27 maggio 2012

TRAVELLING WITH THE REPORTER - CHAPTER 3 BALKAN SUMMER 10 GIORNI - DAL 27 LUGLIO AL 5 AGOSTO 2012

Il presente Programma è indicativo, in attesa di nuovi dettagli e precisazioni. Entro il giorno 18 giugno si dovrà raggiungere il numero minimo di viaggiatori e sarà precisata la spesa a persona (comprensiva di viaggio,pernottamenti,colazioni). Per i pasti saranno di volta in volta fatte delle scelte lungo il percorso (prevedendoli davvero per tutte le tasche, da tre euro in su). Dopo la partenza da Firenze è prevista anche la possibilità di raccogliere altri viaggiatori lungo il percorso, con punti di incontro a Bologna (ore 9), Padova (ore 11), Mestre (ore 11.45), Trieste (ore 13). Possiamo organizzare viaggi a tema variabile e in tutti i momenti dell’anno. Per informazioni scrivere a: claudiogherardini@societaperleidee.it DATA FINALE PER PRENOTARE: 18 GIUGNO. PER PRENOTARE RISPONDERE A QUESTA EMAIL PER RICEVERE LE ISTRUZIONI PRECISE PER IL VERSAMENTO DELLA CAPARRA. TRAVELLING WITH THE REPORTER - CHAPTER 3 BALKAN SUMMER 10 GIORNI - DAL 27 LUGLIO AL 5 AGOSTO 2012 Ideati dal reporter-autista-guida Claudio Gherardini, che ha seguito per più di venti anni le vicende balcaniche, questi sono viaggi speciali. Non ci sono guide turistiche ma testimonianze e indicazioni sulla storia e i luoghi visitati. Viaggi “alternativi” ma non troppo, viaggi “responsabili” ma non troppo... Soprattutto divertenti e intelligenti! PROGRAMMA 27 luglio - Firenze. Partenza ore 8.30 da area piazza Artom (mercato di Novoli) - Arrivo a Bihac (Bosna i Hercegovina) previsto ore 17. Cena e pernottamento. HOTEL OPAL **** - BIHAĆ L'hotel dispone di 20 camere doppie, 2 triple, 3 camere singole e 1 suite "Una". Tutte le camere sono climatizzate e dotate di attrezzature tecniche della televisione via cavo a Internet e minibar.
Il ristorante dell'hotel, "Coast", che ha 120 posti a sedere e una terrazza lungo il fiume Una. 28 luglio - Bihac. Visita mattutina in città e pomeridiana al parco di Martin Brod. La città di Bihac è menzionata per la prima volta in un documento ufficiale nel 1260 come proprietà della chiesa di Topusko, oggi comune croato, firmato dal Re Béla IV d'Ungheria e divenne città libera nel 1262. Fu temporaneamente capitale del Regno di Croazia e ne seguì le vicissitudini diventando nei decenni successivi proprietà della famiglia Frangipani. Nel XVI secolo passò sotto il dominio diretto della corona austriaca fino al 1592 quando fu conquistata dall'Impero Ottomano sotto la guida di Hasan Predojević. Divenne centro principale del sangiaccato di Bihać fino al 1699 quando divenne centro del sangiaccato di Bosnia in un periodo in cui erano frequenti scontri con l'esercito austro-ungarico che rioccuparono la città nel 1878 Per alcuni secoli il luogo fu oggetto di pellegrinaggi ad opera di fedeli allo Gnosticismo in quanto si credeva che il Santo Graal fosse sepolto qui. (wikipedia) 29 luglio - Bihac. Partenza per Mostar ore 10. Arrivo previsto alle ore 17, cena, visita serale e pernottamento. HOTEL ERO **** – MOSTAR. Hotel "ERO" si trova nel centro della città. Superbamente attrezzato anche con aria condizionata. Dispone di 300 posti letto in 165 camere e 8 appartamenti esclusivi. Le camere sono dotate di telefono diretto, connessioni per PC, TV satellitare . 30 luglio - Mostar. Mattinata di visita in città e dintorni. A Mostar, gli ottomani aiutarono a costruire una Chiesa Cattolica nel 1866. La Chiesa è stata distrutta durante la guerra del 1992. La nuova struttura, più grande, è stata edificata nel 2000 sulle fondamenta di quella precedente. Il Complesso vanta una biblioteca con 50.000 volumi antichi, d'Oriente e Occidente, di grande pregio ed è la più grande, con tali caratteristiche, di tutta l'Erzegovina. L'edificio accoglie, inoltre, un'importante collezione d'arte con opere realizzate da maestri italiani tra XVI-XVII sec., oltre a lavori rappresentativi dell'età contemporanea. 31 luglio - Mostar. Visita a Citluk alla cantina vinicola Andrija e pranzo a Blagaj con visita all'eremo Derviscio. Blagaj è un villaggio (kasaba) situato nella regione sud-orientale del bacino di Mostar, nel cantone dell'Erzegovina-Narenta della Bosnia ed Erzegovina. Sorge sul lato della pianura di Bišće, ed è una delle più importanti strutture urbane e rurale della Bosnia ed Erzegovina, distinguendosi per il suo aspetto urbano. Blagaj prende probabilmente il nome dal clima che la contraddistingue, dato che "blaga" in lingua bosniaca significa "mite". Blagaj è situata alla sorgente del fiume Buna, e contiene un tekke storico (tekija o monastero derviscio). Il Blagaj Tekija fu costruito attorno al 1520, con elementi di architettura ottomana e stile mediterraneo ed è considerato un monumento nazionale. La sorgente del Buna (Vrelo Bune) è una sorgente carsica. Il fiume scorre verso ovest per circa 9 chilometri prima di unirsi al Narenta nei pressi del villaggio di Buna. Il sito storico dell'antica fortezza di Blagaj (Stjepan grad), posto sulla collina che domina Blagaj, era la sede del nobile erzegovo Stjepan Vukčić, nonché luogo di nascita della regina bosniaca Katarina Kosača-Kotromanić. 1 agosto. Mostar - Partenza per Sarajevo ore 10. Km 140. Pranzo lungo la strada sul lago di Konijc. Arrivo previsto ore 14.00. Cena, visita serale alla città e pernottamento. HOTEL HECCO *** -SARAJEVO (si legge ezzo) L' Hotel Hecco si trova nella municipalità di Stari Grad - Sarajevo, Via Medresa 1. La distanza dall' Hotel alla vecchia citta' che si chiama Bascarsija, centro culturale e d'archittettura è 300 metri o 5 minuti a piedi. Hotel possiede 27 stanze e 2 appartamenti che sono attrezzati secondo lo standard europeo. Ogni stanza ha il bagno, asciugacapelli, ADSL o WIRELESS Internet gratuito per gli ospiti del Hotel e telefono con linea diretta. 