28 luglio 2013
26 luglio 2013
25 luglio 2013
22 luglio 2013
Invito alla lettura, esce “L’UOMO PERFETTO“, il nuovo romanzo dello scrittore Vincenzo Bosica
COMUNICATO STAMPA
Invito alla lettura, esce "L'UOMO PERFETTO", il nuovo romanzo dello scrittore Vincenzo Bosica
[Questa è la storia del mio ultimo contratto. Un contratto professionale. Non vi nascondo che avevo molte perplessità in merito quando lo firmai, ma le clausole erano intriganti e mi sono sempre lasciato facilmente allettare dalle novità. Non mi sono mai tirato indietro di fronte alle stranezze, era il mio ultimo contratto, e dopo una carriera di tutto rispetto mi sembrava giusto chiudere alla grande. Che diamine! Il lavoro è lavoro e i soldi fanno gola a tutti. C'è gente che ammazza per denaro, io almeno mi faccio pagare per dare felicità.
Mi chiamo Drake Vörson e sono un uomo perfetto.]
L'uomo Perfetto è il secondo romanzo dell'autore pescarese Vincenzo Bosica. Dopo l'ottimo esordio con -Irregolare-, romanzo di stampo fantascientifico-distopico dal cuore cyberpunk, l'autore cambia completamente genere tuffandosi sull'ironia pungente.
L'uomo perfetto ci regala una comicità attuale e pepata, a tratti sprezzante, focalizzata sui rapporti di coppia. L'intera opera ruota intorno alla professione del protagonista Drake Vörson, che è quella di essere un Uomo Perfetto. Drake ci racconta della strada percorsa per diventare un Uomo Perfetto e dispensa utili consigli a tutti coloro che desiderano diventare perfetti come lui, descrivendo anche lo svolgimento di alcuni contratti. A tratti sembra un manuale di autostima, a tratti un'autobiografia, a tratti un romanzo rosa-erotico; di sicuro ne -L'uomo perfetto- non si fa altro che ridere. E non sono solamente i personaggi strambi o gli accadimenti assurdi a strappare sorrisi, ma anche (soprattutto) lo stile narrativo adottato dell'autore (il protagonista si racconta in prima persona rivolgendosi direttamente ai lettori). L'opera si rivolge indistintamente a uomini e donne, e nonostante una forte chiave umoristica, non mancano spunti per riflessioni più profonde sul significato dell'amore e sul valore dei sentimenti.
Leggetelo, capirete cos'è la perfezione!
https://www.facebook.com/uomoperfect
http://www.edizionitabulafati.it/luomoperfetto.htm
L'UOMO PERFETTO di Vincenzo Bosica
Edizioni TABULA FATI, 2013
[ISBN-978-88-7475-332-1]
Pag. 152 – € 10,00
L'autore
Vincenzo Bosica (Pescara 1977) grafico, illustratore e scrittore, è un personaggio eclettico la cui creatività ricca e sfaccettata lo spinge spesso ad approfondire aspetti dell'esistenza tutt'altro che banali. Sostenuto da un percorso di studi scientifici e filosofici, è attratto da quanto è misterioso, eccentrico e indecifrabile; dagli sviluppi spesso straordinari a cui potranno condurre le scoperte scientifiche; dalla direzione che prenderà il futuro; da quanto e come l'uomo sarà capace di adattarvisi. Il suo primo racconto, "Capsule" ("IF-Insolito e Fantastico"-2009), è quasi un saggio sulla scienza moderna, declinato con ironia e uno stile personalissimo, che gli giova consensi di pubblico e di critica. "Irregolare" è il suo primo romanzo (Solfanelli-2010), ambientato in un futuro non troppo distante e non troppo inverosimile. Sono seguite pubblicazioni di racconti su diverse riviste e antologie (Il gran giorno – Aldilà – Per un fiocco di neve – Conto alla rovescia – MELW). Con il suo secondo romanzo "L'uomo perfetto", Bosica apre una breve parentesi ironica per divertirsi e divertire. Da tempo lavora al nuovo romanzo cyberpunk.
Mail: bainworld@hotmail.com
https://www.facebook.com/vincenzobosica
http://www.lelcomunicazione.it/blog/esce-luomo-perfetto-il-nuovo-romanzo-del-giovane-scrittore-pescarese-vincenzo-bosica/
[News] Auguri di buona estate! (testo irritante da leggere)
"PIELUIGI BATTISTA "I nuovi paladini dei diritti umani"
Finalmente: in un sussulto di dignità umanitaria, poderose manifestazioni stanno attraversando con composta indignazione le strade d'Italia a difesa degli inviolabili diritti umani nel mondo. Finalmente, la triste lezione kazaka è stata di monito: siamo così disgustati del trattamento riservato a una bambina, cacciata dall'Italia con operazione gestita dagli uffici del Viminale e deportata in un Paese che calpesta ogni giorno i diritti fondamentali, che già s'ode il grido alto e forte: mai più oppressione. Siamo così colpiti dalla fiera invettiva papale contro «la globalizzazione dell'indifferenza», che non perdiamo nemmeno un momento per denunciare il disgustoso sterminio di vecchi, donne e bambini che si sta consumando in Siria per mano del macellaio Assad. Finalmente: non percepite quale vibrante protesta si è elevata per salvare la vita di una ragazza cristiana, di nome Asia Bibi, che in Pakistan è costretta in prigione da quasi 1500 giorni dopo una condanna a morte in prima istanza perché «blasfema»? E quei blocchi stradali davanti all'ambasciata nigeriana per dire un determinato «basta» alle stragi di cattolici, agli attentati alle chiese sventrate dall'odio del fanatismo religioso? E come non ascoltare l'urlo solidale per tutte le ragazze come Malala Yousfzai, picchiate o addirittura assassinate dai talebani solo perché pretendono di studiare, di camminare per le strade, di uscire dalla prigionia imposta da energumeni barbuti che esercitano la loro prepotenza, veri bestemmiatori, pretendendo di eseguire un ordine direttamente proveniente da Dio? Basta, non c'è più ragione di Real-Politik o meschine considerazioni di bassa cucina economica ed affaristica per arginare le proteste contro la Cina, che esegue un numero incalcolabile di condanne a morte senza regolari processi, che massacra tibetani e uiguri, che tiene in galera gli oppositori, che costringe le donne all'aborto coatto. Non ci sono più limiti all'indignazione pubblica che intima ai governanti di disertare il commercio internazionale con la Russia di Putin, dove i diritti umani sono sconosciuti, i gay vengono perseguitati, i blogger arrestati con pretesti grotteschi e condanne emesse da tribunali intimiditi dal potere politico, e un gruppo di donne dissidenti un po' sconsiderate chiamate Pussy Riot viene ancora trattenuto in carcere nel silenzio generale come se si avesse a che fare con una banda di efferati criminali. Mai più: mai più diritti umani negati o conculcati. L'ambasciata cubana risuona delle proteste di chi trova osceno il trattamento riservato all'Avana ai dissidenti costretti allo sciopero della fame. I massacri di regimi dispotici come quello di Mugabe oramai trovano nella nostra opinione pubblica un'attenzione vigile e intransigente. Abbiamo appreso la lezione. Non lasceremo che nessun essere umano sia umiliato. Non saremo più indifferenti. O no?"
