantiereikrea.it o su facebook
SEGUE PROGRAMMA COMPLETO    PROGRAMMA COMPLETO _ _ _ _ _   SABATO 10 Settembre 2011   IL TENDONE BLU  16,00 En PISTE in Giochiamo al circo animazione  17,30 Cantiere Ikrea in Baccalà musicale teatro ragazzi 18,30 Ale e Massi in I contastorie per bimbi teatro ragazzi   AREA FRANTOIO  19,00 Donata e Stefano in l Ceco e la Bellona canti popolari  20,00 Prima Materia in Scorribanda musica popolare  ARENA CENTRALE  21,30 Musica/danza/ teatro con la cantautrice Francesca Romana Perrotta, Performance danza Spazio NU, performance Titta Nesti -voce- e Liron Meyuhas -percussioni e humdrum- , teatro il Sogno Utile “l'odissea”  23,00 Dj Franci musica anni 80 circa ---------------------------------------------------------------------   DOMENICA 11 Settembre   IL TENDONE BLU  16,00 En PISTE in Giochiamo al circo animazione  17,30 Gli Scordati in Sul filo della Musica circo/musica 18,30 Livio il giullare Animazione per tutti 18,30 il Sogno Utile in animazione teatrale    AREA FRANTOIO  17,00 LudoCemea in Giochi di tavoliere 18,00 Claudio Gherardini racconta Balcani 20 anni dopo: eppur si muovono" . Società per le idee. 19,00 I Sonatori Terra Terra in Canti popolari   ARENA CENTRALE  21,00 Musica/danza/ teatro con Progetto Musica Cerbaia, Verso Mag in “10 bugie sulle banche”, Quartetto Sax Prima Materia, cantautore Roberto Mazzuoli , Tiziana Scrocca in “Penelope” e “La Precaraia”  22,30 il Drago Bianco e Cantiere Ikrea in ZOTT il fuoco che cammina danza percussioni e fuoco  -------------------------  Altri eventi nei due giorni:   - Banchi informativi  il consumo critico, la "domanda di eticità" nel mercato, per cercare di indirizzarlo verso un'economia che metta al centro del suo essere le persone e le relazioni umane.  - Banco: Verso MAG Firenze www.magfirenze.it  - Banco: Pacciamama info Orti   - Banco: DOLCI di Salatibene  - Banco: GAP Gruppo di Acquisto Popolare Montespertoli  - Mostra Oggetti del passato curata di Italo Bandinelli   - il Mercatino del Pagliaio con agricoltori e artigiani locali dell'Asci www.asci-italia.org  - il Mercatino del riuso dei Gas alcuni Gruppi di acquisto solidale allestiranno dei banchi per il riuso di oggetti come vestiti, scarpe, libri, giochi. Alla fine il materiale raccolto rimanente potrà essere donato ad una associazione di volontariato.  Sarà possibile degustare alimenti semplici e specialità del territorio  ---------------.----------------- in caso di pioggia l'evento si terrà ugualmente   ikreafest è presso il Frantoio di Cerbaia degli Olivicoltori Toscani  in via Empolese 20 Scandicci nei pressi di Cerbaia val di Pesa (Firenze) http://www.olivicoltoritoscani.it/  info : 3358242228 www.cantiereikrea.it  o su facebook 

Ci toccherà la pensione?

http://youtu.be/ezGOPJ7aCqQ

29 agosto 2011

il Mondo è dietro l'angolo

Bihac (Federazione di Bosnia Erzegovina - Repubblica BiH) 29 agosto 2011.

Bisognerebbe che la base della formazione di una persona fossero i
chilometri fatti per visitare altri luoghi e altri paesi e la quantità
di amicizie strette in quei luoghi. Più paesi visitati e più "stranieri"
conosciuti, dovrebbero assegnare punteggi e prestigio più alto. Chi sta
a casa, punteggio base, chi viaggia, merito a chilometri e contatti umani.

Da Trieste a Bihac ci sono meno di trecento chilometri stradali, il che
significa quasi la metà in linea d'aria. Certo che i triestini lo sanno
bene. Meno bene invece lo sanno i popoli casualmente italiani che
abitano a ovest, che conoscono la Spagna e vanno in vacanza ai Castelli
della Loira in Francia, ma non sanno cosa e dove sia l'Istria. Con tutto
il rispetto per l'ovest europeo, l'est, almeno per qualche decennio
ancora, è parecchio bello, intatto, esotico e particolare. A ovest
degli Appennini non se ne sa che pochissimo dei Balcani.

Sono andato di nuovo brevemente a Est e ho notato sulla autostrada
Venezia - Trieste che alcuni casolari e fattorie inalberano la bandiera
tricolore ben in vista sulla via. Evidentemente anche loro festeggiano i
centocinquanta anni dell'unità italiana, ma in Veneto questa bandiera
significa anche dichiararsi contro la secessione del delirante mostro
nato da oltre venti anni, la Lega.