2 agosto. Giornata a Sarajevo. SARAJEVO Sarajevo è localizzata vicino al centro geometrico del triangolo di terra che è la Bosnia ed Erzegovina, qualche chilometro ad est della sorgente del fiume Bosna. Un piccolo fiume di nome Miljacka divide la città in due parti. L'antico cuore della città si trova in una ampia valle che ha una forma naturale di anfiteatro. La città si trova a 511 metri sopra il livello del mare, alcuni suoi sobborghi raggiungono i 900 metri sopra il livello del mare, il che fa di Sarajevo una delle città più elevate in Europa. Le cime delle montagne che accerchiano la città raggiungono e superano i 2000 metri sopra il livello del mare. Durante i primi anni del Medioevo Sarajevo non era altro che un insieme di villaggi raggruppati attorno ad uno spazio per il mercato e ad una fortezza chiamata Vrhbosna. L'anno generalmente ricordato come quello di fondazione della città è il 1461, quando il primo governatore Ottomano in Bosnia, Isa-beg Ishakovic, trasformò il raggruppamento di villaggi in una città e in una capitale, costruendo degli edifici chiave, ed in particolare una moschea, un mercato al chiuso, dei bagni pubblici, un ostello e ovviamente il castello del Governatore (saray) che diede alla città il suo nome di oggi. Nel 1429 fu conquistata dall’Impero Ottomano che ne mantenne il controllo fino al 1878 a causa dell’arrivo degli austriaci. Tristemente famosa per l’assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando da parte di un nazionalista serbo-bosniaco Gavrilo Princip, la città ha ospitato nel 1984 la XIV Olimpiade invernale. Tra il 1992 ed il 1995 ha subito un lunghissimo assedio da parte dell’esercito serbo-bosniaco a causa della guerra civile jugoslava, che ne ha distrutto gran parte delle abitazioni. Sarajevo, capitale e principale centro economico e culturale della Bosnia- Erzegovina, è un’affascinante città dove l’oriente e l’occidente si incontrano. Sarajevo è famosa per essere la città delle quattro religioni, il suo soprannome “la Gerusalemme dei Balcani” e i suoi monumenti ne sono la testimonianza. A Sarajevo convivono una accanto all’altra le chiese cristiane e le sinagoghe, le moschee e le chiese ortodosse. Durante tour e prevista visita ad i seguenti monumenti: Moschea Gazi Husrev-BEG La Moschea Gazi Husrev-BEG, costruita nel 1531, è uno dei più importanti esempi di architettura islamica della Bosnia-Erzegovina e dell’ex impero Ottomano. La moschea è famosa per la bellezza della sua cupola centrale e per i suoi tetims, le cupole laterali, più piccole. All’interno della moschea si trovano la fontana, la scuola musulmana, la sala per il lavaggio e le stanze per la preghiera. Sulla piazza del mercato antistante domina il minareto, alto circa 45 metri. Cattedrale di Sarajevo La Cattedrale di Sarajevo, consacrata al Sacro Cuore di Cristo e sede della Diocesi cattolica in Bosnia, è uno dei simboli della città. La Vecchia Chiesa Ortodossa degli arcangeli Gabriele e Michele La chiesa serbo-ortodossa dedicata agli arcangeli Gabriele e Michele precedentemente era una chiesa cristiana. La chiesa vanta un’importante iconostasi, decorata dagli artisti Radulo e Maksim Tujkovic nel XVII secolo, e un bel campanile in stile barocco. Presso la chiesa si trova anche un piccolo museo che custodisce icone, immagini, libri, manoscritti e preziose opere d’arte. Il Vecchio Tempio La vecchia sinagoga ebraica si trova nel Velika Avlija, il quartiere ebraico di Sarajevo, ed è stata costruita nel 1581. In seguito a due incendi, il tempio è stato restaurato nel XIX secolo e oggi è anche la sede del Museo Ebraico. Mercato Coperto di Brusa – Bezistan Nel 1551, Rustem Pasha ha fondato il Mercato Coperto di Brusa per la vendita della sua seta. Ispirato alla Piazza del Mercato di Istanbul, oggi il mercato ospita una parte della collezione del Museo della Città di Sarajevo. Biblioteka Nazionale – VIJEČNICA IL PONTE LATINO - è uno storico ponte ottomano che attraversa il fiume Miljacka, a Sarajevo, in Bosnia-Erzegovina.[1]
La parte settentrionale del ponte fu scena dell'attentato di Sarajevo del 1914 in cui venne ucciso assieme alla moglie dal giovane studente Gavrilo Princip l'erede al trono di Austria e Ungheria l'arciduca Francesco Ferdinando d'Asburgo-Este. L'episodio costituì il casus belli della prima guerra mondiale. Il Tunnel della Salvezza Il Tunnel della Salvezza è stato costruito durante la guerra yugoslava e ha permesso a migliaia di persone di salvarsi dai bombardamenti. Oggi il tunnel è uno dei siti più visitati dai turisti in Bosnia-Erzegovina.Visita facoltativa alle Piramidi di Visoko e al Monastero Francescano di KRALJEVA SUTJESKA e dintorni. In alternativa visita alle montagne dove si svolsero le olimpiadi invernali del 1984, Igman, Bjelašnica, Jahorina, Trebević. 3 agosto. Sarajevo. Partenza per Travnik e Jajce. Visita alle due cittadine storiche. Pernottamento a Vlasic. Jajce è una città ed una municipalità della Bosnia ed Erzegovina con una popolazione di 24.319 abitanti (dati 2009). La città, fondata nel XIV secolo e sviluppatasi intorno ad una fortezza, fu anche capitale del Regno autonomo di Bosnia. Jajce - la città reale, di acqua, luce e roccia - è un autentico museo a cielo aperto, costruito sulle rive dei fiumi Pliva e Vrbas. Segno inconfondibile e vero e proprio marchio di fabbrica dell'unicità mondiale di Jajce sono le cascate alte 17 metri, in pieno centro storico (laddove il fiume Pliva confluisce nella Vrbas). In questa piccola cittadina si ha la possibilità, senz'altro insolita, di scoprire le tracce di quattro imperi (Romano, Bizantino, Ottomano e Austro-Ungarico), tre regni (Bosniaco, Magiaro e Jugoslavo), tre religioni monoteiste mondiali (cristiana - cattolica e ortodossa -, islamica e giudaica), nonchè i più svariati stili architettonici e i folcloristici costumi. Il sostrato storico e il paesaggio naturale, con i suoi scavi archeologici e le sue bellezze ambientali, fanno di Jajce un patrimonio unico internazionale. Il tour ha una durata totale di due ore ed è prevista la visita ad i seguenti monumenti: - Chiesa sotterranea / Katakombe - Chiesa di S. Maria (Moschea di Fethi) con il campanile di S. 
