13 marzo 2016
Ultime foto dal fango che copre l'Unione Europea.
Eidomeni confine Macedonia Grecia 13 marzo 2016
Questa gente sopravviverà ma l'Europa?
Questo fango copre le capitali europee non questi bambini innocenti che sono gli accusatori e non le vittime.
Claudiogherardini@gmail.com
12 marzo 2016
11 marzo 2016
10 marzo 2016
09 marzo 2016
Eidomeni confine Macedonia Grecia . Oggi dopo molta pioggia
Qualche gruppo sta ripartendo verso sud. Da qui dovrebbero ripartire tutti ma nessuno ha il coraggio di dire a quindicimila persone che da qui non passa più nessuno. UNHCR non pervenuto. Manca tutto. Meno venditori di qualsiasi cosa compreso soprattutto illusioni. Stop. Claudio 00389 78949277
08 marzo 2016
04 marzo 2016
Eidomeni, confine greco macedone. Sopravvissuti alla guerra, queste persone vorrebbero aiuto da noi?
Link: http://www.laspia.it/eidomeni-confine-greco-macedone-sopravvissuti-alla-guerra-queste-persone-vorrebbero-aiuto-da-noi/?utm_campaign=shareaholic&utm_medium=email_this&utm_source=email
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Dalla la guerra queste PERSONE vengono da noi?
Eidomeni confine greco macedone marzo 2016.
Tuzla Bosnia Erzegovina 4 marzo 2016
Ho contattato il campo di Eidomeni dove tornerò mercoledì. Le ultime stime sono di 12500 PERSONE in un accampamento calcolato per 1200.
Ha piovuto e almeno 1200 PERSONE sono state sotto la pioggia senza nemmeno una tendina. Centinaia di bambini anche piccolissimi.
Sembra stiano arrivando altre tende.
L'ONU dichiara che da Eidomeni sono state fatte passare circa 400 PERSONE nelle ultime 24 ore. Per difetto questo numero è la metà di quelle arrivate.
In Grecia in totale ci sarebbero 32000 PERSONE fuggite dalla guerra e sopravvissute al mare.
Alla frontiera con la Bulgaria l'esercito di Sofia ha organizzato manovre militari.
Commenti?
Claudiogherardini@gmail.com
Messaggio inviato dal mio ASUS
Tuzla Bosnia Erzegovina 4 marzo 2016
Ho contattato il campo di Eidomeni dove tornerò mercoledì. Le ultime stime sono di 12500 PERSONE in un accampamento calcolato per 1200.
Ha piovuto e almeno 1200 PERSONE sono state sotto la pioggia senza nemmeno una tendina. Centinaia di bambini anche piccolissimi.
Sembra stiano arrivando altre tende.
L'ONU dichiara che da Eidomeni sono state fatte passare circa 400 PERSONE nelle ultime 24 ore. Per difetto questo numero è la metà di quelle arrivate.
In Grecia in totale ci sarebbero 32000 PERSONE fuggite dalla guerra e sopravvissute al mare.
Alla frontiera con la Bulgaria l'esercito di Sofia ha organizzato manovre militari.
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Claudiogherardini@gmail.com
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02 marzo 2016
01 marzo 2016
29 febbraio 2016
28 febbraio 2016
27 febbraio 2016
26 febbraio 2016
25 febbraio 2016
15 febbraio 2016
Anche in Bosnia ci sono le scuole! Intervju sa nekim nastavnicima i direktor Centralne osnovne škole u Tuzli.
La scuola elementare Osnova Skola Tuzla nel quartiere Solana della città situata a 120 km a nord di Sarajevo in Bosnia Erzegovina ha sede in un antico edificio di epoca austro ungarica.
Tuzla è nota come una città largamente laica, che, assieme a Sarajevo, ha sempre tenuto aperti i luoghi di culto di tutte le religioni anche durante il conflitto, mentre altrove si demolivano per prime chiese e moschee.