Grazie a Pierluigi Battista
Buona Estate a tutti e scuse a chi certamente non vorrà ricevere altri messaggi e me lo farà sapere di certo.
Buona estate!
claudio gherardini
Questo messaggio le è giunto perché il suo indirizzo si trova da tempo nella rubrica di claudio gherardini con il quale evidentemente ci sono stati contatti. Se non desidera ricevere altri messaggi da claudio gherardini e società per le idee invii una email con oggetto "cancellare" a claudiogherardini@societaperleidee.it. grazie. Se dovesse riceverne altri ulteriori abbia pazienza e ripeta la procedura non difficile. Grazie.
-- Società per le Idee Associazione Culturale in Firenze email: claudiogherardini@societaperleidee.it fax: +391786081497 sede legale c/o Studio Basegni Via Giambologna 37 50132 Firenze (FI) codice fiscale 94163350484 IBAN IT45 Q050 1802 8000 0000 0125 888 www.societaperleidee.it
Pierluigi Battista augura buone vacanze! ;)
20 luglio 2013
L'evoluzione della specie
Ciao Piumatv, claudio ti invia questa notizia A 15 anni accoltella passante per iPhone - Top News - ANSA.it e allega anche questo messaggio: Ecco l'evoluzione della nostra specie. Il completo fallimento di politici, genitori, insegnanti, amministratori pubblici che fanno parte della generazione di Massimo D'Alema. Progettazione del futuro e immaginazione NULLI e prevalenza di macchinazioni e inciuci lasciando vivere pacificamente escrescenze abnormi come Berlusconi e tanti altri.... Responsabilit� politiche mostruose e reiterate per decenni hanno portato un 15enne a comportarsi come un predatore sciacallo nella foresta. Clicca qui per visualizzare la notizia: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2013/07/20/15-anni-accoltella-passante-iPhone_9049038.html
19 luglio 2013
16 luglio 2013
15 luglio 2013
claudio wants you to take action on "Protest Stray Cat Hunting in Switzerland!"!
claudio has just read and signed the petition: Protest Stray Cat Hunting in Switzerland!
You can view this petition at: http://www.thepetitionsite.com/840/750/942/protest-stray-cat-hunting-in-switzerland/
Message from claudio:
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Hi, Stamani si clicca per qualcosa di sbalorditivo. Lo sapevate che in Svizzera è legale la caccia ai gatti? A me la Svizzera non è mai piaciuta ma questa mi sembra davvero la ciliegina... I signed the petition "Protest Stray Cat Hunting in Switzerland!". I'm asking you to sign this petition to help us reach our goal of 1,000 signatures. I care deeply about this cause, and I hope you will support our efforts.
-----ThePetitionSite.com provides tools and empowers individuals to make a difference and effect positive change through online activism. Get connected with the causes you care about, take action to make the world a better place, and start your own petition at http://www.ThePetitionSite.com!
ThePetitionSite.com is powered by Care2, the largest and most trusted information and action site for people who care to make a difference in their lives and the world. www.care2.com
14 luglio 2013
Il NAZIFASCISMO TORNA A GOLA
rimasto. Incendiare una scuola e aizzare masse di esseri contro una sola
donna sono atti di vigliaccheria estrema cioè NAZIFASCISTI. Dove sono i
famosi Politici, cosa dice il TRAGI-COMICO? Cosa fa Bimbominchia? Cosa
dice il Comandante Strada? Cosa dice il Compagno Baffino? Qui siamo
arrivati al momento delle scelte decisive, politiche e pacifiche ma ALTE
e PERENTORIE, DEMOCRATICHE MA DECISE. Solo la Politica ALTA ci può
salvare ma non ci sono i politici, ci sono solo mezz'omini e
quaquaraqua, arrampicatori sul nulla ormai rimasto.
Calderoli:"Vedo Kyenge e penso a un orango"
Garbatella, rogo al liceo Socrate: aule distrutte
cerini e benzina, il preside: "Atto di terrorismo"
Alle 5.50 è divampato l'incendio nell'istituto. Il custode ha dato
l'allarme. Sopralluogo del sindaco Marino: "Azione criminale, schiaffo
in faccia alla città". In passato nell'istituto comparse scritte
omofobe, con una ferma risposta degli studenti e dei professori.
Zingaretti: "Ennesimo gesto intimidatorio". Lunedì riunione tra Comune,
Provincia e Regione e Miur
di VALERIA FORGNONE
12 luglio 2013
Donne in nero a Belgrado
Bosnia-Erzegovina/Bratunac-Srebrenica-Quando il negazionismo rischia di cancellare la storia
Il giorno dopo l'11 luglio, commemorazione annuale del genocidio di Srebrenica, i serbo-bosniaci della zona ricordano i propri caduti in guerra.
Fino a un paio d'anni fa, la "cerimonia" si consumava con oltraggiosi cortei di nazionalisti locali e "colleghi" che venivano dalla Serbia e dal Montenegro. Marciando nel centro di Srebrenica, vestiti con maglie che portavano stampati i volti dei criminali massacratori Ratko Mladić e Radovan Karadžić, i fieri nazionalisti sventolavano le bandiere nere dei cetnici ed esibivano poster con l'infame scritta/minaccia: "Nož-žica-Srebrenica" (coltello-filo spinato-Srebrenica). La commemorazione si concludeva con una sagra svolta tra fiumi di birra, rakija (la grappa dei Balcani), maiali allo spiedo e gare sportive.
