08 febbraio 2013

Vuoi partecipare anche tu?

Questa è una iniziativa che ho ideato per tetesto qui sotto

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Notizie e informazioni, giornali, radio, TV, Internet, Facebook, Twitter, Linkedin...

 

Dal ciclostilato al cinguettio - Istruzioni per l'uso

 

1. Una serie di incontri con lo scopo di fornire quante più "istruzioni" per usare la mole di informazioni che oggi riceviamo, come usare Internet e i social network a questo scopo. Obbiettivo del corso è quello di illustrare esperienze di reporter indipendenti. "Come verificare e rendere autorevoli le informazioni?" e "Come difendere la libera circolazione delle informazioni?".

2. Il corso si svolgerà per un totale di 10 ore ripartite in 5 lezioni da 2 ore ciascuna con cadenza settimanale presso il centro OPS! all'interno del Centro COOP di Ponte a Greve. Il costo di iscrizione sarà di 50,00 euro per persona da versarsi al momento della iscrizione. La quota comprende la tessera della Società per le Idee che organizza il corso. La quota ridotta a euro 45,00 è riservata ai soci 2012 del Controradio Club, soci COOP, soci ARCI.

3. Il corso avrà luogo al raggiungimento di almeno 20 iscritti verificati.

4. Informazioni e iscrizioni 3339237262 -claudiogherardini@societaperleidee.it

5. Ideatore e conduttore Claudio Gherardini, editore, commentatore, consulente alla comunicazione, radio reporter e reporter multimedia.

6. Saranno protagonisti del corso numerosi supporti video e audio e ospiti giornalisti e esperti della comunicazione.   

7. 14, 21, 28 marzo e 4, 11 aprile dalle ore 16.45 alle 19.15

 

Centro* Ponte a Greve

Viuzzo delle Case Nuove 9, int. 10

50018 Ponte a Greve FIRENZE (FI)

Tel. 055/8953651

www.opscentro.it

 

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06 febbraio 2013

Una donna sindaco lancia un appello

Sono il nuovo Sindaco delle isole di Lampedusa e di Linosa

Eletta a maggio, al 3 di novembre mi sono stati consegnati già 21 cadaveri di persone annegate mentre tentavano di raggiungere Lampedusa e questa per me è una cosa insopportabile. Per Lampedusa è un enorme fardello di dolore. Abbiamo dovuto chiedere aiuto attraverso la Prefettura ai Sindaci della provincia per poter dare una dignitosa sepoltura alle ultime 11 salme, perché il Comune non aveva più loculi disponibili. Ne faremo altri, ma rivolgo a tutti una domanda: quanto deve essere grande il cimitero della mia isola?

Non riesco a comprendere come una simile tragedia possa essere considerata normale, come si possa rimuovere dalla vita quotidiana l’idea, per esempio, che 11 persone, tra cui 8 giovanissime donne e due ragazzini di 11 e 13 anni, possano morire tutti insieme, come sabato scorso, durante un viaggio che avrebbe dovuto essere per loro l’inizio di una nuova vita. Ne sono stati salvati 76 ma erano in 115, il numero dei morti è sempre di gran lunga superiore al numero dei corpi che il mare restituisce.

Sono indignata dall’assuefazione che sembra avere contagiato tutti, sono scandalizzata dal silenzio dell’Europa che ha appena ricevuto il Nobel della Pace e che tace di fronte ad una strage che ha i numeri di una vera e propria guerra.

Sono sempre più convinta che la politica europea sull’immigrazione consideri questo tributo di vite umane un modo per calmierare i flussi, se non un deterrente. Ma se per queste persone il viaggio sui barconi è tuttora l’unica possibilità di sperare, io credo che la loro morte in mare debba essere per l’Europa motivo di vergogna e disonore.

In tutta questa tristissima pagina di storia che stiamo tutti scrivendo, l’unico motivo di orgoglio ce lo offrono quotidianamente gli uomini dello Stato italiano che salvano vite umane a 140 miglia da Lampedusa, mentre chi era a sole 30 miglia dai naufraghi, come è successo sabato scorso, ed avrebbe dovuto accorrere con le velocissime motovedette che il nostro precedente governo ha regalato a Gheddafi, ha invece ignorato la loro richiesta di aiuto. Quelle motovedette vengono però efficacemente utilizzate per sequestrare i nostri pescherecci, anche quando pescano al di fuori delle acque territoriali libiche.

Tutti devono sapere che è Lampedusa, con i suoi abitanti, con le forze preposte al soccorso e all’accoglienza, che dà dignità di esseri umane a queste persone, che dà dignità al nostro Paese e all’Europa intera. Allora, se questi morti sono soltanto nostri, allora io voglio ricevere i telegrammi di condoglianze dopo ogni annegato che mi viene consegnato. Come se avesse la pelle bianca, come se fosse un figlio nostro annegato durante una vacanza.



Giusi Nicolini

http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/puntata/ContentItem-cb0328f7-f715-4c84-8822-ca06b5de47d5.html


30 gennaio 2013

24 ore per fermare l'avvelenamento delle api

Cari amici,



Le api stanno morendo in tutto il mondo e l'ente di controllo europeo per l'alimentazione ha appena dichiarato che almeno in parte ciò è causato da alcuni pesticidi. Mancano 24 ore prima di un incontro cruciale: scateniamo uno sciame di 2 milioni di persone per salvare le api. Clicca per entrare subito in azione:

Silenziosamente, in tutto il mondo, miliardi di api stanno morendo, minacciando raccolti e risorse alimentari. Ma tra 24 ore l'Unione Europea potrebbe decidere di mettere al bando i pesticidi più tossici aprendo così la strada a uno stop globale che scongiurerebbe l'estinzione delle api.

Quattro paesi dell'UE hanno iniziato a mettere al bando questi veleni e alcune popolazioni di api stanno già iniziando a riprendersi. Alcuni giorni fa l'agenzia ufficiale che controlla la sicurezza alimentare ha affermato per la prima volta che alcuni pesticidi stanno colpendo irreparabilmente le api. Proprio in queste ore esperti di diritto e politici europei ne stanno chiedendo una messa al bando immediata. Ma la Bayer e altri giganti produttori di pesticidi stanno esercitando una forte pressione per mantenerli sul mercato. Se in queste ore riusciremo a scatenare uno sciame di indignazione pubblica, potremo spingere la Commissione Europea a mettere la nostra salute e il nostro ambiente prima del profitto di pochi.