Due ragazze polacche di venti anni si sono decise a visitare i Balcani
anche se i loro amici di Lublino gli dicevano che forse era persino
pericoloso. Venivano dalla Toscana in autostop e le ho portate sulla
costa del Quarnero. Ora se la ridono guardando il mare smeraldo della
Dalmazia. Torneranno in autostop in Polonia e cercheranno invano di
spiegare la bellezza delle terre balcaniche a chi non viaggia. Hanno
viaggiato grazie alla comunità globale di ospitalità che si chiama
Couchsurfing. Senza soldi o quasi, cercate couchsurfing su google.

Eccomi ora alle bandiere che si incontrano in Croazia davanti a ogni
chiesa e spesso sulle facciate delle case. Le strade che portano verso
il parco di Plitvice sono bellissime, ancora piene di turisti e di
alberghi e ristoranti, tutti affittano stanze e i camper stranieri non
si contano. Questo è anche un paradiso per i motociclisti e spesso i bar
offrono sconti a questi bikers.

In questa area turistica bellissima ma ormai in ottica occidentale
capita di trovare le macerie di tante case che dopo 20 anni sono ancora
distrutte. Sono le case dei Serbi di Croazia, che non volevano la
secessione e la liberazione da Milosevic e allora sono stati cacciati.
Milosevic gli aveva promesso un futuro da eroi della Grande Serbia e
invece furono spediti persino in Kosovo da dove se ne dovettero andare
ancora, sempre per colpa di Milosevic.

Ma dietro l'angolo di Plitivice, subito dopo il confine con la Bosnia,
si trova Bihac. Minareti e abbigliamento islamico. Tutto cambia
improvvisamente. La natura e il panorana sono forse ancora più belli. A
tre ore da Trieste, domani si festeggia la fine del Ramadan con grandi
feste. Qui convivono Islam e Vaticano a pochi metri di distanza e un
tempo anche i serbo ortodossi che prima o poi torneranno.

Nonostante il virus primitivo e fascista che attanaglia molti, il Mondo
è dietro l'angolo e anche sotto casa. Come è naturale che sia. Ineluttabile.
cg

23 agosto 2011

Incontro sui Balcani 20 anni dopo

Salve

DOMENICA 11 Settembre

la società per le idee sarà ospite di IKREA FEST

(PROGRAMMA COMPLETO. http://www.cantiereikrea.it/)

Dopo una lunga pausa delle attività ci farebbe molto piacere se
partecipassi. Portati dieci euro.

Puoi venire con bambini e anziani.ci sono tanti spettacoli e spazio a
volontà in una campagna bellissima!

Ci vediamo nel pomeriggio alle 18. Vedremo assieme una parte del
materiale che abbiamo realizzato nei Balcani per il progetto biennale
"20 anni dopo eppur si muovono".

in caso di pioggia l'evento si terrà ugualmente . Ci sono anche stand di
ristoro.

IKREA FEST è presso il Frantoio di Cerbaia degli Olivicoltori Toscani
in via Empolese 20 Scandicci nei pressi di Cerbaia val di Pesa (Firenze)

MAPPA: http://g.co/maps/52py

A presto!

claudio ghera

--
Società per le Idee
Associazione Culturale in Firenze
email: claudiogherardini@societaperleidee.it
fax: +391786081497
sede legale
c/o Studio Basegni
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50132 Firenze (FI)
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IBAN IT45 Q050 1802 8000 0000 0125 888
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16 agosto 2011

Ho scritto a Gino Strada

Ciao!

Ho scritto a Gino Strada fondatore di Emergency. Firenze è tappezzata di enormi manifesti di Emergency e la cosa mi ha colpito.

Qui sotto la mia prima email, la sua risposta e la mia replica:

--------------------- claudio gherardini wrote:  Perché non andate in Siria a bloccare il macello prima che vadano altri magari a bombardare e poi voi protestate? Invece di fare il festival a firenze come se fosse il festival di Sanremo e spendere un sacco di soldi per fare autoreferenzialità. Quando si è mai visto un festival di una organizzazione sanitaria di emergenza? Forse siete un partito? In tal caso presentatevi alle elezioni e ditelo come ha fatto Grillo (comico ma non troppo) Di partiti autoreferenziali e retorici ne abbiamo diversi. Preferivo quando eravate "solo" una grande organizzazione umanitaria e basta. Claudio Gherardini - Inviato da iPhone   On 15/08/11 10:42, Gino Strada wrote: Egregio Signore, per sua informazione siamo già da tempo in contatto con varie persione in Siria per valutare la possibilità di portare soccorsi alle vittime. Per fermare il macello però ci vorrebbe qualcosa in più, qualcuno di straordinariamente capace come lei. Ci ha già provato invece di fare fisioterapia della mandibola?????? Grazie dell'informazione riguardo al "festival di Firenze". Non ne sappiamo nulla, non abbiamo certo la sua ricchezza di fonti. Partiti autoreferenziali? Presentarsi alle elezioni? Le consiglierei di cambiare pusher  Cordialmente  Gino Strada   claudio controrisponde:  Egregio Strada  la ringrazio per la celere risposta e per il fatto che vi stiate  muovendo per la Siria.  Questa volta gli USA e GB tentennano a intervenire militarmente e allora  potrebbe essere il caso di andare proprio in massa alle frontiere no?  Come fecero Alberto L'Abate e altri in Iraq nel 1991.  Mi stupisco invece del tono della sua risposta che non mi sembra nè  pacifico nè pacifista ma solo inutilmente offensivo nei confronti di una  persona che le scrive e che esprime il suo fortissimo disappunto (con  toni provocatori temo) per alcune scelte recenti di Emergency.  Preferisce avere solo adoratori in estasi oppure ricorda ancora la  dialettica con chi critica? Certo io sono una persona qualsiasi, non  faccio parte dei VIP, ma dovrebbe valere lo stesso principio no?  Circa dieci anni fa fui tra i promotori di una serata di finanziamento  per emergency a firenze che raccolse in poche ore 42 milioni di lire.  Oggi mi dicono che avete decine di milioni cash e penso che aprire un  giornale in edicola e fare una festa o festival siano spese che  potrebbero essere evitate e dirottate su qualcosa di più utile visto che  siete una ONG umanitaria.  Per quanto riguarda le mie attività personali, mi sono dedicato nel mio  piccolo a dare una mano in Bosnia Erzegovina e ho anche finito i soldi.  Ma continuerò. Purtroppo a Firenze non ci sono mecenati da oltre 600  anni. A Milano è stato più facile immagino.  Quando una organizzazione scende in piazza con partiti e sindacati,  diventa oggettivamente una organizzazione fiancheggiatrice di una  politica e tende a diventare essa stessa una organizzazione politica,  sbaglio? Non c'è niente di male ma basta dirlo chiaramente.  Riguardo alla definizione di "festival": (traggo da internet)  Emergency 2011 | Firenze Fiera www.firenzefiera.it/it/congresso/emergency-2011/490528 lug 2011 -  Firenze, Palazzo dei Congressi, Sei giorni di conferenze, musica,  spettacoli, mostre e dibattiti per andare insieme oltre la guerra.  Ospiti: Alcuni degli amici di EMERGENCY che saranno con noi a Firenze: STEFANO BOLLANI, MIRKO GUERRINI, STEFANO SENNI, CRISTIANO CALCAGNILE,  NICO GORI, SERENA SINIGAGLIA, IRENE BONIFAZI, PIETRO PAROLETTI, SANDRA  ZOCCOLAN, MASSIMO CIRRI, DON GINO RIGOLDI, ERRI DE LUCA, FIORELLA  MANNOIA, PAOLA TURCI, CASA DEL VENTO, MAX PAIELLA, PAOLA MINACCIONI,  ANNA MEACCI, FEDERICA CIFOLA, ELIO E LE STORIE TESE, SERENA DANDINI  Parteciperanno ai dibattiti e agli incontri pubblici: LAMIS ANDONI, GIAMPAOLO CADALANU, LORETTA NAPOLEONI, MATTEO RENZI,  GIULIANO PISAPIA, MARK LACY, SALVATORE PALIDDA, GAD LERNER, LEOPOLDO  NASCIA, FRANCESCO VIGNARCA, LAURA GALESI, ANTONELLO MANGANO, PINO ARLACCHI  Cosa c'è di offensivo nel definire questa iniziativa FESTIVAL?  Data la sua posizione di grande prestigio (senza ironia) e valore  (indubbio), le vorrei consigliare di utilizzare parole di pace verso chi  spende del proprio tempo per scriverle, segno di interesse indubbio, no?  Una maggiore gentilezza anche verso chi provoca sarebbe segno di  pacifismo non crede?  Cordiali saluti e buon lavoro.  Claudio Gherardini



any comments?


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11 agosto 2011

Riqualifica con urban art a Firenze

Un murales per il Centro Ginnastica di Firenze
In occasione del Florence Design Week, è stata inaugurata l'opera murale dei Bunker108 con la presenza della Direzione Servizi Sociali e Sport del Comune di Firenze, il Presidente del Quartiere 3 Andrea Ceccarelli, la storica dell'arte Dott.ssa Alessandra Ioalé, tutti i rappresentanti del Centro Ginnastica di Firenze e gli artisti di Bunker108.

Sul muro grigio e degradato è stato dipinto un'ambientazione fantastica, dove architetture immaginarie si trasformano fino a diventare il palcoscenico di esibizioni ginniche uniche. I colori e le decorazioni degli ambienti riprendono le cromie delle strutture ginniche che, con le grafiche di svariate bandiere, sottolineano la solidarietà internazionale nello sport. All'interno dell'opera gli artisti di Bunker108 miscelano elementi e tecniche della Graffiti Art con quelli della Street Art.

Da parte degli artisti di Bunker108 questo intervento è il seguito di altre azioni già svolte a Firenze e dintorni. 
Collaborano con Quadrifoglio e hanno dato carattere e colore a diversi mostri architettonici di cemento.