In Bosnia sono rarissime tra le popolazioni islamiche le forme di fondamentalismo, esistono alcuni villaggi isolati dove si ammira e segue l’estremismo e ci sono stati molti che sono andati a combattere con Daesh. Ma la quasi totalità dei Bosniacchi è tollerante e usa lo spirito tipico balcanico per esorcizzare questi fenomeni portati dalla guerra di venti anni fa. Le donne che nascondono il viso totalmente vengono chiamate “Ninja di Bosnia”, tanto per fare un esempio.
La scuola ospita circa 500 studenti dai 6 ai 14 anni e vi si insegnano seconda delle classi dalle 6 alle 15 materie, dalle fondamentali sino a biologia.
Abbiamo intervistato alcuni del docenti che ringraziamo vivamente per la loro disponibilità.
Appurato “che non siamo rimasti alle epoche tribali”, come ci ha detto il Direttore, raccontandoci di come durante il conflitto degli anni 90 gli stranieri fossero meravigliati di trovare una vera scuola civilizzata, il tema principale è stato quello della tolleranza religiosa degli studenti, divisi in islamici praticanti, islamici non praticanti che spesso non sono mai entrati in una moschea, ortodossi e cattolici, una esigua minoranza, queste due componenti, che spesso si unisce agli altri senza problemi. Gite organizzate nei luoghi dei diversi culti religiosi e lezioni sulla storia e le diversità fra le 4 religioni principali, cristiani cattolici, cristiani ortodossi, ebrei e islamici. Ci sono scambi con scuole croate anche con visite alle chiese cattoliche della Croazia e degli studenti croati alle moschee di Tuzla. Ci sono stati contatti anche con istituti scolastici della Serbia ma nessun contatto con quelli dell’altra metà della Bosnia Erzegovina, la cosiddetta entità dei Serbi di Bosnia. Semplicemente nessun contatto.
Il programma di Storia arriva per le classi più alte sino all’inizio degli anni 2000 compresa pertanto la guerra degli anni 90 anche se ci dicono che venga affrontata in modo sintetico. (In Italia fino a quale periodo viene insegnata la Storia?)
Un incontro cordiale che pubblichiamo in modo integrale proprio per comprendere l’atmosfera creatasi.
Grazie ancora a tutti i partecipanti.
(lingua bosniaca e inglese)
14 febbraio 2016
02 febbraio 2016
Medici Senza Frontiere a Gorizia
Gorizia 2 febbraio 2016
Sono novantadue i profughi fuggiti da Afghanistan e Pakistan in attesa di asilo in Italia ospiti del campo di Medici senza frontiere a Gorizia. Sarebbero finiti sotto qualche ponte sull'Isonzo ma Msf si é accorta dal 2014 che mancava un anello alla catena necessaria per impedirlo. Dallo scorso dicembre infatti é attivo il campo attrezzato di viale Vittorio Emanuele in pieno centro di Gorizia.
Questi uomini fuggono da persecuzioni e cercano di poter lavorare per mandare denaro alle famiglie rimaste nei luoghi d'origine a dalle quali separarsi é devastante. In Italia e in Europa non sempre trovano la solidarietà che si aspettano dalla famosa culla della civiltà.
Il comune di Gorizia appreso che sarebbe nato un campo di Msf invitó l'organizzazione a andarsene nei luoghi di provenienza e gli fu fatto notare che già era presente ovunque era necessario. Appunto.
Non é facile immaginare cosa sará di questi ragazzi qua da noi in Italia. Persone che avevano anche ruoli importanti e che si sono trovati a essere minacciati da governo e anche dai talebani.
L'Italia non sa niente o quasi su tutto quello che accade in quelle terre e comunque dato anche tanti bambini affogano nella indifferenza, non si vede come possa essere interessata a questi uomini dalla pelle scura e dallo sguardo intenso. (Che non abbiamo voluto fotografare).