Luca - Tempio del Dio Mitra - La fortezza - La casa di Omerbey e di Kršlak (tradizionali case antiche 
bosniache) con la Fontana di Hadži-hafizadić - Le moschee di Dizdar, Sinan-bey e Esma-Sultana – - Museo della seconda sessione AVNOJ/museo dell'Antifascismo 
della seconda guerra mondiale - Le cascate della Pliva. 
TRAVNIK 
Travnik è una pittoresca cittadina di circa 75.000 abitanti, centro amministrativo del Cantone misto della Bosnia Centrale. 
Situata circa 80 km a nord ovest di Sarajevo, Travnik è famosa per aver dato i natali al Premio Nobel per la letteratura Ivo Andrić, Travnik è una città ricca di storia e vissuti, non sempre sereni e tranquilli. 
Nel Medio Evo Travnik era una delle più importanti città dello stato bosniaco. Durante il periodo di occupazione ottomana dei Balcani, Travnik divenne la residenza del Visir, il governatore del Sultano. di quell'epoca conserva ancora, anche dopo i furiosi scontri dell'ultima guerra civile jugoslava, notevoli testimonianze: diverse moschee, scuole coraniche ed altri edifici dell'epoca ottomana. 
Durante tour e prevista una visita ai seguenti monumenti: 
Moschea Multicolore – La moschea e costruita 1815 con decorazioni sulle pareti interne ed esterne. Al piano terra della moschea si trova Bezistan. la Moschea Multicolore è un esempio unico di architettura ottomana in cui l'edificio stesso usato per scopi religiosi e secolari. Il minareto si trova sulla sinistra invece di destra della moschea che è, altrimenti, lo Stato di culto islamico. Museo memoriale di Ivo Andrić - Mostra permanente che presenta la vita e la letteratura, Ivo Andric, e si compone di sale tematiche come le sale dedicate al romanzo "Cronaca di Travnik" e le foto del Premio Nobel, e biblioteche con collezioni d'arte... HOTEL PAHULJICA *** – VLAŠIĆ Per la visita alla montagna Vlasic è stato scelto l' hotel Pahuljica.
E' dotato di 32 camere lussuose e confortevoli, doppie, triple e quadruple, con 75 posti letto, siamo sicuri che sarà un luogo in cui vi sentirete a casa. Ognuna delle 32 camere di cui sopra dispone di un bagno privato con doccia, mobili moderni, minibar e TV satellitare. 4 agosto. Jajce. Partenza ore 9.30 per Prijedor, arrivo ore 11.30. Alloggio presso famiglie della zona che fanno parte della rete solidale PROMOTUR. Visita al parco di Kozara in giornata. Prijedor (in serbo cirillico: Приједор, pronunciato [priːˈjɛːdor]), è una città e municipalità nel nord della Bosnia ed Erzegovina. Situata nella parte settentrionale della Repubblica Serba e facente parte della regione storica della Bosanska Krajina è la terza municipalità per numero di abitanti nell'entità anche se una volta era la seconda, questo a causa dei conflitti bellici che scoppiarono in Bosnia e nel resto della Jugoslavia nei primi anni novanta, facendo così scendere la popolazione (soprattutto i Bosgnacchi) della municipalità da 112.543 abitanti a 98.570 unità secondo stime del 2004. 5 agosto. Prijedor. Partenza ore 9.00 Rientro a Firenze via Rijeka, arrivo nel pomeriggio a Firenze. La quota per persona è fissata a 515,00 euro. Il reporter-autista-guida è disponibile per incontri preliminari di persona oppure via internet, per ogni dettaglio o chiarimento. L’itinerario potrebbe subire variazioni o sostituzioni con altre visite. Contatto principale e-mail: claudiogherardini@societaperleidee.it. La Quota comprende: alloggio presso famiglie oppure pensioni economiche a seconda delle disponibilità, trasferimenti in pulmino privato per tutto il viaggio ed il periodo. Autista e accompagnatore. Guida a Sarajevo. Assicurazione personale. Obbligatorio tenere le cinture di sicurezza allacciate in qualunque dei posti a sedere del mezzo utilizzato. La Quota non comprende: vitto per tutti i dieci giorni, che èa carico del viaggiatore con suggerimenti delle guide. Ingressi e tutto quanto non indicato nella voce “la quota comprende”. Si consideri che il costo di un pasto locale va da 3 euro per Burek (specie di focaccia a taglio con vari ingredienti) fino a 10 euro circa per un pranzo in ristorante di media qualità. Documento necessario: Carta Identità valida e senza timbro di rinnovo, oppure Passaporto valido. Consigli sul bagaglio: indumenti estivi ma anche una giacca a vento leggera e scarpe da pioggia consigliati, una robusta valigia a testa (con dimensioni massime 45-25-100 cm) ed un minimo (davvero minimo!) bagaglio a mano.
Contatti e informazioni. Telefono: +39 3339237262 oppure (Bosnia) +387 (0) 62974778. E-mail: claudiogherardini@societaperleidee.it. Skype: claudioghera. -- Società per le Idee Associazione Culturale in Firenze email: claudiogherardini@societaperleidee.it fax: +391786081497 sede legale c/o Studio Basegni Via Giambologna 37 50132 Firenze (FI) codice fiscale 94163350484 IBAN IT45 Q050 1802 8000 0000 0125 888 www.societaperleidee.it