Sappiamo che la nostra voce conta! Lo scorso anno, una petizione firmata da oltre 1,2 milioni di persone ha imposto alle autorità statunitensi l'apertura di una consultazione pubblica e formale sui pesticidi: se ora raggiungeremo i 2 milioni, potremo convincere l'UE a sbarazzarsi di questi assurdi veleni, aprendo così la strada a una messa al bando globale. Firma la petizione urgente e manda questa email a tutti: Avaaz e alcuni dei più autorevoli europarlamentari consegneranno il nostro messaggio all'apertura di un incontro chiave che si svolgerà questa settimana a Bruxelles:

http://www.avaaz.org/it/hours_to_save_the_bees/?bvlkScb&v=21480

Le api non sono solo produttrici di miele, sono vitali per la vita sul pianeta e ogni anno impollinano il 90% delle piante e dei raccolti: tutto ciò ha un valore stimato di 40 miliardi di dollari e costituisce oltre un terzo della fornitura di cibo in molti paesi. Senza un'azione immediata per salvare le api, molti dei nostri frutti e vegetali preferiti potrebbero scomparire dalle nostre dispense.

Negli ultimi anni abbiamo assistito a una netta e inquietante riduzione della popolazione mondiale di api: alcune specie sono già estinte e altre negli USA sono ormai al 4% della popolazione di un tempo. Gli scienziati a lungo hanno brancolato nel buio alla ricerca di risposte e ora l'Autorità europea per la sicurezza alimentare sta dicendo che dei prodotti chimici tossici, ipesticidi neonicotinoidi, potrebbero essere i responsabili della morte delle api. Francia, Italia, Slovenia e addirittura la Germania, dove si trova il loro più grande produttore Bayer, hanno messo al bando questi pesticidi ammazza-api. Ma la Bayer continua a esportare i suoi veleni negli altri paesi.

Ora la discussione sta arrivando a un punto cruciale. Gli europarlamentari stanno aumentando la loro pressione sulla Commissione Europea e su governi chiave per ottenere delle nuove regole che mettano al bando questi pesticidi letali e noi possiamo offrire loro il sostegno pubblico di cui hanno bisogno per contrastare la potente lobby dei pesticidi. Firma questa petizione urgente ai leader europei e poi fai girare piu' che puoi questa mail:

http://www.avaaz.org/it/hours_to_save_the_bees/?bvlkScb&v=21480

Il nostro pianeta subisce continuamente minacce alla sua abitabilità e alle sue inestimabili meraviglie. La comunità di Avaaz si ritrova ogni volta per difendere sia l'una che le altre, il piccolo e il grande. Che l'obiettivo sia vincere una battaglia per impedire alla Commissione Internazionale sulla caccia alle balene dal sanzionare l'uccisione di questi giganti, o salvare le api, le piccole creature da cui dipende così tanto, ci uniremo e faremo sentire la nostra voce per costruire il mondo che tutti noi vogliamo.

Con speranza,

Luis, Ari, Alice, Iain, Ricken, David, Alaphia, e il resto del team di Avaaz

FONTI

Agricoltura: Moria api, Ue limiterà uso pesticidi neonicotinoidi (La Stampa)
http://www.lastampa.it/2013/01/28/scienza/ambiente/agricoltura-moria-api-ue-limitera-uso-pesticidi-neonicotinoidi-8jxeKKNfnd4bafnaSTizbI/pagina.html

Pesticidi e api: Slow Food, Legambiente e Unaapi chiedono il ritiro degli antiparassitari killer (EcoBlog)
http://www.ecoblog.it/post/49631/pesticidi-e-api-slow-food-legambiente-e-unaapi-chiedono-il-ritiro-degli-antiparassitari-killer

Sos api: apicoltori a Pe, stop Ogm e pesticidi (Agenzia ANSA)
http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2013/01/22/Sos-api-apicoltori-Pe-stop-Ogm-pesticidi_8117220.html

Ambiente: dossier mette in guardia su pesticidi che uccidono api (Agenzia AGI)
http://www.agi.it/research-e-sviluppo/notizie/201301181452-eco-rt10149-ambiente_dossier_mette_in_guardia_su_pesticidi_che_uccidono_api

Agricoltura/ Moria api, verso stretta Ue su pesticidi killer (Il Mondo)
http://www.ilmondo.it/economia/2013-01-25/agricoltura-moria-api-verso-stretta-ue-pesticidi-killer_185637.shtml


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27 gennaio 2013

Scrive oggi Roberto Saviano su FB:

Se ancora non l’avete fatto, correte a leggere “La notte” di Elie Wiesel (La Giuntina). Lo rileggo, come mia personale tradizione, a ogni Giornata della memoria. Ora, sono dinanzi a questo brano: «Faceva giorno quando mi svegliai. Allora mi ricordai di avere un padre: dopo l'allarme avevo seguito la folla senza occuparmi di lui. Sapevo che era allo stremo delle forze, sull'orlo dell'agonia, eppure l'avevo abbandonato. Partii alla sua ricerca. Ma nello stesso istante nacque in me questo pensiero: "Purché non lo trovi! Se potessi sbarazzarmi di quel peso morto, così da poter lottare con tutte le mie forze per la mia sopravvivenza, occupandomi solo di me stesso". E subito ebbi vergogna, vergogna per sempre di me stess

21 gennaio 2013

PUTIN è vicino e noi europei ancora pensiamo come 100 anni fa... I croati noti come cattolici bigotti e vittime degli ortodossi invece se ne fregano...

