12 giugno 2016

I pericolosi immigrati stanno ammattendo tutti...

La coppia di siriani, che nella foto allegata mi sta servendo buonissimi piatti tradizionali della loro terra, aveva tre figli, due maschi e una figlia. Vengono dalla città siriana di Homs.

Sono rimasti in tre perché i due ragazzi sono morti per le bombe degli aerei russi mentre combattevano nelle file dell'"esercito libero" contro il dittatore macellaro Assad, notoriamente protetto da Vladimir Putin e di conseguenza anche simpatico a tanti italiani. 

Ora i tre amici, dopo aver passato tre mesi in una tendina a Idomeni sono stati deportati in un cosiddetto campo dove hanno una tenda più grande, acqua e forse anche le docce, a volte.

La madre aveva intenzione di arrivare in Germania per cercare di fare un altro figlio. La figlia superstite non ha ancora 20 anni e chissà cosa farà.

Ovviamente sono sbalorditi e scioccati da come sono stati accolti in Europa, ma la forza di vivere vince ancora anche se sono tristi e depressi. 

Non hanno ancora rinunciato a andare a nord e per questo stanno aspettando la proposta giusta di qualche trafficante per pagare e tentare la sorte. Altri che ho conosciuto sono arrivati fino al confine tra Ungheria e Slovacchia.

Come loro altre migliaia in fuga da morte e distruzione non sono rassegnati anche se la depressione si fa strada. La cosa peggiore è che i deportati non hanno nessuna idea di che fine faranno e questo presto creerà una situazione psicologicamente insostenibile per una percentuale critica delle persone coinvolte.

La beffa è che molte sanno di essere persino fortunate dato che sono ancora vive e non sono in Turchia e nemmeno ammassate al confine turco siriano come animali destinati al macello o di qua o di là.

Una generazione di siriani sta andando alla deriva e verso un trauma ulteriore, tremendo un quanto decreta al impossibilità di vedere un futuro anche minimamente decente. La fine della speranza.




Claudio Gherardini


Multimedia Free Lance

  1. +393478060186 italia
  2. +393339237262 italia
  3. +385 91 3901 575 Croazia
  4. +389 78949277 Macedonia
  5. +381 64 4782 476 Serbia
  6. +387 62578316 Bosnia Erzegovina

50126 - Firenze - via A. Traversari 75 - Italy

50050 Via del Felciaione 18 - Fucecchio -  Firenze - Italy

C.F. GHRCLD57C03D612R

P.Iva 05968730480

FB claudio gherardini

Twitter @clagher

skype: claudioghera

mailto: claudiogherardini@gmail.com

http://www.claudiogherardini.net

http://about.me/claudio.gherardini

08 giugno 2016

La Pace non è certa in eterno... Idomeni deportata...

Io credo che i fondatori dell'Unione Europea volessero una Patria Europea al posto dell'Europa delle patrie.

Noi andiamo al contrario. Catalani e Fiamminghi, Scozzesi e Corsi, vorrebbero una loro piccola patria e giustamente il Premier Britannico Cameron ricorda che la Pace non è PER SEMPRE ma va coltivata come un eterno neonato, con estrema cura. Per Papa Francesco la terza guerra mondiale "a pezzi" è cominciata da un pezzo.

Penso anche che noi europei siamo gli unici a aver avuto 70 anni di pace e prosperità. Gli altri lo sanno, che la pace non è "per sempre" e sono meno assopiti di noi.. 

Se scoperchiamo il vaso di pandora come abbiamo fatto in Iraq e Libia, alla Siria ci ha pensato il macellaro Assad e nei Balcani Slobodan Milosevic che a Belgrado in molti chiamavano "il maiale", possiamo tranquillamente riprendere a massacrarci tra europei come abbiamo fatto per secoli e secoli. Fino a poco tempo fa. 

Oriana Fallaci pensava che esistessero radici cristiane in Europa da proteggere dall'Islam e dai suoi bambini di 4 anni o 9 mesi che arrivano, da soli, a invaderci. Se sono quelle ri/emergenti sarebbe stato meglio non averle affatto, queste radici.

Nessuno ascolta Papa Francesco se non quando parla di famiglie etero e di aborto criminale. Praticamente ci ha scomunicati tutti e manco ce ne siamo accorti. Vogliono i crocefissi nei luoghi pubblici questi miserabili millantatori.