L'obiettivo era umiliare i sopravvissuti al genocidio, facendo capire alle vittime che i colpevoli non erano pentiti delle atrocità commesse e, anzi, si consideravano padroni della terra in cui fecero pulizia etnica.
Negli ultimi anni, il programma della cerimonia è cambiato. Oggi viene tenuta nel cimitero militare, costruito nella città di Bratunac - a soli 11 chilometri dal Centro Memoriale di Potočari - dove sono sepolte le vittime del genocidio.
Le autorità serbo-bosniache asseriscono che, nel cimitero militare di Bratunac, siano sepolti più di 3500 serbi, "vittime di terroristi musulmani. "Se si dovesse parlare di genocidio, il posto giusto sarebbe questo", disse il presidente della RS Milorad Dodik, un paio d'anni fa, durante la commemorazione.
Negare il genocidio
Di questa cerimonia, è contestabile quasi tutto: il numero di vittime, la data di commemorazione, il luogo, i messaggi mandati da chi si riunisce.
La "rievocazione" a Bratunac, fa parte di una lunga campagna indetta dai nazionalisti serbi che ha lo scopo di negare il genocidio e alleggerire i loro crimini, giustificandoli con presunte vittime serbe. Così, riaggiustano la storia, distorcono i fatti, tentano di presentare i difensori di Srebrenica come aggressori, manipolando l'opinione pubblica.
Il nodo centrale dei tentativi di negare il genocidio è l'argomentazione che l'offensiva serba venne provocata da attacchi musulmano-bosniaci, da Srebrenica, contro i villaggi serbi vicini.
Tali conclusioni sugli eventi che precedettero il genocidio di Srebrenica non stanno in piedi. Sono tentativi di presentare assediati e vittime quali aggressori. Srebrenica fu sotto assedio per tre anni e mezzo e venne bombardata dai villaggi serbi vicini pesantemente militarizzati. Durante l'assedio, gli abitanti della cittadina vivevano in condizioni disumane, esposti ogni giorno a bombardamenti e spari da parte dei cecchini cetnici. L'ex ambasciatore alle Nazioni Unite, Diego Arria, che guidò la delegazione del Consiglio di sicurezza dell'Onu a Srebrenica - nell'aprile 1993 - descrisse la situazione quale un "processo di slow motion genocida".
Nella relazione delle Nazioni Unite sulla condotta dei musulmani nella Srebrenica dell'epoca, si afferma che, "da un punto di vista militare, gli attacchi non ebbero rilevanza e vennero eseguiti da persone in cerca di cibo", poiché le forze serbe impedirono ogni accesso ai convogli umanitari e, di conseguenza, la popolazione versò in stato di fame e freddo". Anche le fonti serbe che parteciparono alla compilazione del documento, confermarono che "le operazioni (dei musulmani, ndr) non rappresentarono alcuna minaccia". In aggiunta, la "difesa per necessità", come nel caso di Srebrenica, è riconosciuta come principio consolidato nel diritto internazionale.
Sempre più vittime serbe
Con il passare del tempo, il numero delle presunte vittime serbe nei pressi di Srebrenica crebbe. Fino ad alcuni anni fa, la Commissione della Republika Srpska (RS) per crimini di guerra, asseriva che vennero uccisi 995 serbi della regione Bratunac-Srebrenica-Skelani. Poi, cambiarono idea e, per un paio d'anni, la cifra mutò in 1400. Oggi sarebbero 3500.
Il numero cambia, non perché – come nel caso di Srebrenica - si scoprono nuove fosse comuni con i resti dei fucilati, ma perché i manipolatori aggiungono alle vittime nomi di serbi morti altrove in Bosnia e non per forza di cose nel corso dell'ultima guerra.
Il Centro di Ricerca e Documentazione (Research and Documentation Center, RDC) di Sarajevo, in cui lavorano congiuntamente investigatori bosgnacchi, serbi e croati, ha indagato sulle presunte vittime serbe a Srebrenica e dintorni. Dopo aver controllato i dati basati sui certificati di morte e dopo aver contato le tombe, l'RDC concluse che il numero dei civili serbi che persero la vita dal 1992 al 1995, fu di 843. Esso non si riferisce a una sola città o a un'unica località, ma all'intera regione di Podrinje centrale. Per di più, le vittime serbe non vennero giustiziate in un giorno o in una settimana - come quelli di Srebrenica - ma perirono in quattro anni di guerra.
Tutti i dati pubblicati dall'RDC vennero esaminati e confermati dagli esperti impiegati dal Tribunale penale internazionale per l'ex Jugoslavia (ICTY). Dopodiché anche l'Ufficio del Procuratore dell'Aia riconobbe che, la presunta cifra di oltre 3500 morti serbi intorno a Srebrenica, "non rifletteva la realtà".
Non basta. "Soldati e poliziotti che persero la vita in un conflitto armato non possono essere equivalenti alle vittime dei crimini di guerra, come, per esempio, le esecuzioni di massa", precisò l'Ufficio del procuratore dell'Aia.
Un esempio
Forse, l'esempio più chiaro di mistificazione è quello di Kravica, villaggio serbo nei pressi di Bratunac, attaccato dall'esercito bosniaco la mattina del Natale ortodosso, il 7 gennaio 1993. Le accuse secondo cui l'attacco provocò "centinaia di vittime civili" si sono dimostrate false. La documentazione originale dell'esercito della Republika Srpska (VRS) mostra che in quell'occasione vi furono 35 militari morti, 36 militari feriti e 11 vittime civili.
L'RDC ha inoltre rivelato che, in molti casi, tra i sepolti nel cimitero militare a Bratunac, vi sono serbi morti altrove in Bosnia e che, solo più tardi, vennero presentati come vittime ammazzate dai difensori di Srebrenica.
Dopo gli Accordi di Dayton la periferia di Sarajevo, controllata dall'esercito serbo-bosniaco, doveva essere reintegrata nella città. Nel 1995 i leader della Republika Srpska invitarono i serbi locali a lasciare Sarajevo e portare con sé i resti dei propri morti. La grande maggioranza dei serbo-bosniaci seguì le istruzioni. I resti dei loro morti vennero sepolti nel cimitero militare di Bratunac, ma "archiviati" come se fossero stati uccisi dall'esercito bosniaco a Kravice, o in altri villaggi attigui.