Partecipate al Premio Sabrina Sganga! Riattivate le meningi in senso utile

http://www.premiosabrinasganga.it Questione di stili Premio giornalistico Sabrina Sganga Home Sabrina Sganga Il bando I soggetti coinvolti News Premio Sabrina Sganga Controradio Controradio CLUB Associazione “Amici di Sabrina Sganga” con il contributo di: Regione Toscana Provincia di Firenze Comune di Firenze Banca Etica Publiacqua Oxfam Italia Cospe Associazione Stampa Toscana Unicoop Firenze Fa’ la cosa giusta presentano la I° edizione del Premio giornalistico Sabrina Sganga Questione di Stili 2013 È indetta la Prima Edizione del “Premio Giornalistico Sabrina Sganga – Questione di Stili”. Il Premio è riservato a giornalisti (professionisti, pubblicisti, praticanti e allievi delle scuole di giornalismo) e ad attivisti e operatori del campo della comunicazione, nei settori della carta stampata, radio, televisione, cinema documentario e nuovi media. Zoes.it – 18 gennaio 2013 By Laura Piccioli on gennaio 18, 2013 http://www.zoes.it/appunto/appunti/premio-giornalistico-sabrina-sganga No Comments » | Filed under: rassegna stampa | Tags: No Tags Florence.tv/it – 18 gennaio 2013 By Laura Piccioli on gennaio 18, 2013 www.florence.tv/it—per_ricordare_sabrina_sganga-c-2-85-0-11668-0 No Comments » | Filed under: rassegna stampa | Tags: No Tags Home Premio 2013 È indetta la Prima Edizione del “Premio Giornalistico Sabrina Sganga – Questione di Stili”. Puoi iscriverti al premio entro e non oltre il 25 aprile 2013. Il Premio è riservato a giornalisti professionisti, pubblicisti, praticanti e allievi delle scuole di giornalismo, nei settori della carta stampata, radio, televisione, cinema documentario e nuovi media. Partecipa ora! Bando 2013 Puoi scaricare il bando del “Premio Giornalistico Sabrina Sganga – Questione di Stili” in formato PDF: Scarica il bando Oppure puoi consultarlo on line nella sezione dedicata di questo sito: Consulta il bando Cartella stampa Scarica la cartella stampa del “Premio Giornalistico Sabrina Sganga – Questione di Stili” : scarica Per informazioni: Controradio si trova a Firenze, in via del Rosso Fiorentino 2b. Per ricevere maggiori informazioni sul Premio è possibile scrivere a info@premiosabrinasganga.it Dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 13.00 Laura Piccioli, segretaria del Premio, risponde al numero 055.7399981 WordPress Themes

I funerali di Prospero Gallinari

Che bel gruppo di bertucce incartapecorite, perdenti nati e nati perdenti. Hanno contribuito a criminalizzare una intera generazione oltre a tutto il resto...... La militanza politica per essere decente deve mirare a raccogliere e convogliare consenso verso buone cause, non a distruggere le speranze come hanno fatto questi poveri psicopatici. Senza di loro il 77 avrebbe potuto produrre cose buone prima di estinguersi.... Che pena vederli ancora convinti di essere degli eroi sconfitti dal nemico anziché da sè stessi... Patetici....

13 gennaio 2013

Sapevate che .......

Marco Pannella non gode dei vitalizi e del trattamento pensionistico specifico per chi è stato deputato della Repubblica Italiana. Egli infatti per ragioni politiche si è sempre volontariamente dimesso prima che ciascun suo mandato raggiungesse la metà della legislatura in corso, cedendo ogni volta il proprio seggio ad un compagno di partito. Questo atto di rinuncia gli faceva coscientemente perdere anche il diritto di versare il conguaglio economico sotto forma di contributo figurativo per ottenere tale tipo trattamento pensionistico, diritto che invece veniva ereditato dal compagno subentrante al suo posto.

10 gennaio 2013

UaU... - Debutto Nazionale

COMPAGNIA XE 
 
UaU...
 
 
 
 
DEBUTTO NAZIONALE
 
coroegrafia Julie Ann Anzilotti
con Paola Bedoni, Giulia Ciani, Julie Ann Anzilotti
musiche J. Cage, M. Bourne, J. Adams
scene Tiziana Draghi
costumi Loretta Mugnai
consulenza musicale Carla Chiti
luci Alessandro Ruggiero
sound design Roberto Nigro
organizzazione Alessandra Passanisi
 
produzione Compagnia Xe, Regione Toscana, Comune di San Casciano Val di Pesa, Mibac
 
sabato 26 gennaio ore 21.30
domenica 27 gennaio ore 17.00
Teatro Comunale Niccolini
San Casciano Val di Pesa (FI)
 
Stagione Teatrale 2012 - 2013 Teatro Niccolini
 in collaborazione con Fondazione Toscana Spettacolo
 
 
 
per info e prenotazioni:
tel 055/8256388 - 3497877621
 

Compagnia XE diretta da Julie Ann Anzilotti

C/o Teatro Comunale Niccolini

Via Roma, 47

50026 San Casciano V. Pesa (Fi)

Tel /fax 0558290193 - 3497877621

www.compagniaxe.it

compagniaxe3@gmail.com

Ai sensi dell'art.13 del nuovo codice sulla privacy (D.Lgs 196 del 30 giugno 2003) , le e-mail informative e le newsletter possono essere inviate solo con il consenso del destinatario.
Il suo indirizzo si trova nella banca dati della associazione culturale XE e Le abbiamo inviato fino ad oggi inviti ed informazioni riguardanti i nostri spettacoli e i nostri progetti culturali.
Sperando che le nostre comunicazioni siano per Lei interessanti, Le assicuriamo che i Suoi dati saranno trattati dalla Associazione culturale XE con estrema riservatezza e non verranno divulgati.
Le informative hanno carattere periodico e sono comunicate individualmente ai singoli interessati, anche se trattate con l'ausilio di spedizioni collettive.

 

09 gennaio 2013

10 Gennaio 2013 @Teatro Puccini - CONCERTO PER LA LEGALITA'

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Giovedì 10 Gennaio 2013, ore 21:00
"CONCERTO per la LEGALITA'"
@TEATRO PUCCINI - Firenze
Dedicato alle vittime di mafia


RAGAZZI SCIMMIA in concerto
ospitano
SECONDO APPARTAMENTO
FRANCESCO COFONE
CECCO E CIPO

letture a cura di
PIERFRANCESCO BIGAZZI

in apertura una delle band emergenti della
SALA PROVE "PEPPINO IMPASTATO"

Ingresso gratuito

Per il secondo anno consecutivo La Scena Muta è stata invitata dal Quartiere 1 del Comune di Firenze, ad occuparsi della direzione artistica del Concerto per la Legalità al Teatro Puccini. Questa volta saranno i Ragazzi Scimmia, una delle band più glamour della movida fiorentina, ad ospitare gli interventi di 3 diversi "cantautori": i Secondo Appartamento direttamente dalla semifinale al Rock Contest 2012, Francesco Cofone con la sua esperienza e sensibilità al tema della legalità e i divertenti e giovanissimi Cecco e Cipo. L'avvicendarsi di musiche e canzoni sarà scandito dalle letture dedicate alle "vittime di mafia" dell'attore e videomaker Pierfrancesco Bigazzi. Il concerto era previsto per il 27 Novembre 2012 e poi era stato rinviato a causa del rischio esondazione del Mugnone.

https://www.facebook.com/events/330464977060337/

Ragazzi Scimmia
Il frizzante e colorito quintetto dei Ragazzi Scimmia nasce a Firenze nel 2008 e dopo una gavetta consistente come cover-band di genere swing con oscillazioni latine e balkane, inizia a proporre un interessante repertorio di brani originali che si allargano ad una generosa varietà di stili ed estetiche musicali che va dal rock anni '70-'80 alle sonorità reggae o ska.
II gruppo si presenta in formazione piano-voce, batteria, contrabbasso, chitarre e sassofoni.
http://soundcloud.com/ragazzi-scimmia