Mentre scrivo questa nota stanno deportando altre migliaia di persone con una folla di bambini piccolissimi dalle ultime tre stazioni di servizio poco a sud di Idomeni. (Foto allegate)

Il collasso dell'Europa va perfetto per gli sciacalli e l'accellerata data dall'esodo biblico e epocale di milioni di persone in fuga da guerre e miseria e anche da tanti dittatori minori, si fa per dire, offre grandi opportunità agli avvoltoi.

Il mondo occidentale ha deciso di lasciare gestire il flusso delle vittime dei dittatori, dai macellai e dalle mafie trafficanti di uomini.

Una soluzione geniale, come chiamare il diavolo a spegnere la propria casa in fiamme.

Quelli che sopravvivono al viaggio nelle mani di menti criminali passano ai campi di concentramento LEGALI, in Grecia e in Italia, ma anche in Francia e altrove.

Ma ora l'accordo è di farli rimanere in Turchia dove i bambini siriani lavorano nelle cantine buie per pochi centesimi al giorno con grande soddisfazione di Erdogan e banda.

Un accordo che fa accapponare la pelle anche alla pila di cadaveri che sta sul fondo del canale di Sicilia.

In Grecia avevano decine di complessi industriali collassati nelle periferie delle città impoverite che sembrano arabe al colpo d'occhio, come mi dice l'amico siriano. Salonicco, Alexandria, Oreocastro, Atene, Katerini. Aeroporti dismessi come a Kavala (foto allegata) che si dice sia sotto il tacco militare più degli altri.

Quale migliore occasione per riutilizzarli. Hangar sporchi ora pieni di tende oppure ampie aree asfaltate. I disgraziati litigano tra loro per avere la propria tenda all'ombra ma non dentro l'hangar dove la puzza e il fracasso vanno avanti fino a notte fonda. Poi al mattino tutti dormono per ingannare la vita ma solo fino alle 12.

Dalle tre foto di Kavala si capisce che non ci si può avvicinare e che siamo in una zona desertica a pochi chilometri da Policastro. Si vede la distesa sterminata di tendoni sull'asfalto di un piccolo campo di volo. Militare.

I circa sessantamila che sono rimasti incastrati in Grecia sono più fortunati di quelli che arrivano sui barconi sulle coste siciliane e vengono recuperati dalla eroica (senza ironia) Marina Militare Italiana? Chi è più fortunato?

Quali reati hanno commesso per essere chiusi in campi dai quali possono uscire per fare due passi e nei quale regna ordine e disciplina ma riescono comunque a entrare i trafficanti?

Molti sono fuggiti verso Macedonia e Ungheria e Bulgaria e sono fermi ad altri confini. Hanno pagato somme ingenti e ora hanno finito i soldi. Una madre con tre figli mi ha scritto chiedendomi mille euro, disperata e bloccata al confine nord dell'Ungheria.

I guadagni del trafficanti sono incalcolabili e forse è meglio così, non calcoliamoli. Occhio non vede, cuore non duole. D'altronde in Italia abbiamo 200 miliardi alle mafie e nessuno nemmeno ne parla.

Le mafie comunque ringraziano per l'incarico assegnatigli. Portare i disperati fino alle coste e buttarli su qualcosa che galleggi per qualche ora. 

Poi se crepano chi se ne frega. Anzi ci sono centinaia di migliaia di italiani che gioiscono a ogni naufragio.

Ma non tutti muoiono, e il quesito è: cosa ne facciamo di questa gente?

Ingegneri, architetti, progettisti digitali, medici, farmacisti e una folla di persone più o meno istruite fuggite dalle bombe russe (almeno quelli che ho incontrato io) e dalla loro casa distrutta e dal rischio Daesh. I professionisti e i medici, una volta catturati sarebbero stati al servizio dei tagliagole e poi trucidati.

Ci credevano davvero di poter arrivare in Europa....loro... pensavano cioè che esistessero gli europei e l'Europa.... Per mettere questi bambini in acqua di notte con il mare agitato per andare chissà dove, dovevano sperare proprio parecchio.

A noi non interessano perché siamo indirizzati alla sterilizzazione riproduttiva e anche poi pensionistica. Brava gente che ha voglia di lavorare e pagare le tasse e le nostre pensioni creerebbe problemi anche ai più bronzei.