L'opera si può vedere all'indirizzo web: http://www.bunker108.com/news/gym.html
DOVE: Via Isonzo, 26/A presso giardino del Centro Ginnastica Firenze a.s.d. (Sorgane Q3)
DIMENSIONI: 56m x h3,00m, 168mq

________ALTRO_____________
Riqualifica di stabile Quadrifoglio Spa con urban art http://www.bunker108.com/urban.html
Riqualifica con urban art nel Quartiere 3 di Firenze http://www.bunker108.com/news/istria.html


laboratorio: 
Via Villamagna 108/B
50126 Firenze
+39 3398897090 - 3487355931

03 agosto 2011

clagher ti ha inviato il video "Appello per il 20° Anniversario Antonino Scopelliti. Reggio Calabria, 6-9 agosto 2011"

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Video-appello di Rosanna Scopelliti, figlia del sostituto procuratore generale della Suprema Corte di Cassazione ucciso dalla mafia il 9 agosto 1991.
LEGALITALIA 2011 - Reggio Calabria, Piazza Duomo, 6-7-8-9 agosto 2011.
direttore Michele Cucuzza.
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28 luglio 2011

20 anni dopo. 13 Kosovo Kaos 2

20 anni dopo. 13 Kosovo Kaos 2

video: http://youtu.be/_xlUa6Q2Zew

Come volevasi dimostrare il Kosovo o Kosmet (unisce i termini albanese e
serbo) è un groviglio inestricabile di enclavi. I meravigliosi monasteri
e patriarcati serbi sono presidiati da posti di blocco della forza
internazionale KFOR, le enclavi serbe nella Repubblica del Kosovo sono
isolate anche se poi alla fine per sopravvivere i serbi escono e vanno
nelle città a maggioranza albanese. Le enclavi albanesi nel Kosovo del
nord sono circondate dai serbi. Ma gli scontri di questi giorni sono
molto probabilmente organizzati da ultras serbi venuti da fuori. Giovani
esrtremisti che si chiamano e organizzano velocemente. Come sempre per
fare conflitti servono violenti venuti da fuori.

A Mitrovica la situazione è tesa ma tranquilla, gli scontri sono
avvenuti ai posti di frontiera tra Kosovo e Serbia. Qualcuno nel governo
di Pristina aveva deciso di bloccare le frontiere senza avvertire Eulex,
senza trattative e questo ha provocato un morto e qualche ferito. Visto
che il morto è un poliziotto albanese ora si attende la rappresaglia.
Tutte le attività nella zona del confine 31 sono sospese. Quelle
umanitarie dell'ONU Unmik per esempio.

Come la Serbia possa rinunciare a esportare in Kosovo e come questo
possa fare a meno delle forniture dalla Serbia è ovviamente un mistero
che svela come si tratti di una farsa, un gioco delle parti demagogico
classico.

Abbiamo lasciato la carovana di pacifisti della Tavola della Pace e dei
Diritti di TRieste e dintorni e ci apprestiamo a tornare in
Italia........ per restarci poco speriamo......

Nelle foto allegate i poster inneggianti ai leader serbi e russi dalla
parte serba di Mitrovica, l'ultimo muro di Berlino. In Kosovo gli
Albanesi espongono la loro bandiera spesso accoppiata a quella americana
a stelle e strisce.

claudio gherardini
foto di marco quinti

EaST Journal

http://eastjournal.net/2011/07/28/kosovo-nuovi-incidenti-al-confine-situazione-critica/


Claudio Gherardini - Inviato da iPhone

20 anni dopo. 12. Kosovo Kaos

20 anni dopo. 12. Kosovo Kaos
Ultime da Mitrovica. Scontri ieri sera nella città simbolo del conflitto
kosovaro tra Belgrado e Pristina. La battaglia delle tasse e blocchi
doganali è sfociata in qualche scontro nel quale si sono avuti vari
feriti e un morto. Gli scontri avvengono nei punti di confine tra Serbia
e Repubblica del Kosovo. Dato alle fiamme un check point della forza
internazionale kfor. Oggi andiamo da Pec/Peja a Mitrovica per cercare
notizie.