Secondo Appartamento
I ritmi del Secondo Appartamento appartengono alla tipica tradizione popolare, mescolati con le sonorità e la struttura delle "ballad" inglesi. I loro testi si ispirano alla tradizione cantautoriale italiana, pur rimanendo alla ricerca di nuove vie di comunicazione del pensiero.
Il Secondo Appartamento è rifugio ideale per chiunque non si senta adeguato al mondo in cui vive, o perlomeno non lo vede allo steso modo della società che lo circonda.
http://www.myspace.com/il_secondo_appartamento

Francesco Cofone
Nato ad Acri (CS), Francesco Cofone è un punto di riferimento per il cantautorato a Firenze. Grazie al lavoro con l'associazione "Palco d'autore - Eskimo Club" di cui è fondatore e la sua esperienza al CET di Mogol, si è contraddistinto con apparizioni in RAI, numerosissime collaborazioni ed una spiccata sensibilità per temi fortemente sociali come quello della lotta alle mafie.
www.francescocofone.com/

Cecco e Cipo
Nascono in un porcile, i due suini, nel lontano 1992. Per motivi igienici, vengono trasferiti, vicino ad Empoli (FI). Essendo porci cominciano a suonare la chitarra. Le loro sporche menti, sono influenzate da generi musicali estremamente cantautoriali. Sono dei maiali, e suonano principalmente la chitarra, una batteria di carta, un tamburello ed un charleston. Non fanno ridere. Oink.
http://soundcloud.com/ceccoec

Pierfrancesco Bigazzi
Pier Francesco Bigazzi, giovane attore e videomaker toscano (fa parte del gruppo che produce Hydra The Series), ha al suo attivo partecipazioni cinematografiche, corti (come attore e/o come regista) e lavori teatrali come "Antologia da Spoon River" con la regia di Riccardo Massai, l' "Orchestra della Fiaba" di Diesis Teatrango e "Borisvian - La vita è come un dente" assieme ai Martinicca Boison.




08 gennaio 2013

Quale democrazia vogliamo?

Elezioni: Radicali incontrano delegazione OSCE. Staderini: in Italia antidemocrazia senza precedenti
08/01/2013
    http://www.radicali.it/comunicati/20130108/elezioni-radicali-incontrano-delegazione-osce

Questo pomeriggio si è tenuto presso la sede del Partito radicale un incontro tra i Radicali e la delegazione degli osservatori dell’Osce, giunti in Italia per monitorare le prossime elezioni.
La delegazione radicale, composta da Marco Pannella, il segretario di Radicali italiani Mario Staderini e i deputati radicali Matteo Mecacci, Maurizio Turco e Marco Beltrandi, dopo aver descritto il contesto di negazione del diritto che fa dell’Italia uno Stato in flagranza criminale, ha rappresentato ai funzionari dell’Osce le condizioni antidemocratiche in cui si terranno le elezioni politiche e regionali.
In particolare, è stata consegnata una documentazione che prova come la fase di presentazione delle liste, l’accesso ai media e il sistema dei finanziamenti pubblici siano caratterizzate da gravi violazioni dei diritti civili dei cittadini e degli impegni assunti in sede internazionale dall’Italia.
All’incontro era presente anche Gianni Betto, direttore del Centro d’ascolto dell’informazione radiotelevisiva, che ha fornito i dati che provano gravi discriminazioni anche nel periodo non elettorale.
Dichiarazione di Mario Staderini, Segretario di Radicali italiani
“I funzionari dell’Osce sono rimasti impressionati dalla nostra documentazione. L’Italia costituisce un caso senza precedenti nel panorama internazionale quanto a violazione degli standard minimi di democrazia. Nessuna delle raccomandazioni che l’Osce aveva fatto al nostro Paese a seguito del monitoraggio delle elezioni del 2006 e del 2008 è stata accolta, anzi, la situazione si è aggravata. Un esempio su tutti: dopo che per cinque anni sono state cancellate illegalmente  le tribune politiche, ora sono stati previsti prima della fase finale della campagna elettorale solo due spazi sulla Rai di 7 e 10 minuti ciascuno, e in orari di basso ascolto. Per tutti gli altri, naturalmente, c’è Ballarò & co”.

01 gennaio 2013

Un progetto Piumatv - Societa per le Idee! Leggete e cliccate la link! Grazie!


Ho a disposizione un terreno di 2500 mq sulle pendici della Montagna Ruiste, alta circa 1000 m. circa 20 km a nord di Mostar. Il terreno non è grande ma su un declivio orientato a sud e con una vista molto ampia su vigneti e sulla valle della Neretva prima che il fiume arrivi nella città capoluogo della Erzegovina metà di centinaia di migliaia di turisti ogni anno. In una area di circa 50 km di raggio ci sono solo altri 2 campeggi.
La frazione nel quale si trova il terreno si chiama Podgorane, che significa "sotto le alture" e non esistono attività economiche rilevanti. I giovani lavorano a giro per il mondo e le famiglie vivono dei propri ortaggi, frutta (melograni giganti e mandarini) e delle proprie vacche, capre e pecore, oltre alle galline. Alcuni coltivano e vendono in proprio il tradizionale tabacco biondo erzegovese. Tutta questa produzione familiare potrebbe essere convogliata anche verso gli ospiti del piccolo villaggio campeggio come offerta gastronomica locale naturale, genuina e tradizionale. 
Per gestire questo progetto stiamo per dar vita a una associazione no profit che sarà registrata alle autorità centrali della Bosnia Erzegovina (BiH). Clicca sulla immagine qui sotto!