"Casualmente, la prima sulla lista dei serbi ammazzati qui, nel Comune di Bratunac, è mia zia, morta - ma non uccisa - a Hadzici (un sobborgo di Sarajevo)", racconta il presidente della ONG dei rifugiati da Sarajevo, "Ulisse", Cedomir Glavas.
"I numeri sono un materiale superbo per la manipolazione. Cento morti, per loro, non sono nulla. Contano solo le cifre a tre zeri, così ragionano i politici", puntualizza Glavas.
Anche un certo numero di cittadini stranieri (paramilitari da Serbia, Montenegro e Croazia) che combatté dalla parte serbo-bosniaca intorno a Srebrenica, venne sepolto nel cimitero militare a Bratunac. Tra questi vi sono Vesna Krdzalic, Dragica Mastikosa, Aleksandar Grahovac e Sreto Suzić. Due donne, Vesna Krdzalić e Dragica Mastikosa, secondo la testimonianza dei sopravvissuti, parteciparono a pestaggi, torture e uccisioni dei civili bosniaci nel villaggio di Glogova e nel campo di tortura "Vuk Karadžić". Ambedue perirono in battaglia durante l'attacco al villaggio bosniaco di Sandići, il 29 maggio 1992. Oggi, al cimitero di Bratunac, si contano tra le "vittime del terrore islamico".
Anche alcuni civili serbo-bosniaci, morti in seguito all'offensiva dell'esercito serbo-bosniaco in un villaggio etnicamente misto situato vicino a Srebrenica, vengono spacciati per vittime dei musulmani di Srebrenica: il 6 maggio 1992, le forze serbo-bosniache attaccarono con artiglieria pesante e mortai il villaggio di Bljeceva, dove la maggioranza era musulmana, ma vi vivevano anche serbi. I mortai colpirono diverse abitazioni nel villaggio, uccidendo 16 persone. Fra queste, due anziani civili serbi, Kosana Zekic e Gojko Jovanovic. Oggi, anch'essi figurano tra le "vittime dei terroristi musulmani".
Paradosso Bratunac
Bratunac non è stato scelto per caso come cimitero militare serbo. A soli 11 chilometri da lì vi è il Centro Memoriale di Potočari, dove sono sepolte le vittime del genocidio e che, secondo la logica di politici e storici serbi, va contestato.
Anche per un altro motivo la scelta del luogo dimostra un certo cinismo. Prima della guerra, la maggioranza della popolazione di Bratunac era musulmano-bosniaca. All'inizio del conflitto, l'esercito serbo-bosniaco, insieme ai paramilitari della Serbia e le forze dell'Armata Popolare Jugoslava (JNA), fece una profonda pulizia etnica. L'intera popolazione musulmana di Bratunac, più di venti mila persone, venne espulsa. I maschi musulmani vennero radunati nel campo di calcio, separati da donne e bambini. Poi, molti di loro, finirono torturati, maltrattati e trasportati nei campi di concentramento e, almeno 612 persone caddero uccise.
La pulizia etnica riuscì così bene che, l'allora ministro di Radovan Karadžić, Velibor Ostojić, annunciò trionfando: "Ora possiamo colorare Bratunac di blu". Lo stesso cimitero militare di Bratunac è stato costruito su un terreno sottratto illegalmente ad un musulmano di Bosnia che, prima della guerra, viveva proprio a Bratunac. Per quanto successo ai musulmano-bosniaci di Bratunac, l'ex presidente dei serbo-bosniaci, Radovan Karadžić, è stato accusato di genocidio.
Anche la data della commemorazione delle presunte vittime serbe in Bosnia orientale non ha alcun legame con i fatti e la storia. Il caso del villaggio di Kravice, il più spesso citato dai politici serbi come giustificazione del genocidio di Srebrenica, avvenne il 7 gennaio 1993. Si consumò quindi sei mesi prima del 12 luglio, la data che i serbo-bosniaci hanno scelto per ricordare i propri morti.
I politici e gli storici serbi sanno benissimo la verità su Srebrenica e su quanto precedette il genocidio. Ma sanno che una bugia ripetuta cento volte, viene infine accettata come verità. Per questo giocano tragicamente con i numeri.
08 luglio 2013
Papa Francesco anche questa volta dice e fa cose che i politici si guarderanno bene da ascoltare...
a Lampedusa. Beato lui che è ancora ottimista. Sarà grassa se domani
qualche giornale le riporterà... Pannella invece ha detto che questo
Papa meriterebbe la tessera Radicale ad honorem.
"LA cultura del benessere ci rende "insensibili alle grida degli altri",
ci fa vivere "in bolle di sapone", in una situazione "che porta
all'indifferenza verso gli altri. Di più: oggi c'è una "globalizzazione
dell'indifferenza". Ci siamo abituati alla sofferenza dell'altro, non ci
riguarda, non ci interessa, non è affare nostro!".
Mostruosa vergogna svelata oggi da Papa Francesco
custodisce, anzi CHI custodisce. Grazie a questo Papa 2.0 milioni di
persone sapranno per la prima volta che sul fondo del Mediterraneo
giacciono circa 20.000 Persone delle quali non si saprà mai nemmeno il
nome e il numero esatto. Volevano vivere decentemente e inviare denaro
alle proprie famiglie ma niente è rimasto di loro. Questa vergognosa
infamia cade su tutti i viventi e lo dimostra il fatto che dopotutto la
visita di Papa Francesco non fa notizia come dovrebbe. Scommettiamo che
nessun politico ne parlerà?cg
07 luglio 2013
Rumiz e i Balcani. Note bastarde che parlano al cuore dell'uomo
La magistrale sintesi in alta prosa e alta poesia di un grande giornalista e scrittore, che mi ha spiegato definitivamente perché da 22 anni non riesco più a andare a Ovest. Leggere solo con calma o rinunciare:
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02 luglio 2013
Siamo connessi a metà!
01 luglio 2013
Lo sapevate che in Croazia vivono molti italiani da generazioni?
30 giugno 2013
claudiogherardini@gmail.com has shared: Lupara-giocattolo, Crocetta s'indigna "Non è folclore, è simbologia di morte" - Palermo - Repubblica.it
| Lupara-giocattolo, Crocetta s'indigna "Non è folclore, è simbologia di morte" - Palermo - Repubblica.it | |
| | Lupara-giocattolo, Crocetta s'indigna "Non è folclore, è simbologia di morte" - Palermo - Repubblica.itSource: palermo.repubblica.it Il governatore siciliano a Firenze durante la presentazione de 'Il Megafono', il suo movimento politico: "Bisognerebbe avere più rispetto di tragedie che ormai non riguardano più solo la Sicilia". E ancora: "Se si cerca mafia game su Internet si trovano migliaia di giochi che insegnano ai bambini come diventare mafiosi: un'educazione devastante" |
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29 giugno 2013
Benvenuta Croazia! Fermare il corso della Storia è impossibile. Per fortuna!