28 luglio 2011 - Pec/Peja. Repubblica del Kosovo. "Il sonno della
Ragione genera mostri". Non ricordo al momento chi ha scritto questa
frase ma rende l'idea della situazione nella quale si trova la Regione
del Kosovo oramai divenuta un microstato, poverissimo. Ma la frase va
ripetuta a rullo: "il mio sonno della Ragione genera mostri che ti
terrorizzano e così anche tu perdi la ragione e generi mostri che a loro
volta cercano di terrorizzarmi." Si tratterebbe di capire chi ha
iniziato a generare mostri. Tutti accusano tutti come al solito e certo
non solo nei Balcani.
Ma forse potremmo dire che chi ha il potere ha comunque la
responsabilità di aver generato il sonno della Ragione per primo.
Josip Broz Tito morì nel 1980 e si racconta che a un suo fedelissimo che
gli domandava cosa sarebbe successo dopo la sua scomparsa, egli abbia
risposto:" La Yugoslavia non esiste più". Sapeva bene con chi aveva a
che fare, aveva dato al Kosovo il rango di regione autonoma, aveva
riconosciuto i Bosniacchi musulmani come entità mentre prima quelli
dovevano dichiararsi o croati o serbi, cioè cattolici o ortodossi, e
aveva anche modificato la Costituzione della Federazione delle
Repubbliche Yugoslave in modo che fosse possibile passare da federazione
a confederazione, dando a ogni Repubblica un rango di Nazione.
Poi Tito ne aveva combinate di cose orrende, la meno conosciuta forse
era quellla di aver lasciato le aree rurali nella preistoria e cullato
la "borghesia" dei "compagni cittadini". Questo sarebbe stato utile a
Milosevic e Karadzic e anche ai nazionalisti croati di Erzegovina per
far abbattere senza difficoltà gran parte del mirabile patrimonio
monumentale, storico, dei Balcani a partire dalla Biblioteca di
Sarajevo, Ponte di Mostar e qua in Kosovo i Monasteri mozzafiato,
scrigno dei Serbi.
Qui nel paese dei merli (Kosovo, significa merlo) vivevano e si
moltiplicano in pace gli albanesi. Il loro leader Ibrahim Rugova era
chiamato il Ghandi dei Balcani. Fino al 1998 esistevano campi di pace ai
quali partecipavano anche noti pacifisti italiani, allo scopo di cercare
una soluzione al vicolo ceco verso il quale sembrava che ci si stesse
dirigendo. A un certo punto ai pacifisti fu spiegato che il tempo della
pace era finito e che gli Albanesi dovevano combattere per difendersi
dall'oppressore Serbo.
Un Albanese ci ha raccontato che già dal 1981 iniziarono le proteste
studentesche per la politica che Belgrado stava imponendo contro la
maggioranza albanese in Kosovo. Un anno dopo la morte di Tito si
avveravano già le previsioni dei più esperti che temevano la
dissoluzione della Federazione. Alberto Ronchei sul Corriere della Sera
che annunciava la morte del Maresciallo già metteva in guardia da quello
che sarebbe potuto succedere. Si pensava che il punto più a rischio
fosse proprio il Kosovo ma non si prevedè che la guerra sarebbe iniziata
in Slovenia e Croazia, poi in Bosnia. Milosevic si era lasciato il
Kosovo per ultimo pensando che sarebbe stato facile cacciare gli
Albanesi dopo aver creato la Grande Serbia e diviso la Bosnia con il
croato Tudjman.
Per i Serbi non nazionalisti Slobodan Milosevic (che definivano "il
maiale") è stato l'artefice primo della dissoluzione della Federazione
Yugoslavia.
I Serbi del Kosovo ovviamente vedevano le cose all'opposto. "Gli
albanesi hanno colonizzato la nostra Patria prolificando volutamente".
"Kosovo è Serbia". Poi Arkan e i vari massacratori decisero che dove si
trovasse in Serbo, quella era Serbia.
Nel frattempo si formavano le milizie UCK. In questa terra di traffici
si poteva trovare di tutto.
Nel dicembre del 1998 ricordo di aver visto miliziani ubriachi
aggrappati alle autoblindo nere di ritorno dalle scorribande nei
villaggi albanesi. Erano macerie, come a Zatric, dove mi recai per
capire come aiutare gli albanesi ormai senza un tetto.
Al mercato di Pristina i gendarmi serbi avevano le baionette per
cacciare gli abusivi in cerca di vendere le loro poche cose. Non
immaginavo che di lì a poco sarebbe scattato l'esodo degli Albanesi in
fuga verso la Macedonia e da lì sarebbe partito il bombardamento della
NATO sulla Serbia e su alcune aree del Kosovo.
Nel 1999 per la prima volta dal 1991 la guerra apparve anche in Serbia,
a Belgrado. Fino a quel momento nella Repubblica di Serbia non si era
sparato un colpo.
Dopo la liberazione di Sarajevo la Nato e gli USA pensarono che si
poteva risolvere anche il problema Kosovo con le famose bombe
intelligenti, mentre sarebbe stato unicamente un intervento a terra in
Kosovo a essere motivato, giustificato e chiarificatore. I Serbi ultras
stavano cacciando e uccidendo gli Albanesi in Kosovo. Fosse comuni e
distruzione. Bombardare Belgrado era una follia. Eppure fu così. Invece
di paracadutisti per salvare la gente in fuga e riportarla a casa, bombe
sulle fabbriche. Dalla Ragione al Torto, appunto.
Poi è stato deciso di creare la Repubblica del Kosovo, illegale secondo
l'ONU, una specie di esperimento da apprendista stregone che non
sappiamo dove ci porterà. La povera gente, sia serba che albanese,
sopravvive. Gli estremisti sparano in aria la notte per far sentire che
ci sono. Pec/Peja è divisa tra miseria estrema, un aspetto da periferia
di una megalopoli africana e auto estreme, supercar da centinaia di
migliaia di euro, con targhe norvegesi, svedesi, tedesche, austriache,
olandesi, lussemburghesi e qualcuna della Federazione Russa. Viene da
pensare che gli USA abbiano voluto il Kosovo come Stato satellite amico
da contrapporre al vicino Montenegro ormai passato in mano a imprese e
miliardari russi.