21 maggio 2012

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"Iti firenze a lutto"

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14 maggio 2012

02 maggio 2012

Prepotente Urgenza soddisfatta dal Consiglio Regionale della Toscana

Firenze: votata la prima legge regionale per facilitare l'accesso ai farmaci cannabinoidi

Con l'accordo di PD, FDS e IDV, l'astensione della Lega e il voto favorevole di Marco Taradash (il PDL ha lasciato libertà di voto, dopo aver chiesto 15 minuti di sospensione), è passata a larga maggioranza la legge regionale, prima in Italia, che facilita l'accesso ai farmaci cannabinoidi e ai preparati galenici della canapa.
Sotto l'occhio vigile di malati e attivisti di Pazienti Impazienti Cannabis, Associazione per l'iniziativa radicale Andrea Tamburi, Associazione Cannabis Terapeutica, Lega Italiana Lotta Aids, Associazione Luca Coscioni, si è svolto un ampio dibattito con l'intervento di tutto lo schieramento politico.
Dopo tanti anni giunge ad un primo risulato positivo una battaglia che ha impegnato in prima persona Alessia Ballini, consigliera regionale DS, che ha dedicato gli ultimi anni della sua vita a sostenere la necessità di buone leggi per le terapie del dolore e per chi soffre; battaglia condotta col forte sostegno dei radicali, impegnati da tempo su questo fronte.
Insieme alla legge è stato votato un ordine del giorno rivolto al Governo perchè si occupi di meglio regolamentare a livello nazionale l'accesso ai cannabinoidi.
Un applauso (in disobbedienza ai regolamenti regionali) ha salutato la votazione.



26 aprile 2012

23 aprile 2012

21 aprile 2012

Ora la Spiaggia di Rimigliano - Ecco il progetto approvato

Egregi signori e gentili signore in indirizzo. Chi scrive detesta il concetto di "comitato", a priori. Su Rimigliano peró si potrebbe fare una eccezione. 

In questa link trovate una documentazione totale sulla situazione:

http://san-vincenzo-livorno.blogspot.it/2011/09/sta-per-partire-il-massacro-della.html

Se avrete la pazienza di leggere potrete commentare.

Possibile che la provincia di livorno stia per spendere 750.000 euro per un lavoro come minimo del tutto inutile?

Oggi i soldi e come si spendono sono oggetto di grande attenzione e sarebbe veramente incredibile, vista la realtà ad oggi di una spiaggia perfetta, che fossero destinati a rovinarne la naturalità.

Grazie per l'attenzione

Claudio gherardini


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"Sanmarino dopo la tempesta notturna"

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18 aprile 2012

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"Chemical trails over Trieste "

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10 aprile 2012

Moby Prince 21 anni dopo. Livorno

http://www.lanazione.it/livorno/cronaca/2012/04/10/694744-anniversario-strage-moby-prince-ventuno-anni.shtml

07 aprile 2012

Sunset on the Red Line Sarajevo 20 years after

Passano e sembrano non volersi fermare
Molti piangono
Il canto, sublime, strazia la via
La platea non applaude
Gli spettatori sono morti da molto tempo

cg

Sarajevo 6 aprile 2012


www,piumatv.it

Sunset on the Red Line Sarajevo 20 years after

Passano e sembrano non volersi fermare
Molti piangono
Il canto, sublime, strazia la via
La platea non applaude
Gli spettatori sono morti da molto tempo

cg

Sarajevo 6 aprile 2012


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06 aprile 2012

Danis Tanovic intervista

http://bambuser.com/v/2531573

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SARAJEVO 20 years later

First 2 killed on vrbanja bridge sarajevo live 20 years after

Children seats Sarajevo live 20 years after

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Sarajevo live

11541 sedie vuote Sarajevo 20 anni dopo

Aggiornamento dal vivo su www.piumatv.it

11541 sedie vuote

Sarajevo live

Sarajevo live

05 aprile 2012

Fwd: Paolo Rumiz-Quella notte di neve e stelle in cui cominciò l´assedio di Sarajevo

Domani dirette da SARAJEVO su piumatv.it


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Oggetto: Fw: Paolo Rumiz-Quella notte di neve e stelle in cui cominciò l´assedio di Sarajevo

 
 
Quella notte di neve e stelle in cui cominciò l´assedio

Fonte: PAOLO RUMIZ - la Repubblica

Giovedì 05 Aprile 2012

Iniziava non una guerra, ma un imbroglio voluto da una cricca di politici ladri

Ricordo molto bene quella sera, vent´anni fa. C´erano molte stelle e molta neve intorno.

Giorni prima s´era sparato qualche colpo in aria, Sarajevo era inquieta, ma in un conflitto

ancora non credeva. Era un´eventualità irreale, come se Roma potesse dichiarare guerra a

Bologna. Con la presa di Vukovar in Croazia, la fiammata sembrava essersi esaurita, l´Europa

aveva benedetto l´indipendenza della Bosnia, s´era fatta festa, e quelle raffiche sui monti erano

sembrate la solita, vanagloriosa baraonda balcanica. Molti giornalisti se n´erano andati, il fiume

spumeggiava, i caffè funzionavano, la primavera era nell´aria. Solo pochi s´erano resi conto che

le alture brulicavano di armati, postazioni da mortaio, nidi di cecchini, trincee. La massa ancora

ignorava che l´esercito jugoslavo si era concentrato in Bosnia per finire il suo lavoro. La città era

piombata in uno stato di strana cecità collettiva. Quella sera andai dunque a cena con la collega

bosniaca Azra Nuhefendic sopra il quartiere di Vraca, nella taverna di un suo conoscente, il

serbo Mladen Novakovic, che ci accolse con cordialità. Mangiammo e bevemmo, la città

luccicava sotto di noi. Ma era tutto molto strano. La locanda era popolata di soli serbi maschi.

Era come se le etnie si fossero spartite in base all´altimetria. Una massa di serbi era salita in

alto, lasciando le loro case sul fiume, mentre i cosiddetti musulmani (tali di cultura più che di

fede) erano rimasti in basso, ignari nella posizione più indifendibile. Poi squillò il telefono,

Mladen rispose, parlò concitatamente, e l´aria cambiò. Noi non lo sapevamo, ma era arrivato

l´ordine, l´assedio iniziava. Novakovic parlottò con gli altri serbi che si dispersero, poi si offrì di

accompagnare noi due in città. Dissi che no, la notte era bella, volevo scendere a piedi, ma lui

insistette che era meglio così. Guidò velocissimo fino oltre il fiume, ci sbarcò e tornò

sgommando sul monte.