Alla faccia dei cavernicoli ignoranti e dei pericolosi dittatori 2.0, la Storia non si ferma.
Nonostante la schiera dei populisti, dei demagoghi, dei dittatori pericolosi e di quelli da strapazzo, la Repubblica di Croazia entra stanotte nell'Unione Europea. Se lo avesse fatto nel 1990, quando l'intero gruppo dirigente del Partito Radicale Italiano andò a Zagabria a proporlo ai leader croati, non ci sarebbe stata la guerra balcanica degli anni 90, con decine di migliaia di morti e la distruzione di uno Stato Federale "perfettamente" organizzato.
Ma il delirio dei demagoghi e dei criminali, che già si fregavano le mani per i guadagni che avrebbero avuto con la guerra, aveva contagiato i Croati. Democraticamente decisero un referendum che, nell'ambito della Costituzione della Federazione delle Repubbliche Socialiste di Yugoslavia, chiedeva il distacco della Repubblica di Croazia dalla Federazione per passare a un regime di Confederazione, previsto dalla Costituzione. Pochi di loro immaginavano che la risposta da Belgrado sarebbe stata così sanguinaria e devastante. Slobodan Milosevic "doveva mantenere l'integrità della Federazione" e lo fece a cannonate e baionette.... cioè non lo fece per niente, causò la scomparsa completa della Yugoslavia, nel sangue.
Tant'è, ma con un ritardo di 23 anni, l'obbiettivo è raggiunto, la Croazia, bellissima e ben organizzata, piena di problemi e di criminali né più né meno di altri Stati dell'Unione come Romania, Bulgaria, Ungheria e magari chissà, anche Italia, diviene il ventottesimo Stato dell'Unione Europea.
Questa è una buona notizia. Solo dei primitivi ignoranti possono negarlo. Nonostante gli sforzi dei cavernicoli, il Corso della Storia non può essere fermato.
Dobbiamo dimostrare ai Croati che non ci sono motivi di essere preoccupati, che dentro di sta meglio che fuori.
Sarebbe dovuto avvenire almeno 10 anni fa e avrebbe dovuto comprendere tutti gli Stati coinvolti nel conflitto balcanico (1991-1995). I Popoli sarebbero stati compatti e entusiasti e ormai tanti problemi gravissimi sarebbero stati risolti. Una accoglienza a condizioni speciali, uno stadio intermedio ma importantissimo, avrebbe frenato la rassegnazione degli Slavi del Sud e avrebbe dato speranza in un momento molto migliore di quello attuale.
Se i politici dell'Europa Occidentale invece di blandire l'ottusità avessero lavorato per unire l'Europa davvero, oggi la Croazia troverebbe una situazione molto migliore, entrerebbe negli Stati Uniti d'Europa. Invece qua siamo ancora al 1700, con Re e Regine, capi popolo grotteschi e pericolosi, rigurgiti nazisti seri e comici. Mentre Russia, Cina e India, delle quali una sola è una democrazia vera, sono alle porte e iniziano l'assedio a colpi di Finanza da miliardi, noi siamo qua a sentire Le Pen, Beppe Grillo, Cameron, Maroni, i Catalani, i Baschi, eccetera, parlare di uscita dall'Euro e magari dall'Unione.
Benvenuti cari Croati! Dateci una mano a capire che i rischi di volere divisioni sono orribili. Dopo la secessione in genere i poveri aumentano e i ricchi prendono il potere per sempre.
La nostra Europa malridotta, dovrà evolversi prima o poi, altrimenti "finiremo a fare i badanti ai Cinesi" (M. Renzi) e la Croazia è come un buon giocatore che dalla panchina, finalmente, entrando in campo, fresco, potrebbe dare una mano importante.
Zagabria deve trovare la forza di aiutare la Bosnia Erzegovina, ancora vittima degli Zombies guerrafondai (molti dei quali cattolico-croato-bosniaci), e in questo deve lavorare molto e l'Europa deve capire molto meglio i problemi balcanici via via che andranno avanti i negoziati con la Serbia e poi con il Kosovo. La Grecia deve capire di avere problemi molto più gravi di quello che blocca l'adesione della Macedonia alle trattative per accedere all'UE.
Approfittiamo dell'occasione per lanciare il cervello oltre l'ostacolo e rilanciare l'Europa prima che sia davvero troppo tardi.
Intanto cominciamo a conoscere i nuovi vicini di casa una volta per tutte, visto che per troppi sono ancora degli alieni.
Potete andare in Croazia in qualsiasi posto, troverete persone cordiali, luoghi, fiumi, laghi, cascate, mare, montagne bellissime. Poche ore da casa vostra.
Benvenuta Croazia!
claudio gherardini
30 giugno 2013




-- Società per le Idee Associazione Culturale in Firenze email: claudiogherardini@societaperleidee.it www.societaperleidee.it
27 giugno 2013
La Mafia a Prato? Eccome!!! E come batterla...
PRATO - 27/06/2013 - Domani Provincia e Fondazione Caponnetto presentano
il 'Rapporto sulla mafia: dalla Toscana a Prato'.
L'appuntamento e' alle 11 a palazzo Buonamici. Parteciperanno alla
tavola rotonda il magistrato Silvia Della Monica, il senatore Mario
Michele Giarrusso, il deputato Federico Gelli e Gianluca Lazzeri,
consigliere Regione Toscana. Il report cerca di mettere a fuoco la
situazione odierna, valutando penetrazione e pericolosita' delle varie
organizzazioni, di origine italiana e straniera. 'La presenza mafiosa -
si legge nel report - si conferma ai massimi livelli, cosi' come il
rischio colonizzazione. Preoccupante e' l'aspetto riguardante il
radicamento di clan della camorra. Di assoluto rilievo, poi, la presenza
della criminalita' cinese e le problematiche connesse ai reati in
materia di sostanze stupefacenti'.I dati del 2012 registrano 14.600
reati denunciati in tutta la provincia pratese, che si attesta
all'incirca al decimo posto nella graduatoria delle province meno sicure
d'Italia. Rispetto al 2011, quando Prato era settima (e prima in
Toscana), c'e' un calo dei reati denunciati del 3,29%. Dal 1993 ad oggi
sono state circa sessanta le operazioni di polizia e 21 gruppi criminali
mafiosi (10 clan della camorra, 8 della criminalita' organizzata
siciliana, 3 della 'ndrangheta) coinvolti in fatti accaduti nella
provincia di Prato. A questi vanno aggiunti almeno 3 tipologie criminali
cinesi (gang, triadi e nuova criminalita' economica).