CG
25 gennaio 2016
Re: Campo rifugiati Slavonski Brod Croazia
Il 25/01/16, claudiogherardini@gmail.com<claudiogherardini@gmail.com>
ha scritto:
> Non vogliono fermarsi ma correre verso nord
>
> Messaggio inviato dal mio ASUS
-
ha scritto:
> Non vogliono fermarsi ma correre verso nord
>
> Messaggio inviato dal mio ASUS
-
09 gennaio 2016
Lascia o raddoppia? Il quiz eterno della Bosnia Erzegovina
Banja Luka 9 gennaio 2016. Oggi il 49% del territorio della Repubblica di Bosnia Erzegovina ha celebrato, contro il parere della corte nazionale e del Consiglio d'Europa, la nascita della propria "entitá". 20 anni fa a Dayton, Slobodan Milosevic, Franjo Tudzman e Alija Izetbegovic firmarono un accordo di pace che ha solo impedito che si sparasse ancora. Fra l'altro due su tre, presidenti di Jugoslavia e Croazia, si erano dichiarati estranei al conflitto bosniaco. Una tipica situazione balcanica.
La creazione di due entità in un solo Stato, di cui una dichiaratamente ostile all'altra, alla lunga non poteva altro che portare guai e soprattuto un bel regalo alla Russia di Putin che oggi trova facilissimo affondare il coltello bilama nel ventre molle di una Europa esangue. Cioè nei Balcani.
Oggi a Banja Luka si é celebrato il ministato nato dalla pulizia etnica il 9 gennaio 1992, quando i serbi di Bosnia, armati alla grande da Milosevic, stavano conquistando tutta la Bosnia Erzegovina che doveva essere ripulita e riportata sotto il tacco di Belgrado dopo aver tradito la yugoslavia.
Tutto il problema stava qua. Milosevic dette fuoco alla Federazione prima e poi in particolare alla Bosnia Erzegovina pensando che tutti questi traditori venduti potessero essere smaltiti e creata la grande Serbia ma non aveva fatto i conti con chi sosteneva la Croazia e poi la Bosnia. Sottobanco e male fu permesso un genocidio ma non la Grand Serbia. Sarebbe stato interessante vedere cosa sarebbe accaduto se a quel tempo ci fosse stato già Putin a governare la Russia.
Comunque alla firma di Dayton i miliziani Serbo Bosniaci controllavano oltre il 70% del territorio. Alla faccia del vittimismo.
Oggi a Banja Luka il mini presidente della mini repubblica serbo bosniaca, Milorad Dodik, che comunque ha una corporatura notevole, ha dichiarato forse per la prima volta che la Republika Srpska (RS) é uno Stato e ha ripetuto ancora che la Bosnia Erzegovina non ha futuro. Lo ripete da anni.
Questo davanti a una grande sala scenografica tipo PCUS, plaudente, con in prima fila il premier di Belgrado Alexander Vučić e il patriarca ortodosso di Belgrado Irinej. Presente in sala, fatto decisivo, l'ambasciatore russo in Bosnia Erzegovina. Vladimir Putin era già stato a Belgrado per celebrare l'anniversario della guerra mondiale.
La prima reazione di piazza a questo evento del quale a breve capiremo la portata effettiva, si è avuta a Srebrenica, dove le vedove del genocidio hanno ricordato una famosa frase di Vučić: "uccideremo cento musulmani ogni serbo ucciso" e ribadito che la Republika Srpska é nata sulla pulizia etnica e sul genocidio metodico.
La TV della entitá croato bosniacca (Federacija BiH) ha dato ampio risalto alle parole di Dodik e alla presenza del capo del governo della Serbia che nei giorni scorsi aveva ribadito che la Serbia non pensa nemmeno lontanamente di mettere in dubbiò l'integrità della Bosnia Erzegovina.
Sono stati mostrati ancora i filmati con i protagonisti della fondazione della Republika Srpska, Radovan Karadzic, Momcilijo Kraijsnik, Biljana Plavsic, che sono passati tutti dal tribunale de L'Aja e i primi due ci sono ancora. E che sono eroi qua a Banja Luka.