Un interessante combinazione balcanica, non credete?

claudio gherardini
fotodi marco quinti

27 luglio 2011

20 anni dopo. 11. Pec/Peja Kosovo

Con un tempismo perfetto le notizie dal Kosovo appaiono ancora sulla
stampa internazionale. La mia spiegazione rozza, come sempre, è che la
famosa diplomazia internazionale ha combinato da queste parti un guaio
forse anche peggiore di quello combinato in Bosnia Erzegovina.

Ne riparliamo, comunque non ci sono preoccupazioni. A Mitrovica c'è
stata una scaramuccia tra gente Serba e polizia Kosovara Albanese perchè
un capo di questa polizia ha deciso di provocare, ed è stato dimesso,
sembra.

Da tempo è in atto una guerra commerciale tra Belgrado e Pristina. Ora
si vorrebbero bloccare i passi di frontiera commerciali.

Ci andiamo domani a Mitrovica.

Ecco qualche foto!

claudio gherardini
foto di Marco Quinti

26 luglio 2011

20 anni dopo. 10. verso il Kosovo

20 anni dopo. 10. Verso il Kosovo

L'importanza delle vie di comunicazione mi era chiara da tempo ma
percorrendo per 7 ore le strade della Serbia e poi del Montenegro per
andare da Srebrenica a Podogorica posso riconfermare che non vi può
essere sviluppo economico e conoscenza tra le genti se per fare centro
chilometri ci vogliono quasi tre ore e per coloro che possono
permettersi una auto magari decente. Per gli esperti è un fatto scontato
ma tornarci ogni tanto non fa male, le vecchie statali sono un ostacolo
in fin dei conti anche alla pace. Chi vive isolato ha paura e non ha
possibilità di confrontarsi con altri.
Comunque la Serbia e il Montenegro, come la Bosnia, sono bellissimi. Da
mozzare il fiato. Altipiani, tavolati sospesi su gole profondissime,
valli lussureggianti. Effettivamente belissimi. Le coste del Montenegro
se le sanno comprando i Russi, pertanto consiglio di visitarle quanto
prima.
Siamo venuti a Podgorica per incrociarci e unirci a 48 italiani che
stanno facendo un giro balcanico con il Tavolo della Pace di Trieste.
Tra loro anche Sabina Nuhefendic, sorella di Azra, entrambe di Sarajevo,
ormai triestine d'adozione. Azra ha appena scritto un libro molto
incisivo e chiaro "Le stelle che stanno giù", che consiglio caldamente
di leggere.
Con questa carovana andremo a Pec/Peja, in Kosovo dove sembra saremo
ospitati da famiglie per tre notti e da lì faremo visite in altre aree,
andremo a Mitrovica, città divisa da un fiume, tanto per cambiare, dove
si confrontano Serbi e Albanesi kosovari.

Torno in Kosovo dopo 13 anni. Prima dei bombardamenti della Nato era già
in macerie. Lo sapevate??

Tutti i testi sono su piumatv.blogspot.it

claudio gherardini
foto marco quinti

24 luglio 2011

20 anni dopo. 9. Magdi Cristiano Allam venga a Srebrenica

20 anni dopo. 9. Magdi Cristiano Allam venga a Srebrenica.....