(http://www.toscanatv.com/leggi_news?idnews=NL153378)
[News] 2 posti disponibili ancora in Mercedes per la Bosnia Erzegovina
Il viaggio è da 27 luglio al 4 agosto. Questo email è corto perché....
I dettagli sono qua:
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LA BOSNIA ERZEGOVINA NON E' LONTANA, E' BELLISSIMA!
Buona estate!
Claudio Gherardini mobile phone: +39 333 9237262 mobile phone Bosnia: +387 62974778 mobile phone Croatia: +385 913901575 uff.:50126 - Firenze - via A. Traversari 75 - Italy Res.:56041 - Castelnuovo Val di Cecina (PI) - via Verdi 33 - Italy C.F.: GHRCLD57C03D612R P.Iva 05968730480 icq: 74274967 skype: claudioghera mailto: claudiogherardini@gmail.com http://www.claudiogherardini.it Questo messaggio le è giunto perché il suo indirizzo si trova da tempo nella rubrica di claudio gherardini con il quale evidentemente ci sono stati contatti. Se non desidera ricevere altri messaggi da claudio gherardini e società per le idee invii una email con oggetto "cancellare" a claudiogherardini@societaperleidee.it. grazie. Se dovesse riceverne altri ulteriori abbia pazienza e ripeta la procedura non difficile. Grazie. CONFIDENTIALITY NOTICE: This e-mail message including its attachments, if any, is intended only for the person or entity to which it is addressed and may contain confidential and/or privileged material. Any unauthorized review, use, disclosure or distribution is forbidden. If you are not the intended recipient, we kindly request you to contact the sender by reply e-mail and destroy all copies of the original message. If you are the intended recipient but do not wish to receive communications through this medium, please so advise the sender immediately.Società per le Idee Associazione Culturale in Firenze email: claudiogherardini@societaperleidee.it fax: +391786081497 sede legale c/o Studio Basegni Via Giambologna 37 50132 Firenze (FI) codice fiscale 94163350484 IBAN IT45 Q050 1802 8000 0000 0125 888 www.societaperleidee.it
26 giugno 2013
claudiogherardini@gmail.com has shared: Quanto costano gli F-35?
| Prima di scatenarsi bava alla bocca documentiamoci con fonti certe e serie.. Quanto costano gli F-35? | |
| | Quanto costano gli F-35?Source: ilpost.it Indagine su un popolare argomento da talk show: quando è nato il programma di acquisto dei cacciabombardieri e quanto risparmieremmo se vi rinunciassimo |
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claudiogherardini@gmail.com has shared: Droga: 'chi la compra sostiene mafia', campagna governo in 21 citta' - ASCA.it
| Questo andava detto dal 1970 a tutti noi alternativi del cappero.... | |
| | Droga: 'chi la compra sostiene mafia', campagna governo in 21 citta' - ASCA.itSource: asca.it Droga: 'chi la compra sostiene mafia', campagna governo in 21 citta' |
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claudiogherardini@gmail.com has shared: Scarica gratis l'ebook "Taci o sparo!" | Ossigeno Informazione
| I soliti maledetti giornalisti | |
| Scarica gratis l'ebook "Taci o sparo!" | Ossigeno InformazioneSource: ossigenoinformazione.it Il mondo dei giornalisti minacciati ed isolati e le proposte della commissione parlamentare antimafia |
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25 giugno 2013
PubliDirect punta dritto al tuo target !
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claudiogherardini@gmail.com has shared: Nozze nei Balcani, connubio tra nemici - CRONACA
| Nozze nei Balcani, connubio tra nemici -La gente non bada ai nazionalismi ridicoli per fortuna... | |
| | Nozze nei Balcani, connubio tra nemici - CRONACASource: lettera43.it Nozze nei Balcani, connubio tra nemici - Tra serbi e albanesi, rivali da sempre, è boom di matrimoni. |
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24 giugno 2013
Pessima notizia
possono gioire solo politici di bassissima statura. I dittatori che
riescono a passare per vittime anche per una sola parte di popolo hanno
vinto. Andreotti è morto senza che nessuno gli abbia fatto pagare
POLITICAMENTE niente dei suoi micidiali giochi. Così Milosevic e via
via.... Patetico Vendola... cg
23 giugno 2013
Riceviamo dalla Associazione Nessuno Tocchi Caino
INDIANA (USA): PAULA COOPER È LIBERA
17 giugno 2013: Paula Cooper, condannata a morte all'età di 16 anni, ha lasciato il carcere oggi dopo 24 anni.
La ragazza a suo tempo fu al centro di una contesa giuridica, e di una campagna internazionale che la prese a simbolo della battaglia contro la pena di morte applicata ai minorenni. Fu, all'epoca, una delle prime iniziative internazionali organizzate da Nessuno tocchi Caino.
Paula Cooper, una ragazza di colore, aveva 16 anni quando, nel 1986, è stata condannata a morte per aver ucciso, nel 1985, una anziana insegnante di studi biblici. All'epoca Paula Cooper era anche la più giovane detenuta nei bracci della morte degli Stati Uniti.
Per molti, Cooper era un mostro per il quale non aveva senso parlare di riabilitazione. Ma altri la videro come una vittima di un'infanzia piena di abusi, e di un sistema giudiziario fortemente contaminato dal razzismo.
Una sfida legale mossa allo stesso concetto di "pena di morte per i minori", una campagna di solidarietà internazionale, e l'appello di molte persone comuni e personalità, tra cui Papa Giovanni Paolo II, hanno salvato la vita di Cooper.
La Corte Suprema dell'Indiana ha commutato la condanna a morte nel 1989, sostituendola con una condanna a 60 anni. Dopo l'attenzione dei media in quel periodo, Paula negli ultimi 24 anni ha vissuto in una relativa oscurità.