Il giorno dopo arrivarono i primi colpi di mortaio, e Sarajevo rimase ancora paralizzata nella sua

incredulità. Alcuni ponti divennero intransitabili a causa dei cecchini e in pochi giorni il fronte

che avrebbe diviso per tre anni la città divenne fatto compiuto, ma ancora ci fu chi scommise su

"un fuoco di paglia". Solo a maggio, quando arrivarono notizie di stragi da altre zone,

cominciammo a capire che c´era la guerra, constatammo che Mladen era diventato il nemico di

Azra per un ordine venuto dall´alto, e ci adeguammo a cose ovvie come camminare rasente ai

muri e dormire sui lati sicuri delle case. Capimmo soprattutto che l´assedio era stato preparato

a lungo, e finalmente rileggemmo nel modo giusto i mille segnali della vigilia. E quando a luglio

andai a Belgrado, ebbi l´oscena conferma. I mercatini dell´usato erano pieni di cose bosniache.

Persino i settimanali rigurgitavano di inserzioni su automobili, stanze da bagno, bestiame,

televisori. Un improvviso fiume di refurtiva macchiata di sangue arrivava dalla Bosnia ed ecco

che la guerra si svelava per quello che era: una scusa per rendere possibile il saccheggio e

assolvere patriotticamente l´assassinio. La banalità assoluta del male.

Ecco perché non l´avevamo sentita arrivare, la guerra. Non c´entravano niente la nazione, la

religione, il sacro suolo. Lo scontro etnico e tribale era una fandonia per i giornali stranieri. La

verità era che un´accolita di politici-ladri, di fronte alla bancarotta della Jugoslavia, aveva intuito

di poter trovare nella guerra un´occasione unica: evitare la resa dei conti e persino di rubare di

più, raschiare il barile fino in fondo. La pluralità culturale della Bosnia era perfetta allo scopo. Un

ottimo materiale incendiario. Ero davanti a un´evidenza sconvolgente, un teorema del

comportamento umano. Quanto accadeva nei Balcani non era una cosa balcanica, ma

europea. Era la dimostrazione che qualsiasi potere cerca di trasformare in scontro etnico quello

che altrimenti sarebbe un confronto politico-sociale che lo spazzerebbe via. Conclusione:

avevano vinto i ladri. E difatti la guerra è finita solo quando non c´è stato più da rubare.

Per l´ultimo Bajram, il natale musulmano, sono tornato a Sarajevo - la mia città dell´anima - e

ho provato a chiedere alla gente chi è oggi il "nemico". Nessuno ha evocato gli assedianti di ieri,

i serbi. Uno ha detto: «Il nemico è la mafia al governo, i figli dei borsaneristi». Un altro: «La

burocrazia parassitaria, passata allegramente dal comunismo al nazionalismo e poi al

qualunquismo affarista». Il terzo ha risposto «Una banda di sanguisughe che taglieggia anche

gli aiuti umanitari, fottendosene delle vedove di guerra e dei reduci». Su una cosa erano tutti

d´accordo: il paese è allo stremo come se la guerra fosse finita ieri, e non nel 1995. E hanno

concluso: «Voi non avete capito niente vent´anni fa e non capite niente oggi. Questa

celebrazione non ha senso, serve al vostro pietismo, e a perpetuare l´idea di una Bosnia che

non esiste più». Tutto come prima eccetto il sangue. Già, non può finire una guerra che non è

mai stata guerra, ma imbroglio.

30 marzo 2012

ore 12.00 conferenza stampa davanti Sollicciano

CONVOCAZIONE CONFERENZA STAMPA
Sabato 31 Marzo 2012
ore 12.00
 
Domani, sabato 31 Marzo 2012, una delegazione radicale, guidata dalla senatore radicale Marco Perduca (Commissione Giustizia del Senato) , visiterà il carcere fiorentino di Sollicciano
Alle ore 12.00 è convocata una conferenza stampa davanti l’ingresso del carcere con la presenza del Sen. Marco Perduca (Radicali).
 
Per informazioni : Maurizio Buzzegoli -339 1501028
 
Maurizio Buzzegoli
Segretario Ass. radicale "Andrea Tamburi"
mauriziobuzzegoli@ymail.com
Tel. 3391501028 - 3382318159 - 055875729

19 marzo 2012

poi non dite che non ve lo avevo detto

"Casualmente" sono stato spinto a comprare una rivista sul Fuoristrada e
poi ho capito perché: dentro c'era un articolo e foto di 3 pagine.......
la prima è allegata qui.......

cla

8-)

15 marzo 2012

comunicato stampa: Firenze e il medioevo che non finisce mai

REGOLAMENTO CIMITERIALE, RADICALI:  AL CIMITERO DI TRESPIANO VOGLIAMO ANCHE UNO SPAZIO ADIBITO PER SEPPELLIRE LE LIBERTA' INDIVIDUALI.

Dichiarazione della Sen. Donatella Poretti (Radicali) e di Maurizio Buzzegoli (Segretario Ass. "Andrea Tamburi")

Firenze, 15 Marzo – Sempre più spesso ci troviamo davanti a proposte senza logica e che vorrebbero portare l'Italia verso una serie di contro-riforme illiberali, trascinando il Paese in un baratro oscurantista, ignorando la volontà dei cittadini. Il nuovo regolamento di polizia mortuaria approvato ieri dalla giunta del Comune di Firenze che introduce il diritto alla sepoltura dei feti , compresi i "prodotti abortivi e i prodotti del concepimento" , simboleggia un modo subdolo del Sindaco Renzi per ostacolare e manipolare le libertà individuali delle madri che intendono avvalersi della legge 194: una presa di posizione crudele e medievale atta ad ingraziarsi le gerarchie ecclesiastiche e l'elettorato clericale. Consideriamo l'interruzione volontaria di gravidanza –conclude la nota- una decisione sempre difficile di cui la donna risulta unica titolare; una scelta che deve avvenire senza condizionamenti né tantomeno essere considerata un crimine.