Sui social le soluzioni si sprecano, masse di bavosi sanguinari riaprirebbero i forni. Tutta la varietà nazista è rappresentata.

So che tanti siriani, a questo punto, sarebbero disposti persino a tornare sotto le bombe e allora mi viene in mente Zlatko Dizdarevic, giornalista di Sarajevo, che finito l'assedio disse: "Si stava meglio durante la guerra". Almeno c'era una speranza.

Quella che l'Europa intervenisse, ma invece lo fece Bill Clinton, che a Srebrenica lo scorso anno, 20 anni dopo, ci disse "Scusate il ritardo"... nell'intervento.

Prevedere è impossibile, sperare?  Mah...

Claudio Gherardini


Multimedia Free Lance

  1. +393478060186 italia
  2. +393339237262 italia
  3. +385 91 3901 575 Croazia
  4. +389 78949277 Macedonia
  5. +381 64 4782 476 Serbia
  6. +387 62578316 Bosnia Erzegovina

50126 - Firenze - via A. Traversari 75 - Italy

50050 Via del Felciaione 18 - Fucecchio -  Firenze - Italy

C.F. GHRCLD57C03D612R

P.Iva 05968730480

FB claudio gherardini

Twitter @clagher

skype: claudioghera

mailto: claudiogherardini@gmail.com

http://www.claudiogherardini.net

http://about.me/claudio.gherardini

06 giugno 2016

L'Ultima Idomeni

Ieri la stazione di servizio EKO tra Salonicco e idomeni era così, come 2 mesi fa. 

Sembra imminente l'evacuazione.

Ecco la link del video

http://bambuser.com/v/6299300

Gli ultimi saranno evacuati a breve dai campi illegali di EKO e Hara, vicino a Idomeni e Policastro. Chi ha soldi pagherà mafiosi per andare verso nord e gli altri finiranno nei campi di concentramento sorvegliati dall'esercito greco. Sono in fuga dalle guerre, hanno visto tagliare a pezzi bambini dalle bombe russe ma qua sono colpevoli di essere sopravvissuti e chissà cosa altro perchè sono prigionieri e pertanto devono essere colpevoli di qualcosa.

Il problema ovviamente riguarda anche l'Italia.

Un esodo epocale che sta arricchendo tutte le mafie del mondo solo perchè noi non li vogliamo. 

Montagne di denaro in mano a piovre planetarie.

Claudio Gherardini


Multimedia Free Lance

  1. +393478060186 italia
  2. +393339237262 italia
  3. +385 91 3901 575 Croazia
  4. +389 78949277 Macedonia
  5. +381 64 4782 476 Serbia
  6. +387 62578316 Bosnia Erzegovina

50126 - Firenze - via A. Traversari 75 - Italy

50050 Via del Felciaione 18 - Fucecchio -  Firenze - Italy

C.F. GHRCLD57C03D612R

P.Iva 05968730480

FB claudio gherardini

Twitter @clagher

skype: claudioghera

mailto: claudiogherardini@gmail.com

http://www.claudiogherardini.net

http://about.me/claudio.gherardini

27 maggio 2016

Idomeni: Fine del sogno europeo, del nostro, prima del loro...

Idomeni: Fine del sogno europeo, del nostro, prima del loro...

Alla fine sono andati via e non sono successi incidenti. Non è poco ma erano talmente sfiniti e svuotati che non avrebbero forse potuto ribellarsi ancora. Il loro destino era segnato e comunque per i bambini un capannone fatiscente e puzzolente potrebbe essere meglio del fango e della polvere. E i bambini a Idomeni erano la maggioranza. Piccolissimi e tantissimi. Sopravvissuti alla guerra e al viaggio e ora anche a Idomeni. Un miracolo che siano tutti vivi. Anzi, ne sono nati anche alcuni e di loro non si sa nemmeno la nazionalità.

"Avevano lo sguardo vuoto e sono rimasto impressionato" ha detto un membro di Medici senza frontiere. Gli adulti avevano lo sguardo vuoto di chi ha perso le speranze di un sogno grandissimo. 

Il sogno di una grande Europa, bella, sana, ricca, umana e solidale. Come pensavano fosse, l'Europa.

Come noi non siamo stati capaci da costruire e forse ora è troppo tardi. 