Oggi la gran parte delle strade della Republika Srpska, in città e nelle campagne, erano imbandierate con i vessilli nazionalisti che sventolavano anche su tante auto. Per gli ottocentomila Serbo Bosniaci oggi è stata festa nazionale di una nazione che ancora non esiste, un bizzarro mini stato a forma di V rovesciata che occupa il 49% del territorio bosniaco ma un grande spazio nei progetti ultra nazionalisti che sanno di avere l'appoggio potentissimo della Grande Madre degli ortodossi.
Altro che pericolo islamico nei Balcani. Qua il popolo islamico è ancora la vittima, anche dei propri leader ovviamente e gli esagitati fan di Daesh non sono più numerosi che in altri paesi europei. L'altro ieri, Natale ortodosso, qualche esagitato ha sparato contro la finestra di una moschea a Zvornik, città ultra serba già teatro di oscenità durante la guerra e territorio di continui ritrovamenti di fosse comuni.
Qualche invasato si trova sempre, il problema é se parla davanti a presidenti e ambasciatori.
Ora non resta che assistere alla prevedibile parata di dichiarazioni a seguito di questa giornata a Banja Luka che comunque lascerá il segno. Un altro cattivo segno per la popolazione bosniaca allo stremo.
Cg
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La creazione di due entità in un solo Stato, di cui una dichiaratamente ostile all'altra, alla lunga non poteva altro che portare guai e soprattuto un bel regalo alla Russia di Putin che oggi trova facilissimo affondare il coltello bilama nel ventre molle di una Europa esangue. Cioè nei Balcani.
Oggi a Banja Luka si é celebrato il ministato nato dalla pulizia etnica il 9 gennaio 1992, quando i serbi di Bosnia, armati alla grande da Milosevic, stavano conquistando tutta la Bosnia Erzegovina che doveva essere ripulita e riportata sotto il tacco di Belgrado dopo aver tradito la yugoslavia.
Tutto il problema stava qua. Milosevic dette fuoco alla Federazione prima e poi in particolare alla Bosnia Erzegovina pensando che tutti questi traditori venduti potessero essere smaltiti e creata la grande Serbia ma non aveva fatto i conti con chi sosteneva la Croazia e poi la Bosnia. Sottobanco e male fu permesso un genocidio ma non la Grand Serbia. Sarebbe stato interessante vedere cosa sarebbe accaduto se a quel tempo ci fosse stato già Putin a governare la Russia.
Comunque alla firma di Dayton i miliziani Serbo Bosniaci controllavano oltre il 70% del territorio. Alla faccia del vittimismo.
Oggi a Banja Luka il mini presidente della mini repubblica serbo bosniaca, Milorad Dodik, che comunque ha una corporatura notevole, ha dichiarato forse per la prima volta che la Republika Srpska (RS) é uno Stato e ha ripetuto ancora che la Bosnia Erzegovina non ha futuro. Lo ripete da anni.
Questo davanti a una grande sala scenografica tipo PCUS, plaudente, con in prima fila il premier di Belgrado Alexander Vučić e il patriarca ortodosso di Belgrado Irinej. Presente in sala, fatto decisivo, l'ambasciatore russo in Bosnia Erzegovina. Vladimir Putin era già stato a Belgrado per celebrare l'anniversario della guerra mondiale.
La prima reazione di piazza a questo evento del quale a breve capiremo la portata effettiva, si è avuta a Srebrenica, dove le vedove del genocidio hanno ricordato una famosa frase di Vučić: "uccideremo cento musulmani ogni serbo ucciso" e ribadito che la Republika Srpska é nata sulla pulizia etnica e sul genocidio metodico.
La TV della entitá croato bosniacca (Federacija BiH) ha dato ampio risalto alle parole di Dodik e alla presenza del capo del governo della Serbia che nei giorni scorsi aveva ribadito che la Serbia non pensa nemmeno lontanamente di mettere in dubbiò l'integrità della Bosnia Erzegovina.