Lunedì 17 giugno, Cooper proverà a lasciare tutto questo dietro di lei quando uscirà dal Penitenziario di Rockville.
Avrà 43 anni nel momento in cui riassaggerà la libertà dopo il suo arresto nel 1985.
Cooper aveva 15 anni quando fu accusata di omicidio per l'accoltellamento di Ruth Pelke, 78 anni, bianca, durante una rapina. Assieme a lei furono arrestate altre 3 adolescenti, condannate a pene minori e tutte già scarcerate.
Dove Cooper andrà e cosa ha intenzione di fare rimanere poco chiaro. Non ha risposto ad una richiesta di intervista da parte del quotidiano The Indianapolis Star.
Quello che si sa è che lei lascerà carcere, come prevede la legge, con " almeno 75 dollari, e un vestito nuovo fornito dallo Stato". In più ha un diploma di laurea, secondo il portavoce dell'Amministrazione Penitenziaria Douglas Garrison.
Bill Pelke, un nipote della vittima, che ha perdonato Paula e nel corso degli anni è diventato un militante della lotta contro la pena di morte, è preoccupato: "La mia preoccupazione principale è vedere che si possa sistemare in qualche modo, e che trovi un lavoro". Per il resto non ha voluto commentare il rilascio di Paula perché, ha aggiunto: "La copertura mediatica potrebbe complicare ulteriormente il già difficile compito di ricostruirsi una vita".
La sorella della Cooper, Rhonda Labroi, ha detto che spera che la gente guardi oltre il fermo immagine dell'epoca, in cui la sorella è effigiata come una killer adolescente.
"È una persona molto diversa", ha detto Labroi. "È molto più istruita, più vecchia e più saggia ora. Penso che le cose saranno diverse." Cooper, ha aggiunto, "ha pagato il suo prezzo."
"Esistono le seconde possibilità", ha detto Labroi. "Sembra che Dio le abbia voluto dare un'altra possibilità. Penso che se la gente sarà d'accordo nel concederle una seconda possibilità, Paula farà bene".
In una intervista del 2004, Cooper aveva espresso rimorso per le sue azioni, e il desiderio di cambiare radicalmente la sua vita.
"Ognuno di noi ha la responsabilità di fare il bene o il male, e se si fa del male, si deve essere puniti". "La riabilitazione viene prima di tutto da noi stessi. Se non sei pronto per essere riabilitato, non lo sarai."
Jack Crawford, che rappresentò la pubblica accusa al processo, nel frattempo ha maturato una posizione contraria alla pena di morte. Ma conferma che all'epoca la legge prevedeva che si potesse chiedere la pena di morte in casi particolarmente gravi a partire dai 10 anni di età, e a lui, per l'efferato omicidio della signora Pelke, la condanna sembrava appropriata.
"Il Caso della Cooper, il suo processo e la condanna a morte" ha detto Crawford "hanno attratto l'attenzione dei media più di ogni altro caso che ho seguito nei 12 anni da procuratore della Lake County, per diverse ragioni: perché lei era una donna, perché aveva 15 anni, per la ferocia dell'uccisione, e per il contrasto tra lei, nera, e la sua vittima, bianca".
"Furono 4 ragazze adolescenti, durante la pausa pranzo al liceo, a suonare a casa della vittima, e compiere l'orribile crimine. Era sorprendente che queste 4 ragazze potessero aver fatto una cosa del genere con tanta fredda cattiveria.
Le ragazze avevano ben pianificato di uccidere la donna perché non le riconoscesse, e la Cooper, a capo della banda, si era portata dietro un coltello da macellaio con la lama da 30 centimetri. Hanno suonato alla porta della donna, dicendosi interessate ad approfondire alcune letture della Bibbia. Era il 25 maggio 1985.
Una delle ragazze colpì la Pelke alla testa con un vaso, facendola cadere a terra.
"Paula Cooper, come poi ammise al processo, le andò sopra, continuando a chiederle "Dove sono i soldi, cagna?'". Quando l'anziana donna ha risposto di non avere denaro in casa, la Cooper ha cominciato a torturarla, facendole dei profondi tagli sul petto. La Pelke è morta mentre recitava le ultime preghiere al Signore".
Cooper e le altre 3 ragazze - Denise Thomas, 14 anni, Karen Corder, 16 anni, e April Beverly, 15 anni - sono fuggite con circa 10 dollari di bottino, e l'automobile della Pelke. Il giorno dopo sono state arrestate, Crawford ha ricordato, "dopo che in giro si erano vantate dell'uccisione".
L'autopsia ha rivelato che Pelke era stato accoltellato più di 30 volte, con uno dei colpi che addirittura aveva attraversato tutto il torace e lasciato un segno sul pavimento di legno".
La Beverly testimoniò contro le altre, ed ottenne una condanna a 25 anni per la sola rapina. E 'stata rilasciata nel 1999.
Ora vive in Colorado. Raggiunta telefonicamente, non ha voluto commentare la notizia del rilascio della Cooper.
La Thomas venne condannata per omicidio a 35 anni. È stata rilasciata nel 2003. Anche la Corder venne condannata per omicidio, a 60 anni, ed è stata rilasciata nel 2008. La stampa non è riuscita a localizzarle.
Al processo la Cooper si dichiarò colpevole di omicidio. Il suo difensore dell'epoca, Kevin Relphorde, ha ricordato che la dichiarazione di colpevolezza, e l'aver espresso rimorso, potessero bastare ad evitare la condanna a morte. Ma evidentemente non c'era molto spazio di manovra. Il giorno della sentenza il giudice James Kimbrough fece un lungo discorso sul perché lui era contrario alla pena di morte. Ma poi lasciò cadere la bomba: condanna a morte per Cooper.
Ricorda Crawford: "A questo punto l'attenzione sul caso cambiò di segno. Non si parlò più di quanto orrendo fosse il crimine, ma del fatto che una ragazza di soli 16 anni era stata condannata a morte, del fatto che era solo la 4° donna in Indiana a finire nel braccio della morte, e del fatto che comunque l'Indiana non ha mai giustiziato una donna. È un caso che ti rimane in mente quando nel tuo ufficio arriva un emissario del Papa, quando del caso si occupa Amnesty International, e quando dall'Europa arrivano molti segnali di attenzione, soprattutto dall'Italia.