Seguendo dai Balcani i fatti di Norvegia viene la pelle d'oca. Non tanto
perchè uno psicopatico grave abbia messo in atto un massacro mostruoso.
Questo ci lascia disperati per quei ragazzi, per la Norvegia e per
l'Europa. Disperati. Dalla follia motivata da ipotetiche teorie di
sterminio non ci si difende.
Bisognerebbe invece saperci difendere dai teorici dell'impossibile,
oltre che dell'ingiusto e del delirio. Leggete il capoverso finale del
commento sui fatti di Oslo scritto sul "Giornale" berlusconiano dal noto
Magdi Cristiano Allam, il quale dopo aver scritto una serie di parole e
concetti a confronto dei quali la Binetti è una figlia dei fiori anni
70, conclude: "Al tempo stesso am­moniamo che il multiculturalismo è il
terreno di coltura di un'ideolo­gia razzista ­che fa proseliti tra
quan­ti hanno la sensazione di non risie­dere più a casa loro, che
presto si ri­durranno a essere minoranza e for­se a esserne allontanati.
Ecco per­ché multiculturalismo e razzismo sono di fatto due facce della
stessa medaglia. La mia conclusione? Se vogliamo sconfiggere questo
razzi­smo d­obbiamo porre fine al multi­culturalismo. ".
Pertanto invitiamo Cristiano Allam a venire a Srebrenica a spiegare ai
pochi coraggiosi Bosniacchi tornati alle loro case o a ciò che resta di
esse, che non devono tornare perchè purtroppo il multiculturalismo è
impossibile e crea terrorismo. Secondo Magdi Cristiano Allam, seguendo
il suo ragionamento, che consiglio di andare a leggere e collezionare
accanto al Mein Kampf, Radovan Karadzic e Ratko Mladic hanno solo
realizzato la pulizia culturale di alcune aree della Bosnia Erzegovina,
troppo promiscua evidentemente, da almeno sette secoli. Avendo prevalso
la forza del più potente, i Bosniacchi "musulmani", convissuti con
Ortodossi e Cattolici per molto tempo, andavano eliminati.
La follia di Allam ci porta a chiedergli: "Egregio signore, come ritiene
sia possibile porre fine al multiculturalismo"? Le risposte stanno nel
blog del pazzo di Oslo, nelle teorie della accademia di Belgrado sulla
genetica assassina, e in tanti altri scritti purtroppo.
Comunque se Allam avesse un progetto non cruento per impedire ai popoli
di mescolarsi pacificamente, lo proponga all'attenzione mondiale,
potrebbe valere un premio Nobel. Caro Cristiano, il multiculturalismo
non è una opzione ma un processo naturale, da sempre. Dove si è tentato
di ostacolarlo sono stati massacri epocali. Saperlo gestire bene è
invece la grande Utopia per la quale bisogna battersi. Monocultura vuol
dire ignoranza, ignoranza vuol dire paura, paura vuol dire violenza e
violenza vuol dire sangue umano versato.
Per fortuna qui a Srebrenica anche se l'aria è pesante e le macerie
incombono a 16 anni dalla fine della guerra, la vita riprende. A fronte
della ricostruita Moschea sta la Chiesa Serbo Ortodossa e si ascoltano
le campane e il muezzin, in orari diversi. C'è poco da stare allegri,
ancora, ma stanno costruendo un enorme albergo, ci sono un paio di
fabbriche e la bellezza mozzafiato di questa zona montuosa vergine fa
pensare che il turismo possa tornare. Ci sono già cartelli turistici e
anche affittacamere. Per chi ama la natura e la vita rurale antica, non
resta che venire subito a passare qualche giorno da queste parti. Ci
sono anche le terme e un lago non molto distante dove va avanti un campo
pacifista internazionale.
Noi siamo alloggiati nella "Casa della Fiducia" (Kuca Povjerenja) e
nelle foto potete vedere come è stata ricostruita nel centro di
Srebrenica. Una grande foresteria gestita da chi ha una sola Fede: la
multiculturalità e la tolleranza. Questa è la casa aperta per quanti
arrivano in pace per conoscere, capire e agire assieme ad altri.
Tornare alle proprie case quando queste si trovano ormai in una area
dove la maggioranza appartiene a coloro che erano vicini di casa e poi
"nemici", grazie alle teorie folli dei leader sanguinari, è complicato.
Senza un lavoro è quasi impossibile.
A cinque chilometri dal centro di Srebrenica, accanto alle fabbriche
abbandonate dove risiedeva anche il battaglione dei caschi blu olandesi,
la spianata agghiacciante dell'enorme cimitero dove sono sepolti i resti
delle vittime del genocidio del luglio del 1995. Non tutte, ci sono
ancora aree libere, perchè si continuano a trovare le fosse comuni,
anche traslocate, per confondere le idee, dove grazie a un meticoloso
lavoro scientifico si assegnano i resti, ai nomi degli scomparsi. Di
fronte all'entrata un chiosco gestito da due signore bosniache con i
materiali multimediali sull'eccidio. Nel parcheggio la polizia che
presidia il Memoriale.

Vicino, a Potocari, un cantiere di Emmaus dove volontari stanno
costruendo un centro culturale nel nome di Franco Bettoli, di Laterina,
Arezzo, militante della associazione, scomparso nel 2008. Un altro delle
migliaia di volontari che da 20 anni lavorano per la civile convivenza
nei Balcani.

Per i Serbi nazionalisti questa è ormai Serbia. Sul fiume Drina, confine
naturale tra Serbia e Bosnia, si progettano altre centrali
idroelettriche in partnership con Belgrado e con aziende italiane. Gli
accordi non passano dal governo centrale della Bosnia Erzegovina ma da
Banja Luka, "capitale" della Repubblica dei Serbi di Bosnia.
I motivi per i quali Srebrenica sia stata lasciata alla Republika Srpska
dagli accordi di Dayton, sono imperscrutabili. A Dayton per molti sono
state messe le basi per il prossimo conflitto balcanico. Per dare una
idea, il trattato di pace per la Bosnia è stato firmato da tre capi di
Stato, di cui due non bosniaci. Tudzman e Milosevic hanno firmato un
trattato per una guerra della quale si dichiaravano estranei fino a poco
tempo prima.
Comunque la speranza va avanti, quella della volontà, quella che viene
dalla gente semplice che sa che si torna a vivere e lavorare solo se si
collabora. I giovani lo sanno, qui, a Bihac, a Sarajevo, a Tomislavgrad.
Chi ha meno di venti anni vuole essere europeo.

Resta solo da fargli trovare l'Europa ancora in vita, quando vi
arriverà. Per questo si dovrà combattere la corruzione, le mafie e i
nazionalismi, da noi, in Unione Europea e si dovrà anche smascherare i
sabotatori cruenti, come il massacratore di Oslo e non cruenti come
tanti demagoghi deliranti.