27 dicembre 2012

Correva l'anno 1992

Correva l'anno 1992 Pubblicato su Testimonianze 484-485 Rivista fondata a Ernesto Balducci
Il 9 novembre del 1989 era un venerdì e di prima mattinata arrivai a casa di amici a......... Catania........ 2278 chilometri da Berlino......Ricordo benissimo quello che pensai vedendo alla televisione che il Muro stava aprendosi: Partire! Subito! Ci vollero due giorni per arrivare a Berlino. Rimanemmo bloccati in un epocale ingorgo notturno nei pressi di Bayreuth. Era domenica tardo pomeriggio, pioggia e nebbia e temperatura attorno allo zero. Si trattava del primo rientro dal primo week end in occidente per migliaia di Trabant cariche di Ost, tedeschi dell'est Germania che per la prima volta dopo 28 anni, allibiti, avevano valicato liberamente le frontiere. Una autostrada tedesca intasata di Trabant che affiancate alle BMW sembravano davvero uno scherzo. Al buio e nella nebbia fitta. All'alba seguente le strade di Berlino sembravano quelle di Rio dopo il Carnevale brasiliano. Spazzini a pulire dopo la “Festa” e file di Ost davanti alle banche ancora chiuse. La Repubblica Federale di Germania concedeva a ogni cittadino della DDR (Repubblica Democratica Tedesca) che si fosse presentato agli sportelli di una banca qualsiasi, cento marchi. Il premio per la fuga riuscita."La caduta del Muro di Berlino cambierà il mondo e anche le nostre esistenze". Sono cose che di dicono quando di percepisce che il tapis roulant sotto i nostri piedi si è messo a girare così forte che rischiamo di cadere. La Storia da quel giorno ci avrebbe fatto cadere molte volte. Le nostre esistenze hanno preso strade molto diverse dal previsto. Gli anni 80 erano finalmente finiti come meritavano ma noi eravamo del tutto impreparati a quello che sarebbe accaduto. Ma a Berlino avevo i brividi, che poi avrei avuto spesso nei Balcani..... Non potevo saperlo........ Il futuro sarebbe arrivato a raffiche, mentre la Milano da Bere affondava con tutta l'Italia sul Titanic di Tangentopoli cannoneggiata da Cosa Nostra, qui accanto a noi, scattava la Pearl Harbour d'Europa. I Balcani che “producono più storia di quanto riescano a digerirne”, stavano rivomitandone una gran parte. Il Berlin Mauer finiva di crollare nel Mediterraneo, come tanti altri conflitti sanguinari. Da sempre. La prima Guerra del Golfo stava immancabilmente spaccando le sinistre italiane e non solo e, iniziando a calarmi nello psicodramma bellico, riuscii a organizzare un faccia a faccia radiofonico tra Ernesto Balducci e Giovanni Pallanti, il primo pacifista e il secondo interventista nei riguardi di Saddan Hussein. Portammo mixer e microfoni alla Badia ma dove sia finito il nastro non saprei proprio. Fu uno scontro pacifico ma duro. Il periodico Toscana Oggi ne pubblicò una parte. Era solo l'inizio. La crepa nel granitico credo dei senza sé e senza ma si sarebbe trasformata in un disastro. Le guerre ripartivano anche vicino a noi e le belle teoriesi scioglievano come neve al sole. Nella primavera del 1991, pochi mesi dopo la caduta del Muro, milizie croate attaccavano i serbi delle Kraijne di Croazia che non volevano il distacco dal governo di Belgrado. Dopo undici anni la fiamma leggendaria del Maresciallo Tito si era spenta del tutto e con essa la Jugoslavia, allegoria affascinante quanto evanescente di una immaginaria forma di Nazione “Perfetta”. Belgrado rispose ai disordini bombardando Vukovar, Dubrovnik e dintorni, l'Armata Popolare Jugoslava, non si sa come, era composta da quel momento solo di Serbi e Montenegrini. Non esistevano eserciti di Croazia né tantomeno di Bosnia, dove nessuno voleva credere che la guerra arrivasse........ esattamente un anno dopo. Dal 1989 al 1991 le uniche organizzazioni che si erano rese conto di quanto accadeva che avevano le idee chiare erano quelle criminali. Immani arsenali e vastissime proprietà erano a disposizione di chi aveva contante abbondante ma soprattutto non era inebetito dalla impennata della Storia. L'orgia di sangue si sarebbe affiancata all'orgia criminale, sotto gli occhi estranei delle cosiddette “cancellerie occidentali”. In Italia un solo leader politico prese posizione palesemente e una sola agenzia né dava notizia: Notizie Radicali - 17 novembre 1991) “Dinnanzi alla notizia non solo emblematica della caduta di Vukovar e al comportamento vergognoso dell’Europa e dei cosiddetti democratici, con altri compagni del Consiglio Federale decidiamo di aggiungere a tutte le azioni istituzionali, parlamentari e politiche anche una iniziativa di digiuno in alcuni paesi europei, per battere questo comportamento ed il tumore pseudo-serbo, in realtà razzista, militarista e totalitario.......resistenza eroica delle donne e uomini di Vukovar di fronte alla violenza fascista dell’esercito erede di quelli fascisti, nazisti e stalinisti.” Gli altri politici e molti “osservatori” rimasero a guardare nella certezza che presto Belgrado avrebbe ripreso il controllo della Federazione. All'inizio del 1992, stavano con Slobodan Milosevic, fra gli altri, gli italiani: Gianfranco Fini, Armando Cossutta, Gianni De Michelis, la FIAT e le varie loro aree. Molto dopo sarebbe arrivato a sostenere la “Volpe dei Balcani” anche Umberto Bossi. Questo schieramento avrebbe dovuto dare da pensare che qualcosa non tornasse, come spesso accade, nel posizionamento geopolitico degli Italiani. Invece ognuno ha continuato per la sua strada e l'unico atteggiamento comune è stato quello di cercare di stendere un velo di indifferenza durante e dopo il conflitto. A fronte di migliaia di cittadini che muovevano con ogni mezzo per portare aiuto alle popolazioni, la Politica e l'Opinione Pubblica cercavano di parlarne il meno possibile. Ancora oggi, dopo 20 anni, molti pensano persino che il conflitto sia ancora in corso, molti non sanno che la Federazione Jugoslava non esiste più, e quasi nessuno ricorda ovviamente quando e dove sia iniziata la guerra, quali fossero gli