Sono stati mostrati ancora i filmati con i protagonisti della fondazione della Republika Srpska, Radovan Karadzic, Momcilijo Kraijsnik, Biljana Plavsic, che sono passati tutti dal tribunale de L'Aja e i primi due ci sono ancora. E che sono eroi qua a Banja Luka.
Oggi la gran parte delle strade della Republika Srpska, in città e nelle campagne, erano imbandierate con i vessilli nazionalisti che sventolavano anche su tante auto. Per gli ottocentomila Serbo Bosniaci oggi è stata festa nazionale di una nazione che ancora non esiste, un bizzarro mini stato a forma di V rovesciata che occupa il 49% del territorio bosniaco ma un grande spazio nei progetti ultra nazionalisti che sanno di avere l'appoggio potentissimo della Grande Madre degli ortodossi.
Altro che pericolo islamico nei Balcani. Qua il popolo islamico è ancora la vittima, anche dei propri leader ovviamente e gli esagitati fan di Daesh non sono più numerosi che in altri paesi europei. L'altro ieri, Natale ortodosso, qualche esagitato ha sparato contro la finestra di una moschea a Zvornik, città ultra serba già teatro di oscenità durante la guerra e territorio di continui ritrovamenti di fosse comuni.
Qualche invasato si trova sempre, il problema é se parla davanti a presidenti e ambasciatori.
Ora non resta che assistere alla prevedibile parata di dichiarazioni a seguito di questa giornata a Banja Luka che comunque lascerá il segno. Un altro cattivo segno per la popolazione bosniaca allo stremo.
Cg
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06 gennaio 2016
05 gennaio 2016
Una famiglia dispersa in frantumi nelle fosse scavate dai mostri.
Tuzla. 5 gennaio 2015. I resti di tre delle sorelle di Zijo Ribic, oggi trentunenne che vive e lavora a Tuzla, sono stati identificati dopo diversi anni dalla speciale commissione per i dispersi. Ora Zijo aspetta di identificare altre due sorelle e un fratello. Ritrovamenti in fosse distanti tra loro anche cento chilometri dei resti della sua famiglia che fu caricata su un camion prelevata dalla loro casa di Skoćić, villaggio di Rom musulmani, vicino a Zvornik. Lui si salvó perché fu gettato nella fossa con gli altri e creduto morto. Strisciò e camminò sui loro cadaveri per fuggire pur ferito al collo. Una serie di eventi fortunati e persone migliori di altre lo salvó, curó e diede un rifugio e poi a Tuzla una casa collettiva chiamata pappagallo.
Riuscì a portare in carcere i massacratori di Belgrado ma ora sono fuori perché in appello l'aria era cambiata e non si trovavano più le prove contro quegli autori di fatti inconfutabili e oltremodo osceni.
Il 17 gennaio a Tuzla sarà celebrato il funerale ai poveri resti delle sorelle e poi si andrà al villaggio natio dove saranno seppellite accanto alla madre, che fu uccisa incinta, e al padre. Il racconto della storia di questa famiglia é ormai noto ma fino a quando non saranno ritrovati i resti dei tutte le vittime, alcune sorelle furono stuprate prima di massacrarle, non sarà finita.
La Fondazione Alexander Langer ha fatto molto per Zijo come del resto per Tuzla e per tanti altri. Tutti assieme si ritroveranno il 17 gennaio e ci saranno anche stampa e TV da varie parti del mondo.
Alexander Langer manca anche qua e parecchio. Era uno di Tuzla..... anche, come di tante altre terre e città.
In una giornata post gelo e neve, in bianco a nero, ho incontrato Zijo all'hotel Tuzla appena finito il suo turno di lavoro, finito alle 13 ma iniziato alle 5 di stamani .
Sempre sereno e sorridente e cordiale. Lo si vede anche dal suo profilo facebook dove appare spesso in compagnie sorridenti.
Il 7 febbraio sará in Italia, a Rovigo per un evento organizzato dalla Fondazione.
Di certo ha sconfitto i mostri. "Non odio nessuno". Ha sempre detto.