Il loro sacrificio è stato pubblico e enorme. Un osceno reality show a disposizione di stormi di fotografi , giornalisti, volontari e di chiunque volesse vedere dal vero il criminale esperimento di riportare alle caverne un popolo di 15.000 persone civili e già vittime di dittature mostruose e in fuga dalle devastazioni e dal sangue a fiumi. Ho visto anche passare un bus di "turisti" che ha attraversato tutto il campo. non potevo crederci nemmeno io e nessuno lo ha fotografato.

Nel momento di massimo affollamento erano circa 15.000, rimasti incastrati nell'ingranaggio del ponte levatoio che l'Europa ha alzato e chiuso, improvvisamente. Era marzo. L'Austria, noto paese povero e arretrato che, abbiamo capito proprio ora, è popolato per metà di neo nazisti, chiuse le paratìe e rimasero incastrati in 15.000 a Idomeni, ma ve ne sono alcune centinaia anche di fronte, a Gevgelja e a Tabanovce in Fyrom Macedonia, a Presevo e a Sid in Serbia, e a Slavonski Brod in Croazia. 

Ne arrivano anche qualche decina a Belgrado dalla Ungheria. La quale probabilmente non è così sbarrata come si dice.

Vogliamo dire 17.000 in tutto? Poi dalla Turchia non ne arrivano quasi più in Grecia, arriveranno in Italia, come al solito.

Quanti sono i paesi EU? 28. 17.000 diviso 28 fa 607, di cui la metà circa sarebbero stati bambini piccoli. Seicentosette per paese europeo e Idomeni finiva bene come meritava di finire. Solo 607. 

Meritava per questa gente che si è sacrificata per smascherare, invece, la nostra faccia di cera, sciolta dalla vergogna o dal furore. Siamo divisi a metà come gli austriaci. Metà vergogna e metà furore, se va bene.

Sono milioni gli europei che gioiscono a ogni naufragio e che avrebbero voluto sterminare Idomeni. Vivono accanto a noi. Li trovate facilmente e fanno ribrezzo.

Il reality Idomeni ha realizzato la più perfetta sceneggiatura e scenografia per rappresentare la nuova Europa dei muri e dei fili spinati. Migliaia di persone accalcate a un cancello chiuso per mesi. In una spianata balcanica. Sotto nubifragi, tempeste di vento, allagamenti e vortici di polvere. Nessun regista avrebbe saputo fare di meglio. 

Ieri sera Adriano Sofri, presentando il libro di Wlodek Goldkorn "Il bambino nella Neve", ci parlava del filo spinato di Auschwitz che viene cambiato periodicamente con uno analogo, cioè fatto alla vecchia maniera. Sofri si chiede dove lo facciano ancora, visto che oggi il filo spinato "moderno" è tecnologico e totalmente diverso da quello qualche decennio fa. Lo spiegava a degli studenti dicendogli che si tratta di un business destinato a crescere, quello dei filo spinato....

I miei amici conosciuti nelle settimane che ho passato a Idomeni continuano a mandarmi foto di cosa è rimasto nel campo e di dove sono finiti.

Ora, dato che da febbraio ho speso oltre 5.000 euro, i miei fondi sono finiti e non so se potrò andare a trovarli nelle loro nuove dimore, ma vi invio le foto che parlano da sole. Col caldo negli hangar non so cosa succederà. 

Il punto è che non si ha idea di quanto dovranno restare in questi posti. 

Ci sono molte associazioni di volontari che stanno cercando di affittare appartamenti per queste persone e chi ha ancora soldi se li affitta per conto proprio. Ma la massa è piazzata nei capannoni a tempo indeterminato e destino ignoto.

Le foto sono di Muhammad e Ali.

Il vostro Personal Reporter


Claudio Gherardini


Multimedia Free Lance

  1. +393478060186 italia
  2. +393339237262 italia
  3. +385 91 3901 575 Croazia
  4. +389 78949277 Macedonia
  5. +381 64 4782 476 Serbia
  6. +387 62578316 Bosnia Erzegovina

50126 - Firenze - via A. Traversari 75 - Italy

50050 Via del Felciaione 18 - Fucecchio -  Firenze - Italy

C.F. GHRCLD57C03D612R

P.Iva 05968730480

FB claudio gherardini

Twitter @clagher

skype: claudioghera

mailto: claudiogherardini@gmail.com

http://www.claudiogherardini.net

http://about.me/claudio.gherardini

Idomeni: Fine del "sogno europeo", il nostro, prima del loro...