schieramenti e soprattutto che esistono sempre aggressori e aggrediti. Dato che conoscere comporta pensare e pensare comporta forse anche prendere posizione, l'occidente europeo ha preferito decretare che “tanto i Balcanici sono violenti geneticamente e non si poteva fare niente per impedire il massacro” accanto a casa nostra. A questo risultato si è arrivati e stabiliti anche grazie alla sottile propaganda di alcuni maestri, artisti della comunicazione. Peter Handke e Emir Kusturica, tanto per fare due nomi molto celebri. Quest'ultimo, passato subito dalla parte dell'aggressore in cambio di enorme sostegno economico, arriva oggi a negare il genocidio di Srebrenica. Il revisionismo dalla coda di paglia è ancora oggi scatenato, favorito dalla ignoranza sui fatti, coperta dalla “percezione” residua degli stessi nelle nuove generazioni. Si è riusciti a posporre la data di inizio del conflitto dal 1991 al 1999, almeno per i più giovani, e se provate a chiedere cosa sappiano i ragazzi di oggi della guerra “jugoslava” vi diranno solo che Bill Clinton ha bombardato Belgrado con la collaborazione anche del governo D'Alema. Operazione infausta, prima responsabile della cancellazione della verità percepita globalmente. Ma il conflitto era iniziato otto anni prima. Ma nel marzo 1992 poco sapevamo ma, caricati i furgoni, partimmo per la costa Croata. Zara era sotto bombardamento, ci raccontavano, e dovevamo fare qualcosa. Noi partimmo da Scandicci e altre centinaia partirono da tutta Italia per andare a conoscere la “guerra in casa”. Avremmo fatto per anni quel tragitto e poi fino a Mostar e Sarajevo, scoprendo che le idee e le opinioni sono una cosa e i fatti un'altra. Rivedemmo tante volte il concetto di pacifismo e di pace. La costa dalmata è bellissima e ci apparve come una visione surreale. Acque smeraldo, cieli blu, isole affondate in lagune sempre piatte, nessuno in giro. Come fosse possibile fare la guerra in un posto così è un mistero ancora irrisolto che si pose a noi come a tutti gli altri che arrivavano e passavano dalla tortuosissima statale costiera, la Magistrala, che porta da Fiume a Dubrovnik. Agli italiani occidentali, tirrenici, i Balcani sono sempre sembrati lontani e ancora non si sa dove siano Fiume, Zara, Mostar, cosa siano Slavonia e Slovenia, Dalmazia, Istria, Quarnero, Sebenico. Bisognava sempre riguardare la mappa per capire dove fossimo, in quale Stato ma anche chi comandava i carri armati e perché bombardassero le città e i villaggi. La mappa non bastava. Probabilmente vivendo dentro una guerra si ha spesso l'impressione che la guerra sia la morte della Verità. Nei Balcani degli anni 90 questa era una certezza. La verità non esisteva o se esisteva era solo per un attimo nel posto dove ci si trovava. Pochi chilometri dopo c'era un'altra verità.Lo capimmo noi e soprattutto loro, appena finiti i combattimenti. Ricordo che il giornalista Slatko Disdarevic, che si era fatto l'assedio di Sarajevo, arrivò a dire che si stava meglio durante la guerra che dopo. Almeno durante la guerra la speranza è l'ultima a morire. La “pace” seguente il conflitto balcanico apparve subito come “strana”, “avariata”, instabile. Oggi quel conflitto continua sulle pagine di giornali specializzati e su Internet, fra i sopravvissuti che non hanno mai pace per definizione. In nome della Pace il famoso velo dovrebbe chiudersi per sempre ma sappiamo che non c'è pace senza giustizia e allora possiamo dire solo che la guerra armata è sospesa lasciando il campo a una sprezzante gara cinica al tanto peggio tanto meglio. Le popolazioni imbevute di propaganda hanno perso cognizione del giusto e speriamo che non sia per sempre... Non parlo solo delle popolazioni balcaniche ma anche delle nostre. La spaccatura simmetrica sulla verità minaccia di seppellire le ultime speranze di arrivare a una lettura condivisa e alla pacificazione totale. In questi giorni per esempio è scontro tra la testata diretta da Gianni Minà e Osservatorio Balcani e Caucaso, tra l'intellighenzia presuntuosa e superficiale della prima e la pacatezza di chi ha il polso della situazione, unici in Italia. Senza parlare del revisionismo estremo condotto con abilità da una rete planetaria che di fatto sembra desiderare che una parte del territorio della Bosnia aderisca alla Federazione Russa anziché all'Unione Europea. Ma chi scrive imparò subito che le guerre non le decidono le persone comuni. Devono arrivare da fuori per scannare i propri vicini di casa e poi spesso si riesce a incendiare anche una anima innocente e trasformarla in un mostro.Ci sono per esempio delle Reti Internet in lingua italiana e balcanica che definiscono il Kosovo come “occupato” anziché indipendente. Nemmeno a Belgrado lo definiscono occupato. Occupato da chi? Dai nativi albanesi che ci abitano da generazioni? Tanti hanno interesse a mantenere calda la cenere favoriti anche dal comportamento dell'Unione Europea che ha lasciato passare 15 anni prima di prendere in considerazione l'adesione dei Paesi ex jugoslavi nei quali nel frattempo la speranza di vivere meglio è scomparsa e sono impennate le migrazioni di cervelli e braccia e precipitato il favore a entrare nell'Unione. Forse qualcuno ricorda che per un certo periodo, tra il 1992 e il 94 è esistita una autoproclamata Repubblica di Erzeg-Bosnia. I Croati di Bosnia, dopo aver combattuto uniti ai Bosniacchi contro l'aggressore Serbo, armato da quello che era una volta l'esercito di tutti, decisero di separarsi dai Bosniacchi a maggioranza musulmana e combattere tutti contro tutti, con immaginabile soddisfazione dei Serbi. La prima volta che mi recai a Mostar, appena finiti i combattimenti che lì furono ancora più duri che altrove, fui accompagnato in auto da un responsabile dell'ufficio stampa del “governo della Erzeg-Bosnia”, appunto, il quale, in auto, a quattr'occhi, mi disse: “...dovete cessare di portare cibo, dovete portare libri per studiare, altrimenti la guerra non finirà