Tra le foto anche quelle di un concerto rock nella piazza principale
flagellato dalla pioggia ma affollato. Il Rock suonato da signori di una
certa età che certamente hanno iniziato nel grande calderone musicale
che bolliva negli anni 80 nei Balcani. Ospite anche uno scrittore
bosniaco dal nome certamente non serbo che presentava il suo libro dal
titolo significativo di "Anima Inquieta". Usref Osmanovic
(http://youtu.be/r0kUcss8AVs)

claudio gherardini
foto di marco quinti

Srebrenica, 24 luglio 2011

dalla Bosnia

Spett.le Redazione esteri quotidiano Avvenire

Salve

A seguito di un vostro servizio relativo alla presunta avanzata delle
Forze del Male in Bosnia, allego alcune foto dalle quali si deduce come
la strada verso l'islamizzazione della Bosnia sia molto lunga. Comunque
se la includiamo presto in UE le cose andranno meglio per tutti. Anche
per i cattolici bosniaci il pericolo estinzione è improbabile. Certo che
se il clero cattolico bosniaco avesse chiesto protezione all'ONU invece
che agli ustascia sarebbe stato meglio fin dall'inizio. Se i sagrati
delle chiese in Erzegovina non avessero ospitato i vessilli ultra
nazionalisti croati, forse sarebbe stata data una visione meno violenta
della posizione vaticana in zona.

Comunque propongo modestamente di prendere una posizione un tantino meno
islamica in Palestina e un poco più islamica in Bosnia Erzegovina,
l'equilibrio non basta mai.

Distinti saluti

claudio gherardini

Srebrenica 24 luglio 2011

23 luglio 2011

20 anni dopo. 8. verso Srebrenica

20 anni dopo.7. Verso Srebrenica.

La farsa mostruosa che spesso sta dietro alle guerre e alla demagogia
che le generano, qua nei Balcani assume ovviamente significati
particolari. Le popolazioni bosniacche rurali tra Tuzla e Zvornik
inviavano i capi famiglia a lavorare in Serbia da sempre, poi il
generale Mladic e Radovan Karadzic hanno deciso di bombardarli per tre
anni circa e ora sono stati riammessi a lavorare di nuovo. Chi
costruisce i ponti nuovi a Belgrado? Le nuove autostrade slovene? I
Bosniacchi (musulmani e non) ovviamente. Un pendolare di 23 anni è
morto due giorni fa cadendo dal ponte in costruzione sulla Sava in
piena metropoli belgradese.

Non c'è niente di male a dare lavoro di nuovo ai bosniaci in Serbia,
la nausea viene da quanta retorica razzista e farsesca è stata spesa
per dare vita a un conflitto tra vicini di casa che non possono fare a
meno l'uno dell'altro. Forse Bossi pensa che suo figlio farà il
muratore nella loro Padania? Il muratore in Padania lo fa un immigrato
magari clandestino perchè costa meno.
Evidentemente un manovale bosniacco costa meno di uno serbo, anche a
Belgrado, se per il 90 per centro sono i bosniacchi a costruire i
ponti.
Ora andiamo a Srebrenica in auto ma ogni anno alla vigilia del giorno
11 luglio migliaia di bosniacchi partono a piedi da Tuzla, dalle
campagne, da Mostar per arrivare a Srebrenica, dormendo nei boschi con
le tende per ricordare le migliaia di morti massacrati da Mladic alla
faccia dei caschi blu olandesi. Pensare che lavorano nell'ombra
organizzazioni macabre che negano l'eccidio Peccato che da anni e per
anni si continua a scoprire fosse comuni piene esclusivamente di
poveri resti di bosniacchi musulmani. Prima li buttarono in una fossa
vicina e poi li riscavarono fuori per rigettarli in una fossa più
lontana nel tentativo patetico e orribile di despistare la verità.
Oltre 600 resti sono stati tumulati decentemente dieci giorni fa. Ma
non sono gli ultimi, ne mancano ancora tanti.
Nella foto le famose ragazze bosniache che secondo il quotidiano dei
vescovi vaticani sarebbero tutte in burka.............

claudio gherardini
foto marco quinti

22 luglio 2011

20 anni dopo, 7, Kalesija - Tuzla

20 anni dopo. 7. Kalesija - Tuzla
Kalesija era già sinonimo di area depressa negli anni '80. Tito non si
era preoccupato troppo dei contadini e delle aree montagnose. Tanti
erano pendolari manovali che lavoravano in Serbia, che da qui dista
un'ora in auto, oppure direttamente in Austria, Germania e altrove.
L'area tra Tuzla e Zvornik non è nemmeno davvero dedita alla
agricultura. Solo orti, galline e poco altro. Quando in Serbia non si
potè andare più fu la fame e poi arrivò il piombo. Da una altura a forma
di pandoro per tre anni le armi della armata popolare ormai scomparsa,
martellarono kalesija e zone adiacenti. Si conoscevano tutti e non era
difficile ammazzare da quel punto. Questa era la zona della prima linea
più vicina alla Serbia e dal maggio del 1992 divenne zona di massacri.
Persino i caschi blu furono costretti a sparare, fatto rarissimo in
quella guerra nella quale l'ONU è stata umiliata varie volte.
Da qua siamo passati per visitare diversi vecchi amici e domani andiamo
a Srebrenica, dove immaginiamo che la situazione sarà poco allegra.

claudio g , foto Marco Quinti