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Associazione per l'iniziativa radicale "Andrea Tamburi"
www.radicalifirenze.it - info@radicalifirenze.it
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12 marzo 2012

Irlanda In Festa a Firenze - gli 80 anni di Giulia Lorimer!


Irlanda in Festa...

Giulia Lorimer & Whisky Trail in concerto
FIRENZE OBIhall, mercoledì 14 marzo, ore 22


Il gruppo Whisky Trail si presenta anche quest'anno a Irlanda in festa, all'OBIhall di Firenze. L'occasione è importante. Il 2012 è un anno particolare: Giulia Lorimer compie 80 anni! Giulia, violinista, cantante, fra i fondatori di Whisky Trail è un personaggio unico: un avo irlandese, una nonna spagnola, una madre americana, un passaporto svizzero e un'infanzia in Bulgaria, scopre fra i suoi avi un galante generale scozzese; fuggita da Sofia con l'ultimo Orient-Express trova poi marito negli Stati Uniti. Tornata in Italia perfeziona una ragguardevole collezione di figli (11) e di preziosi dischi di musica irlandese e scozzese.
Per l'occasione il concerto a Irlanda in festa sarà preceduto dai concerti di due grandi vecchi amici del gruppo: Vincenzo Zitello, il più importante suonatore di arpa celtica in Italia, alle 20,30 e Andy Irvine, il mitico musicista irlandese, alle 21. Questi due straordinari musicisti saliranno di nuovo sul palco per fare alcuni pezzi insieme ai Whisky Trail. Fra i brani in programma c'è anche una ninna nanna irlandese che fa parte del  bellissimo disco prodotto da Giulia Lorimer con Whisky Trail, pubblicato da Materiali Sonori proprio come omaggio alla Lorimer. E' un album molto particolare: si intitola "Nana's Lullabyes" e raccoglie una serie di ninne nanne internazionali che sono state cantate a generazioni di bambini della sua grande famiglia.

"...la nostra storia è stata ed è piena di incontri... in un continuo perdersi e ritrovarsi. Vedere il disco degli ottanta anni di Giulia Lorimer qui fra i titoli della Materiali Sonori ci riempie di contentezza, ma anche di un filo di commozione. Giulia non è mica una persona e basta... una brava e sensibile musicista, no: Giulia è un monumento. Abbiamo da sempre seguito il suo lavoro. E abbiamo sempre amato Whisky Trail. Nella formazione attuale ritroviamo, fra l'altro, musicisti con cui abbiamo lavorato in altre occasioni. Stefano Corsi poi è una persona che dà serenità... Ci conosciamo da una vita... Questo ensemble partecipò (insieme a Veronique Chalot, agli Zeit, a Paolo Lotti, al Canzoniere del Valdarno) alle prime riunioni da cui nacque la Materiali Sonori. Ci incontravamo proprio a Poggio all'Arrigo, nella bella casa di Giulia, già all'epoca un fertile e creativo porto a cui approdavano buone idee e suggestioni. Siamo proprio contenti di aver partecipato alla realizzazione di questo disco. Ci son voluti praticamente trentacinque anni... Ma ce l'abbiamo fatta... Buon compleanno Giulia!"  [ Giampiero Bigazzi ]

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=> GIULIA LORIMER & WHISKY TRAIL, Nana's Lullabyes. Cd Materiali Sonori . 99098 - 8012957990985
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MATERIALI SONORI NEWS ON LINE  n. 158 – MARZO 2012
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09 marzo 2012

Il regalo del popolo siriano per noi

Cari amici,



Alimentata da milioni di azioni online e da donazioni da 75.000 di noi, la nostra comunità sta giocando un ruolo centrale nel sostegno del popolo siriano, che porta avanti la sua protesta pacifica in mezzo a mille difficoltà. Insieme stiamo equipaggiando i cittadini reporter, facendo entrare clandestinamente attrezzature mediche e giornalisti occidentali e molto altro. Stiamo facendo la differenza, ma il coraggio sensazionale del popolo siriano è il loro regalo per tutti noi. Leggi questa email per saperne di più, oppure clicca sugli ultimi articoli che parlano del lavoro di Avaaz in Siria: BBC, CNN, El Pais, TIME, The Guardian, Der Spiegel, AFP.
Questa mattina 4 giornalisti occidentali sono tornati a casa sani e salvi, mentre rimbombava ancora nelle loro orecchie l'orrore e l'eroismo di Baba Amr. Oltre 50 attivisti siriani, sostenuti da Avaaz, hanno messo in salvo loro e decine di civili feriti dall'armata siriana. Molti degli incredibili attivisti non sono sopravvissuti.

Abu Hanin è uno di questi eroi. Ha 26 anni, è un poeta, e ha guidato l'organizzazione dei cittadini reporter che Avaaz ha sostenuto per far sì che le voci dei siriani potessero essere ascoltate dal mondo intero. L'ultimo contatto con Abu Hanin è stato giovedì, mentre le truppe del regime raggiungevano il luogo dove si trovava. Ha letto il suo testamento al team di Avaaz a Beirut, e ci ha detto dove aveva sepolto i corpi dei due giornalisti occidentali rimasti uccisi nei bombardamenti. Da allora il suo quartiere di Baba Amr è un buco nero e ancora oggi non sappiamo che ne è stato di lui.

E' facile farsi prendere dalla disperazione quando si guarda la Siria oggi, ma per onorare quelli che sono morti dobbiamo farci portatori della speranza in nome della quale sono morti. Quando Baba Amr è stata rapita dalle tenebre e si è diffusa la paura di un massacro, i siriani sono scesi in piazza in tutto il paese, ancora una volta, dando vita a una protesta pacifica che ha dimostrato un coraggio sconvolgente.

Il loro coraggio è per noi fonte d'ispirazione, il regalo del popolo siriano a tutti noi. Perché è con il loro spirito e il con coraggio contro la peggiore oscurità che il nostro mondo può offrire, che possiamo far nascere un nuovo mondo.