mai”. Lo disse in inglese mentre guidava la utilitaria entrando a Mostar in macerie....... Lui che lavorava per delle milizie sanguinarie ultranazionaliste sostenute dalla diaspora croata nel Mondo e dal clero cattolico che stava organizzando il futuro di Medjugorije, oggi divenuta un grande “outlet” in nome della Vergine Maria......... Libri invece che cibo, per la Pace...... A Mostar per molto tempo non ci sono state librerie...... Moltissimi ragazzi bosniaci ancora oggi non capiscono “a cosa serva un libro”. In Italia come stiamo in merito? Venti anni dopo esistono ancora campi profughi dove vivono gli ultimi, che almeno vengono ancora riconosciuti come bisognosi e in qualche modo raccapezzano il pranzo e la cena. Quelli che sono stati beffati peggio forse sono i Serbi di Croazia, delle Kraijne, dove iniziarono i fatti dopo dieci anni di parole. Prima partirono incolonnati a migliaia per un ritorno in Serbia...... dopo 700 anni! In Serbia non ne volevano sapere e comunque non avevano certo alternative a metterli in campi di raccolta..... in Kosovo! Chissà dove sono finiti oggi coloro che dovevano diventare l”avanguardia della Grande Serbia”. Il quotidiano Il Piccolo del 30 agosto 2003 pagina 02 sezione: PRIMO PIANOTRIESTE, scrive fra l'altro:”È il 2 agosto del 1991. La Jugoslavia, o quel che resta di quella che fu la «creatura» di Tito, brucia. La Slovenia e la Croazia se ne sono andate. La Serbia reagisce e i suoi connazionali della Slavonia proclamano l’indipendenza. Zagabria risponde al fuoco. È l’inizio delle fine. Eppure in quel fatidico 2 agosto Gianfranco Fini, allora segretario nazionale dell’Msi-Dn, si reca a Belgrado accompagnato dal dirigente del dipartimento esteri del partito, Mirko Tremaglia (oggi ministro degli Italiani all’estero) e dal presidente del Fuan Roberto Menia (oggi deputato triestino di An). Oggetto dell’incontro è «un’eventuale richiesta dell’Italia per la restituzione dell’Istria e della Dalmazia». Fini decide di partire perchè la commissione Esteri della Camera guidata dal presidente Piccoli non aveva posto nella sua agenda i temi proposti dal leader missino. Ma non basta. Fini sostiene di essere venuto in Jugoslavia anche per dare appoggio alla Repubblica serba relativamente ai diritti umani e ai confini. Fini relaziona poi gli esiti dei suoi incontri all’allora capo dello Stato Francesco Cossiga e conferma che esponenti del Movimento di rinascita serbo hanno esplicitamente detto alla delegazione dell’Msi-Dn di trovare legittima una richiesta sull’Istria e sulla Dalmazia.” Un giorno sono stato a casa di Gianni De Michelis, a Roma, condotto da un comune amico. Sarà stato il 1993. “Che peccato la guerra in Jugoslavia – mi disse quando gli dissi che stavo seguendo il conflitto in corso molto da vicino – Ho tanti amici a Belgrado....” Nelle zone della Bosnia più vicine a Belgrado si andava da sempre a fare i manovali nella capitale. Ci andavano i padri di Haris e di Hussein prima della guerra. Altri padri andavano in Austria. Dopo da Belgrado li hanno bombardati quelli di Kalesija, per tre anni quasi e molti sono morti. Su Kalesija incombe una collina a forma di “pan di zucchero”, da lì le artiglierie costruite dagli jugoslavi per la Jugoslavia martellavano i villaggi di Saraci, Toijsicj, Prnijavor, oltre che al capoluogo Kalesja, già prima della guerra considerato un posto molto sfortunato. Dopo la guerra i figli sono ripartiti e hanno ripreso a lavorare a Belgrado, da dove comandavano i bombardamenti che avevano ucciso la madre. I ponti di Belgrado sono stati ricostruiti dai bosniaci mussulmani sopravvissuti ai bombardamenti ordinati da Belgrado, via Pale....... La grande farsa della guerra è di essere una oscena macelleria che fa da scenografia per l'ingordigia dei criminali di ogni risma che dietro le quinte fanno affari esagerati fra loro. Qualsiasi “secessionista” è destinato prima o poi a commerciare con i vicini dai quali si è staccato in gran pompa. Anzi, il commercio non si è mai interrotto, sono solo moltiplicati i prezzi e i guadagni. La mano d'opera bosniaca costa meno o più di prima della guerra? Costruire le auto in Serbia oggi costa alla FIAT più o meno di quando costruivano la 600 che là chiamano ancora familiarmente “Ficio”? Oggi chi si preoccupava dei bombardati di Pancevo può stare tranquillo, gli stabilimenti lavorano bene e producono la Punto Classic. Durante la guerra producevano armi e per questo la NATO li bombardò. E comunque sbagliò e parecchio. Non è cambiato niente, salvo i morti. Su questo non sono ancora riuscito a sapere. A parte gli ottomila di Srebrenica dei quali è archiviato il DNA, sapere quanto siano stati non è questione matematica ma politica. D'altronde anche una sola vita persa vale per tutta l'umanità, come sembra che dica il Corano. Pertanto la guerra dei numeri è una ulteriore farsa. Eppure ci sono le bande ROCK, i PUB RAP, le squadre di basket, le minigonne vertiginose, i musei rurali con i vecchi aratri, i ristoranti etnici (!), i villaggi etnici (!!), il Rafting, il Canooing, il Trekking, le associazioni e le società giovani, i giovani imprenditori che tornano dall'estero perchè hanno capito che da noi può solo andare peggio e invece nei Balcani può solo andare meglio........ Sarajevo e Mostar questa estate erano pieni di turisti. Dubrovnik ha aperto contatti con l'entroterra dal quale fu bombardata per spartirsi i turisti che soffocano tra le mura della cittadella antica dove tutti i tetti sono stati ricostruiti nel 1995. Giovani bellissimi e senza speranze, i ragazzi balcanici di oggi, nati in guerra e che non ne vogliono sentir parlare, che ti danno energia e allegria e non badano alle differenze, viaggiano come e quando possono e traversano questi confini grotteschi, proprio come prima della guerra......... Emir, Igor, Marko. Assieme perchè sì, alla faccia dei politici che hanno voluto la guerra e che sono sempre là.... con i loro grotteschi sorrisi..... cg