Lettere e petizioni sono arrivate in gran numero sulla mia scrivania da procuratore, e in seguito alla Corte Suprema di Stato. Un documento della Indiana Historical Society registra che la Corte Suprema di stato aveva ricevuto oltre 2 milioni di firme, altri appelli arrivarono al governatore Robert Orr, compreso uno, nel settembre 1987, del Papa, e un ulteriore appello arrivò alle Nazioni Unite, con un milione di firme a supporto. All'epoca la Corte Suprema degli Stati Uniti stava affrontando il tema della costituzionalità delle condanne a morte di minori. Nel 1988 la Corte dichiarò incostituzionale giustiziare chi al momento del reato aveva meno di 16 anni. L'anno successivo l'Indiana adeguò le sue leggi, portando da 10 a 16 l'età minima per poter ricevere una condanna capitale. Solo nel 2002 l'Indiana alzò a 18 anni l'età minima per una condanna a morte, e nel 2005 fu la Corte Suprema degli Stati Uniti a dichiarare incostituzionale l'esecuzione di minorenni.
L'Amministrazione Penitenziaria ha reso noto il curriculum della Cooper: ripresa 23 volte per violazioni al regolamento, 10 delle quali di basso livello, e condannata nel 1995 a 3 anni di isolamento per aver aggredito una guardia penitenziaria. Nell'intervista del 2004 la Cooper ha ricordato quegli anni di tensione: "Ero molto amareggiata, ed arrabbiata, e così mi ficcavo spesso nei guai. Poi un giorno ho deciso che dovevo iniziare a calmarmi". Quindi ha studiato, ha preso la maturità, ha frequentato un corso professionale, e ha preso una laurea di 1° livello. Ha collaborato nell'addestramento di cani per i ciechi, e dal 2011 ha lavorato come tutor. Crawford, il suo ex pubblico ministero, dice di farle gli auguri per la sua nuova fase di vita: "Ha scontato la sua pena, e forse può dare un contributo di qualche tipo alla società. Spero che continui nel suo percorso di riabilitazione, e trovi il modo di riparare in qualche misura al crimine che ha compiuto 30 anni fa".
Per saperne di piu' : http://www.huffingtonpost.com/2013/06/18/bill-pelke-grandson-paula-cooper_n_3459614.html
Il revisionismo è la mina a tempo che riaccende le guerre anche dopo secoli.
21 giugno 2013
TOSCANA: SOLIDARIETA' DI SEL A CONTRORADIO - AgenParl - Agenzia Parlamentare per l'informazione politica ed economica
Controradio è un fenomeno strano, viene considerata uno scherzo del destino ma quando si parla di soldi diventa come il Corriere della Sera. Io non ho seguito la vicenda ma a occhio se uno ha un contratto a termine sa che prima o poi termina. Forse ci sono dettagli che non conosco e allora il mio commento va sospeso, ma una cosa la so per certa.: sparare su Controradio è come sparare su una ambulanza guidata da un manipolo di incompetenti per scelta e antipatici per natura, che però ha pagato ogni anno dal 1982 un capitale per non chiuderla. Avete capito bene. dal 1982 le entrate non sono mai bastate. Per il commercialista andava chiusa nel 1983. Personalmente ho preferito sostenerla da fuori dopo che mi ci sono rovinato il fegato per quasi tutta la vita. Poverissimo ma a tutti i costi contrario a distruggerla. cg
18 giugno 2013
17 giugno 2013
claudiogherardini@gmail.com has shared: Serbia-Kosovo/ Bonino in missione, Roma sostiene integrazione Ue
| Serbia-Kosovo/ Bonino in missione, Roma sostiene integrazione Ue | |
| | Serbia-Kosovo/ Bonino in missione, Roma sostiene integrazione UeSource: tmnews.it TMNews - Serbia-Kosovo/ Bonino in missione, Roma sostiene integrazione Ue Si normalizzano rapporti tra 2 paesi in attesa del premio europeo |
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16 giugno 2013
25 anni fa moriva Andrea Pazienza
15 giugno 2013
Ecco un Sindaco di cui andare orgogliosi
IMMIGRATI: SINDACO ROCCELLA JONICA, NEONATA ACCOLTA COME FOSSE NOSTRA FIGL
IMMIGRATI: SINDACO ROCCELLA JONICA, NEONATA ACCOLTA COME FOSSE NOSTRA
FIGLIA PER I 160 MIGRANTI SBARCATI NELLA NOTTE ALLESTITE BRANDINE NELLA
SCUOLA ELEMENTARE Reggio Calabria, 15 giu. (Adnkronos) - ''La accogliamo
come fosse nostra figlia''. Con queste parole il sindaco di Roccella
Jonica, Giuseppe Certoma', accoglie bambina nata durante la traversata e
giunta con 160 migranti sulle coste calabresi nella notte. ''Certo, ora
si pone un problema burocratico perche' dovremo vedere se e' nata in
acque internazionali o italiane. Se e' nata in Italia, la iscriveremo
nei nostri registri'', dice all'Adnkronos il sindaco, che e' stato
rassicurato sulle condizioni di salute della piccola e della madre.
''L'importante e' che sia nata sana e stia bene'', dice Certoma'. Sul
futuro non si sbilancia perche' ''decidera' la madre cosa fare''. Il
primo cittadino ha messo a disposizione la scuola elementare, dove
stanno arrivando altri letti e brandine. La struttura ospita ancora una
cinquantina di migranti sbarcati dieci giorni fa. (Ink/Ct/Adnkronos)
15-GIU-13 10:39 NNNN
14 giugno 2013
claudiogherardini@gmail.com has shared: Ocse, gli immigrati salvano il welfare italiano
| Ocse, gli immigrati salvano il welfare italiano | |
| | Ocse, gli immigrati salvano il welfare italianoSource: dirittodicritica.com Scritto da Francesco Rossi Il dibattito italiano sull'immigrazione è popolato da pregiudizi duri a morire. Il rapporto Ocse sulle migrazioni, però, potrebb |
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13 giugno 2013
claudiogherardini@gmail.com has shared: CRONACHE MEDITERRANEE: #SIRIA - IL 15 GIUGNO A ROMA I FASCISTI EUROPEI A SOSTEGNO DI BASHAR AL ASSAD
| Tanto per capire da che parte stare senza ombra di dubbio... | |
| CRONACHE MEDITERRANEE: #SIRIA - IL 15 GIUGNO A ROMA I FASCISTI EUROPEI A SOSTEGNO DI BASHAR AL ASSADSource: cronachemediterranee.blogspot.it |
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