E in quel nuovo mondo il popolo siriano non è solo. Milioni di noi da ogni angolo del pianeta si sono messi dalla loro parte di volta in volta, sin dall'inizio della loro battaglia. Quasi 75.000 di noi hanno donato oltre 2 milioni di euro per finanziare i movimenti dal basso, equipaggiarli con strumentazioni tecnologiche avanzate per la comunicazione per aiutarli a raccontare la loro storia, e aiutato il team di Avaaz a far entrare clandestinamente 1,5 milioni di euro di attrezzature mediche quando nessun altro era in grado di farlo. Abbiamo intrapreso milioni di azioni online per fare pressione affinché il Consiglio di sicurezza dell'ONU e la Lega Araba intervenissero e perché molti paesi adottassero sanzioni, e consegnato quelle campagne online attraverso decine di sit-in, campagne mediatiche e incontri di alto livello con alcuni dei principali leader al mondo. Insieme abbiamo aiutato a vincere molte di queste battaglie, inclusa l'iniziativa storica della Lega Araba e le sanzioni europee sul petrolio siriano.

Il nostro team basato a Beirut ha anche offerto un centro per le comunicazioni per gli attivisti coraggiosi e preparati che dovevano coordinare le complesse operazioni di contrabbando con la Siria e il soccorso dei feriti e dei giornalisti. Avaaz non dirige queste operazioni, ma le facilita, sostiene e consiglia. Abbiamo inoltre costruito delle case rifugio per attivisti e supportato l'impegno e i negoziati del Consiglio nazionale siriano, l'ente politico rappresentativo dell'opposizione siriana. La maggior parte dei media di tutto il mondo hanno raccontato il lavoro di Avaaz in aiuto della popolazione siriana, inclusi pezzi sulla BBC, CNN, El Pais, TIME, The Guardian, Der Spiegel, AFP e molti altri, citando il nostro "ruolo centrale" nel movimento pacifico di protesta siriano.

Oggi una decina di incubi come quello di Homs percorrono la Siria. La situazione peggiorerà prima di migliorare. Sarà sanguinario e complicato, e mentre alcuni manifestanti imbracciano le armi per difendersi, la linea di demarcazione fra quello che è giusto e quello che è sbagliato si sbiadirà. Ma il brutale regime del Presidente Assad cadrà, e seguiranno pace, elezioni e cittadinanza. Il popolo siriano non si fermerà finché questo non accadrà, e potrebbe succedere prima di quanto pensiamo.

Inizialmente ogni esperto che consultavamo ci diceva che una sollevazione in Siria era impensabile, ma abbiamo comunque mandato una marea di equipaggiamenti per la comunicazione. Perché la nostra comunità sa qualcosa che gli esperti e i cinici non sanno: che il potere dal basso e un nuovo spirito di cittadinanza stanno soffiando su tutto il mondo, senza alcuna paura e senza possibilità di fermarli, e porteranno speranza anche nei posti più bui. Marie Colvin, una giornalista americana che seguiva le violenze a Homs, prima di morire ha detto ad Avaaz: "Non lascerò queste persone". E neanche noi.

Con speranza e ammirazione per il popolo siriano e per i cittadini coraggiosi ovunque essi si trovino,

Ricken, Wissam, Stephanie, Alice, David, Antonia, Will, Sam, Emma, Wen-Hua, Veronique e tutto il team di Avaaz

P.S. Se vuoi fare di più, clicca qui per aiutare a mantenere aperto il nostro filo diretto di speranza per la Siria:
https://secure.avaaz.org/it/smuggle_hope_into_syria_rb_it_new/?vl




CHI SIAMO
Avaaz.org è un'organizzazione no-profit e indipendente con 13 milioni di membri da tutto il mondo, che lavora perché le opinioni e i valori dei cittadini di ogni parte del mondo abbiano un impatto sulle decisioni globali (Avaaz significa "voce" in molte lingue). I membri di Avaaz vivono in ogni nazione del mondo; il nostro team è sparso in 13 paesi distribuiti in 4 continenti e opera in 14 lingue. Clicca qui per conoscere le nostre campagne più importanti, oppure seguici su Facebook o Twitter.

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08 marzo 2012

"Judith e l'Angelo" - 24 e 25 marzo - Teatro Everest - San Casciano Val di Pesa (FI)

 

La Compagnia Xe di Julie Ann Anzilotti

è lieta di invitarvi allo spettacolo

“Judith e l’Angelo”

Sabato 24 marzo 2012– h.21.15

Domenica 25 marzo 2012 – h 17.00

Cinema Teatro Everest

Piazza Cavour, 20 - San Casciano Val di Pesa (FI)

I Teatri del Sacro

 

 

Lo spettacolo sarà preceduto da un incontro-dimostrazione per il ciclo “La danza parla”

sulle tematiche che hanno portato alla realizzazione di “Judith e l’Angelo”.

23 marzo ore 17.00 - Ridotto del Teatro Niccolini – Via Roma 47, San Casciano Val di Pesa (FI).

 

 

Compagnia XE di Julie Ann Anzilotti

C/o Teatro Comunale Niccolini

Via Roma, 47

50026 San Casciano V. Pesa (Fi)

Tel /fax 0558290193 – 328/3044707

www.compagniaxe.it

compagniaxe@ambrogiovoice.com


06 marzo 2012

Un ricordo di Pierpaolo Pasolini da Fiume


Un testo mi viene inviato da Fiume, da uno scrittore e attore anziano ormai ma giovane e attivo come un ragazzino. Il testo fu pubblicato alla morte di Pasolini su un periodico italiano istriano chiamato Panorama. Buona lettura!

05 marzo 2012

ACTA: ora dobbiamo vincere!

Ho appena firmato un'importante petizione per chiedere che la Corte
verifichi l'impatto di ACTA sui nostri diritti e libertà. Aggiungi la
tua voce!

Unisciti a me in questa campagna qui:
http://www.avaaz.org/it/acta_time_to_win_eu/?sbc

ACTA: ora dobbiamo vincere!

Ho appena firmato un'importante petizione per chiedere che la Corte
verifichi l'impatto di ACTA sui nostri diritti e libertà. Aggiungi la
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Scandicci antimafia: Mostra I Cento sguardi – Corleone negli occhi dei suoi ragazzi

 

L'Associazione A.R.C.O. (Associazione Ricerca Cultura Orientamento) propone la mostra


"I Cento sguardi – Corleone negli occhi dei suoi ragazzi"


dall'8 marzo al 21 marzo 2012 presso i locali dell' Istituto "Russel-Newton" di Scandicci.