24 dicembre 2012

Chi se ne frega dei Siriani? E' Natale!!

Per la Siria gli unici che stanno prospettando di fare qualcosa sono gli USA, come sempre. Nessuno è interessato alle popolazioni, l'Europa non esiste in politica estera. E' già successo nei Balcani. Il groviglio geopolitico è molto complesso. Ma in fondo il problema è sempre lo stesso, gli Stati canaglia sono appoggiati quasi sempre da Putin e Pechino. Pechino ormai controlla il pianeta e Putin deve controllare l'Europa. Sono appoggiati DI FATTO da tutti gli anti-USA. Automaticamente. Perché in guerra non esiste neutralità, si finisce automaticamente da una delle parti e se non stai da una parte stai dall'altra. Unico pregio delle guerre....Vendola, Gino Strada, Diliberto, Ferrero, Turigliatto, Casarini, non essendo per ora coinvolti gli USA, non danno notizie e allora speriamo che non si facciano vivi nel caso qualcuno intervenisse.

21 dicembre 2012

Duri e puri.... ma de che?

Corso per capire di cosa parla Marco Pannella: lezione riservata a quelli duri e puri di sinistra, i comunisti insomma, italiani. Dallo schema in foto si evince che l'Italia è una grande Guantanamo, e se siete davvero a antiamericani, di quelli che si muovono solo se gli USA si muovono, tipo Gino Strada, perchè pre Guantanamo sareste disposti a un bel corteo con scontri e vetrine rotte, mentre per una protesta non violenta ESTREMA (questa davvero), non ve ne frega niente? Eppure l'Italia è fuori legge, proprio come Guantanamo...

20 dicembre 2012

PENSARE è FATICOSO

La qualità della nostra vita non si misura dagli slogan. Ci sono progetti grandi a lungo termine e progetti piccoli che potrebbero cambiare in meglio la vita di milioni di italiani in poche ore, questi ultimi sono alla base della iniziativa non violenta di Marco Pannella, e sono: divorzio breve, coppie di fatto, affido condiviso, amnistia, tribunale familiare. Si chiamano CHIAVI DI VOLTA che se avviate innestano una spinta inerziale non viziosa ma VIRTUOSA. Ma fanno poca notizia perchè dei milioni di sfigati intrappolati in questi buchi neri della democrazia NON FREGA A NESSUNO. Molto meglio un bel corteo per la Pace.... Ora abbiamo il Partito dei Magistrati in aspettativa, il Partito del Comico Tragico, il Partito del Gangster, il Partito della Ferrari, il Partito della Fiamma Tricolore Nerastra..... Poi abbiamo il Partito a Gestione Sovietica. TRANNE I RADICALI...... troppo difficili da capire perché per capire bisogna studiare e ricercare, concetti quasi estinti.... Meglio un bel corteo e ... a casina.... Eppure:
La parole dei Radicali non sono moderate e persino riescono a arrivare a divenire azione con successo: 20-12-2012 New York - Mutilazioni genitali femminili (FGM nella sigla in inglese) una violazione dei diritti umani che colpisce ogni anno oltre tre milioni di bambine, soprattutto in Africa. Una violenza atroce checontinua a segnare la vita di milioni di donne ma che le Nazioni Unite oggi condanneranno con una storica risoluzione all’Assemblea Generale. Ci sono volutianni per arrivare a questo traguardo. “America Oggi” intervista Niccoló Figa’-Talamanca, il Segretario Generale di “No Peace Without Justice”, la Ong internazionale fondata quasi venti anni fa dall’allora commissario Europeo ai Diritti Umani Emma Bonino e che per anni si batte per far votare dall’ONU la risoluzione contro le FGM. http://notizie.radicali.it/articolo/2012-12-20/editoriale/mutilazioni-genitali-femminili-finalmente-la-condanna-dell-onu-interv Marco Pan
nella, all'anagrafe Giacinto Pannella, è un politico e giornalista italiano, che si definisce radicale, socialista, liberale, federalista europeo, anticlericale, antiproibizionista, antimilitarista, nonviolento e gandhiano.

16 dicembre 2012

Inaugurato nuovo presidio Fondazione Antonino Caponnetto intitolato a Piero Luigi Vigna

15 dicembre 2012 Circolo ARCI "Colli Alti" via Indicatorio, 41 - Signa (FI) Con ELISABETTA CAPONNETTO moglie del Giudice Antonino Caponnetto LEONARDO VIGNA figlio del magistrato Piero Luigi SALVATORE CALLERI Presidente Fondazione Caponnetto ALBERTO CRISTIANINI Sindaco di Signa MARCO NOERO Segretario regionale SILP CGIL modera: Laura Lippi del forum Sicurezza e Legalità del Partito Democratico metropolitano di Firenze

30 novembre 2012

Cannabis terapeutica: Fatta la legge scatta la trappola?

Cannabis terapeutica: Le associazioni chiedono coinvolgimento nella stesura del regolamento attuativo.

Le associazioni che hanno partecipato alle fasi iniziali di stesura della Legge sulla Cannabis terapeutica chiedono di non essere escluse dalla stesura del regolamento attuativo.
Dopo la risposta dell'Assessore Marroni all'interrogazione del Consigliere regionale Brogi ed altri, è diventato chiaro che il regolamento attuativo in corso di elaborazione, che non abbiamo ancora avuto modo di leggere nella forma attuale, e che è un passaggio fondamentale per poter applicare la legge, sarà sottoposto all'ulteriore vaglio di uno o più organismi regionali, i quali potranno proporre modifiche e dare indicazioni. C'è il rischio concreto che una legge aperta come quella toscana, che prevede la possibilità di prescrivere cannabinoidi da parte di qualsiasi medico, senza vincoli a patologie specifiche, in scienza e coscienza, sia blindata restringendone l'applicazione solo ad alcuni specialisti e ad alcune patologie più "famose", mentre il campo di applicazione della cannabis terapeutica è vasto ed in continuo allargamento man mano che la ricerca medica va avanti, con nuovi studi che vengono pubblicati ad un ritmo sempre crescente.
Altro rischio è che specialità medicinali derivate da una pianta, siano trattate quasi alla stregua di una molecola sperimentale, e cioè che finiscano per essere permessi solo farmaci "griffati" prodotti da case farmaceutiche e per le sole indicazioni riportate sul bugiardino, a farne le spese sarebbero la gran parte dei malati e la possibilità di utilizzo di preparati galenici, fra l'altro molto meno cari.
Le associazioni denunciano che dopo una buon partenza anche di questa fase fondamentale per l'attuamento della Legge sulla Cannabis terapeutica - il regolamento attuativo - siamo dinanzi ad un momento di inquietante stallo, in cui una misteriosa bozza di regolamento è al vaglio di commissioni ed organismi che non possono tener di conto del parere dei malati e dei medici esperti in terapia con cannabinoidi, neppure tenerli al corrente dello stato della discussione, senza una precisa indicazione politica. Per evitare di essere coinvolti solo alla fine con ulteriore rallentamento dell'iter del procedimento o di dover protestare poi dopo, a cose fatte, le nostre associazioni chiedono che, continuando nel percorso collaborativo sin qui perseguito, il loro parere sia ascoltato anche in questa fase finale, fondamentale per la migliore riuscita di quella che sarà la prima legge regionale sulla Cannabis terapeutica ad essere realmente applicata in Italia.
 
Valentina Piattelli, 3488288773,
presidente Ass. per l'iniziativa radicale "Andrea Tamburi"
aderiscono anche:
LILA (Lega Italiana Lotta all'Aids) Toscana
A.C.T. (Associazione Cannabis Terapeutica)
Associazione Luca Coscioni
PIC (Pazienti Impazienti Cannabis)

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Associazione per l'iniziativa radicale "Andrea Tamburi"
www.radicalifirenze.it - info@radicalifirenze.it
Tel. 339 1501028