I mostri dovrebbero inginocchiarsi ai suoi piedi e lui gli direbbe "alzatevi".
Mi ha offerto da bere e poi é andato in centro dalla sua ragazza.....
Cg
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Riuscì a portare in carcere i massacratori di Belgrado ma ora sono fuori perché in appello l'aria era cambiata e non si trovavano più le prove contro quegli autori di fatti inconfutabili e oltremodo osceni.
Il 17 gennaio a Tuzla sarà celebrato il funerale ai poveri resti delle sorelle e poi si andrà al villaggio natio dove saranno seppellite accanto alla madre, che fu uccisa incinta, e al padre. Il racconto della storia di questa famiglia é ormai noto ma fino a quando non saranno ritrovati i resti dei tutte le vittime, alcune sorelle furono stuprate prima di massacrarle, non sarà finita.
La Fondazione Alexander Langer ha fatto molto per Zijo come del resto per Tuzla e per tanti altri. Tutti assieme si ritroveranno il 17 gennaio e ci saranno anche stampa e TV da varie parti del mondo.
Alexander Langer manca anche qua e parecchio. Era uno di Tuzla..... anche, come di tante altre terre e città.
In una giornata post gelo e neve, in bianco a nero, ho incontrato Zijo all'hotel Tuzla appena finito il suo turno di lavoro, finito alle 13 ma iniziato alle 5 di stamani .
Sempre sereno e sorridente e cordiale. Lo si vede anche dal suo profilo facebook dove appare spesso in compagnie sorridenti.
Il 7 febbraio sará in Italia, a Rovigo per un evento organizzato dalla Fondazione.
Di certo ha sconfitto i mostri. "Non odio nessuno". Ha sempre detto.
I mostri dovrebbero inginocchiarsi ai suoi piedi e lui gli direbbe "alzatevi".
Mi ha offerto da bere e poi é andato in centro dalla sua ragazza.....
Cg
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17 dicembre 2015
03 dicembre 2015
28 novembre 2015
23 ottobre 2015
[News] Srebrenica 1995 - 2015 Video Reportage
Salve
Ecco il video reportage che abbiamo realizzato a venti anni dal
genocidio di Srebrenica, il massacro più grave in Europa dalla seconda
guerra mondiale, sul quale ancora infuriano le polemiche e i revisionismi.
Ecco il video reportage che abbiamo realizzato a venti anni dal
genocidio di Srebrenica, il massacro più grave in Europa dalla seconda
guerra mondiale, sul quale ancora infuriano le polemiche e i revisionismi.
26 settembre 2015
03 settembre 2015
Guerra? Quale guerra?
#Aylan #Migranti Eppure sia il Papa che Il Presidente della Repubblica hanno spiegato che siamo praticamente in #guerra, ma sembra che la cosa non interessi. Comunque sembra che ora a #Praga mettano il numero su una fascia e non più sulla pelle mentre a #Bratislava vogliono solo alcuni cristiani perché non vogliono #moschee.
07 agosto 2015
Moby Prince, meglio tardi che mai, si festeggia la prossima commissione indagini
#mobyprince #livorno Dopo 24 anni il Consiglio Regionale Toscano ha deciso di dichiarare il 10 aprile giornata di lutto regionale in memoria della più grande tragedia della marineria italiana, la morte di 140 passeggeri del Moby Prince il 10 aprile 1991 davanti a porto di Livorno. Dopo 24 anni di battaglie da parte della associazione 140, il Senato della Repubblica ha votato per la creazione di una commissione di inchiesta, all'unanimità . Con il pieno appoggio del governo dichiarato anche con una telefonata al figlio del comandante Chessa da parte di un sottosegretario. Oggi alle 21 alla birreria Amiata a Livorno ci sarà una serata di ringraziamento ai 228 senatori e alle autorità che infine hanno preso atto e decisioni adeguate anche se con 24 anni di ritardo.
14 luglio 2015
13 luglio 2015
11 luglio 2015
10 luglio 2015
09 luglio 2015
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