Saranno esposte le 100 fotografie di Corleone selezionate tra le migliaia scattate dagli studenti di tutte le scuole di ogni ordine e grado di Corleone per il progetto "I cento sguardi" ideato da Margherita Abbozzo e Alessandra Capodacqua in collaborazione e con il sostegno di: Comune di Corleone/ Unicoop Tirreno/ Fondazione Sistema Toscana-Mediateca/ Fondazione Antonino Caponnetto/ Coordinamento Antimafia/ Cooperativa Lavoro e non solo/ Laboratorio della Legalità.


"Bisognerebbe ricordare alla gente che cos'è la bellezza, aiutarla a riconoscerla, a difenderla. E'importante la bellezza. Da quella scende giù tutto il resto. Se si insegnasse la bellezza alla gente,la si fornirebbe di un'arma contro la rassegnazione, la paura e l'omertà. È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l'abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore."

Peppino Impastato


La mostra a Scandicci nasce dalla collaborazione con il Comune di Scandicci nell'ambito del più ampio progetto cittadino "Libera, la tua terra" che, attraverso iniziative di educazione alla legalità, vuole coinvolgere la scuola, i cittadini, l'associazionismo e le imprese.

In collaborazione con: Assessorato alla Pubblica Istruzione; Assessorato alle Pari opportunità; Ente cultura.


16 ragazzi corleonesi, autori delle foto esposte, tutti studenti liceali dell' II.SS Don Giovanni Colletto di Corleone, arrivano a Scandicci per inaugurare la mostra e sono ospitati dagli studenti e dai docenti dell' II.SS. "Russel-Newton" di Scandicci.


La mostra s'inaugura alle ore 11.30 dell' 8 marzo 2012 alla presenza delle autorità cittadine e resterà aperta fino al 21 marzo: arco di tempo che va dalla festa della donna alla festa nazionale di Libera.


Per informazioni e visite guidate (anche per piccoli gruppi), telefonare al n. 3382375373.


Gheradini e Daniela Morozzi

sessione comunicazione scuola di legalità - 3 marzo - Fuligno, Firenze

Da Enrico news speciali di marzo 2012

Ciao a tutti!
Grazie a tutti per l'aiuto e l'entusiastico sostegno dato alla nostra canzone per la campagna di "M'illumino di meno" - canzone con la quale abbiamo contribuito attivamente alla manifestazione (risultando vincitori del premio per il video legato alla canzone stessa, oh yeah: video che ha superato a oggi i 6000 passaggi su youtube), e organizzando un minitour di m'illumino, di cui vi invito di seguire il resoconto in video sul canale youtube di materiali sonori (www.youtube.com/materialisonori). Da adesso con Arlo Bigazzi e Canti Erranti stiamo lavorando attivamente a un disco di cui "Vedo chiaro, limpido vero" sarà una delle tracce, disco cantato initaliano, inglese, francese e yiddish e che si chiamerà "Fuori dal pozzo" - ne avrete più dettagli fra non molto.

Ma vi scrivo anche per un'occasione da ultimo minuto: grazie a una settimana libera nel suo tour europeo, sono riuscito a portare in Italia Steve Weintraub per un

Laboratorio di danze klezmer
4-5 marzo (Roma)
6-7 marzo (Firenze, con festa di Purim il 7 sera)

“A che serve la musica Klezmer, se non la sai ballare?”
(parafrasi di un verso di una canzone yiddish)

L'occasione è imperdibile: per la prima volta in Italia Steve Weintraub, punto di riferimento in USA per una danza al tempo stesso antica e moderna, molto ma molto divertente, e del tutto sconosciuta in Italia nonostante la relativa popolarità di cui il klezmer, che è essenzialmente musica da ballo, ha goduto come genere musicale.

a Roma, in collaborazione con il circolo Gianni Bosio e con il centro di cultura ebraica "Il Pitigliani": domenica 4 marzo, in via dei Cluniacensi 107 (traversa di via Tiburtina), stage di danze con Steve Weintraub dalle 15:30 alle 20:30; Lunedì 5 marzo, dalle 21:00, serata danzante al Pitigliani (piazzetta Arco de' Tolomei, 1) con Steve come maestro di danze, e musica dal vivo a cura di Enrico Fink e gli allievi del laboratorio musicale di musiche ebraiche del Gianni Bosio.

a Firenze, in collaborazione con la comunità ebraica: laboratorio il 6 dalle 20:00 in poi, festa danzante di Purim dalle 21:00 il 7 marzo, tutto nei locali della Comunità, via Farini 4.

Steve è considerato in America un "guru" della danza klezmer - collabora da decenni con tutti i principali gruppi del klezmer revival statunitense; e vale davvero la pena di venire a conoscerlo in un modo divertente e informale in una di queste occasioni.
Spero di vedervi, se la cosa vi interessa scrivetemi per prenotarvi!

Enrico Fink



Livorno 7 marzo

Dalle donne il coraggio di cambiare,
il coraggio di affermare la legalità


Una ragazza, Rita Atria …..solo 17 anni...


“ Forse un mondo onesto non esisterà mai
ma chi ci impedisce di sognare?
Forse, se ognuno di noi prova a cambiare
Forse, ce la faremo”
UNA STORIA….. UN MESSAGGIO DA RACCOGLIERE

Il valore della legalità, il senso civico e morale, la capacità di usare il libero arbitrio per interrompere prassi consolidate, il coraggio di cambiare….

7 marzo ore 16
sala consiliare Palazzo Granducale
P.za del Municipio, 4

Ne parleremo facendo riferimento a quanto narrato nel libro
“ Rita Atria, la picciridda dell’antimafia” di Petra Reski, ed. Nuovi Mondi

Saluti dell’assessore alle pari opportunità MARIA TERESA SPOSITO
Introduce e coordina LUPI ROSSELLA presidente Commissione Pari Opportunità

MARIA PIA LESSI Avvocata- Osservatorio del diritto di famiglia e Associazione Giuslavoristi Italiani
“ Le donne artefici di giustizia ”

PIER GIORGIO CURTI psicanalista
“ Il disagio della legalità “

ANNA LORETONI docente di filosofia politica alla Scuola Superiore S. Anna di Pisa
“ Educare alla cittadinanza ”

CLAUDIO GHERARDINI giornalista Pubblicista Free Lance, membro della Fondazione Caponnetto di Firenze
“ Noi e i mafiosi. Simulazione di una minaccia concreta e esempi realmente accaduti ”

Letture a cura di SIMONA DEL CITTADINO regista di Spazio Teatro