Da FB




Claudio Gherardini


Multimedia Free Lance

  1. +393478060186 italia
  2. +393339237262 italia
  3. +385 91 3901 575 Croazia
  4. +389 78949277 Macedonia
  5. +381 64 4782 476 Serbia
  6. +387 62578316 Bosnia Erzegovina

50126 - Firenze - via A. Traversari 75 - Italy

50050 Via del Felciaione 18 - Fucecchio -  Firenze - Italy

C.F. GHRCLD57C03D612R

P.Iva 05968730480

FB claudio gherardini

Twitter @clagher

skype: claudioghera

mailto: claudiogherardini@gmail.com

http://www.claudiogherardini.net

http://about.me/claudio.gherardini

04 maggio 2016

Matrimonio a Idomeni!!!

Grazie all'amico Muhammad!


Claudio Gherardini

Multimedia Free Lance
1. +393478060186 italia
2. +393339237262 italia
3. +385 91 3901 575 Croazia
4. +389 78949277 Macedonia
5. +381 64 4782 476 Serbia
6. +387 62578316 Bosnia Erzegovina
50126 - Firenze - via A. Traversari 75 - Italy
56041 - Castelnuovo Val di Cecina (PI) - via Verdi 33 - Italy
C.F. GHRCLD57C03D612R
P.Iva 05968730480
FB claudio gherardini
Twitter @clagher
skype: claudioghera
mailto: claudiogherardini@gmail.com
http://www.claudiogherardini.net
http://about.me/claudio.gherardini

22 aprile 2016

E card Bandabardò "Lo sciopero del sole" in radio dal 29 aprile



Bandabardò  "Lo sciopero del sole"

Nuova versione risuonata con strumenti realizzati da materiali di scarto, in collaborazione con Legambiente.

In radio dal 29 aprile



Era il 1998 quando la Bandabardò pubblicava "Lo sciopero del sole", canzone-filastrocca profetica in cui il sole, indignato e stanco perchè l'aria si è fatta ormai irrespirabile, lascia tutti e va via.

Trascorsi 18 anni il sole è ancora lì, spesso adombrato, ma il messaggio ecologista della Banda è sempre più attuale e condiviso e così la band toscana ripropone quella canzone costruendoci intorno un progetto civile, discografico e live in collaborazione con Legambiente.


ASCOLTA BRANO     DOWNLOAD MP3     DOWNLOAD WAV


Codice ISRC: IT Q92 16 00305

Autore: Enrico Greppi 

Compositore: Enrico Greppi / Alessandro Finazzo / Paolo Baglioni / Marco Bachi

Etichetta: OTRlive


"Lo sciopero del sole" è stato riarrangiato e risuonato con gli strumenti creati dalla Gaudats Junk Band (GJB), band che realizza ed utilizza esclusivamente strumenti - strampalati e poetici - costruiti con rifiuti e materiale di riciclaggio, ispirata alla politica dello "zero waste" e ai principi e progetti di Rossano Ercolini (premio Goldman 2013, il "nobel" per l'ambiente). 

La canzone sarà il fulcro dell'esibizione con la quale la Bandabardò aprirà il Concertone del Primo Maggio 2016 in piazza San Giovanni a Roma, quando ospite del loro set sarà proprio la Gaudats Junk Band.  Il singolo è accompagnato da un video di Giacomo Costa, fotografo e visual artist le cui opere sono in mostra in tutta Europa e oltreoceano. Nel video animazione, illustrazione e video-arte contribuiscono a raccontare la storia del sole "che fece quattro passi e smise di brillare". 

Segui la Bandabardò su

www.bandabardo.it


e sui canali social

 Facebook Twitter YouTube


10 aprile 2016

Gas sui profughi

Idomeni 10 aprile 2016.

Una giornata allucinante

Sette ore di gas con mamme e bimbi urlanti che scappavano dalle loro tendine sotto la pioggia.

Autorità greche non pervenute.

Diretta live Claudioghera da vivo

Diretta live Claudioghera da vivo

Diretta live Claudioghera da vivo

Diretta live Claudioghera da vivo

Diretta live Claudioghera da vivo

Diretta live Claudioghera da vivo

Diretta live Claudioghera da vivo