17 aprile 2012

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10 aprile 2012

Moby Prince 21 anni dopo. Livorno

http://www.lanazione.it/livorno/cronaca/2012/04/10/694744-anniversario-strage-moby-prince-ventuno-anni.shtml

07 aprile 2012

Sunset on the Red Line Sarajevo 20 years after

Passano e sembrano non volersi fermare
Molti piangono
Il canto, sublime, strazia la via
La platea non applaude
Gli spettatori sono morti da molto tempo

cg

Sarajevo 6 aprile 2012


www,piumatv.it

Sunset on the Red Line Sarajevo 20 years after

Passano e sembrano non volersi fermare
Molti piangono
Il canto, sublime, strazia la via
La platea non applaude
Gli spettatori sono morti da molto tempo

cg

Sarajevo 6 aprile 2012


www,piumatv.it

06 aprile 2012

Danis Tanovic intervista

http://bambuser.com/v/2531573

Inviato da iPad

SARAJEVO 20 years later

First 2 killed on vrbanja bridge sarajevo live 20 years after

Children seats Sarajevo live 20 years after

Www.piumatv.it

Sarajevo live

11541 sedie vuote Sarajevo 20 anni dopo

Aggiornamento dal vivo su www.piumatv.it

11541 sedie vuote

Sarajevo live

Sarajevo live

05 aprile 2012

Fwd: Paolo Rumiz-Quella notte di neve e stelle in cui cominciò l´assedio di Sarajevo

Domani dirette da SARAJEVO su piumatv.it


Inviato da iPad
>
Oggetto: Fw: Paolo Rumiz-Quella notte di neve e stelle in cui cominciò l´assedio di Sarajevo

 
 
Quella notte di neve e stelle in cui cominciò l´assedio

Fonte: PAOLO RUMIZ - la Repubblica

Giovedì 05 Aprile 2012

Iniziava non una guerra, ma un imbroglio voluto da una cricca di politici ladri

Ricordo molto bene quella sera, vent´anni fa. C´erano molte stelle e molta neve intorno.

Giorni prima s´era sparato qualche colpo in aria, Sarajevo era inquieta, ma in un conflitto

ancora non credeva. Era un´eventualità irreale, come se Roma potesse dichiarare guerra a

Bologna. Con la presa di Vukovar in Croazia, la fiammata sembrava essersi esaurita, l´Europa

aveva benedetto l´indipendenza della Bosnia, s´era fatta festa, e quelle raffiche sui monti erano

sembrate la solita, vanagloriosa baraonda balcanica. Molti giornalisti se n´erano andati, il fiume

spumeggiava, i caffè funzionavano, la primavera era nell´aria. Solo pochi s´erano resi conto che

le alture brulicavano di armati, postazioni da mortaio, nidi di cecchini, trincee. La massa ancora

ignorava che l´esercito jugoslavo si era concentrato in Bosnia per finire il suo lavoro. La città era

piombata in uno stato di strana cecità collettiva. Quella sera andai dunque a cena con la collega

bosniaca Azra Nuhefendic sopra il quartiere di Vraca, nella taverna di un suo conoscente, il

serbo Mladen Novakovic, che ci accolse con cordialità. Mangiammo e bevemmo, la città

luccicava sotto di noi. Ma era tutto molto strano. La locanda era popolata di soli serbi maschi.

Era come se le etnie si fossero spartite in base all´altimetria. Una massa di serbi era salita in

alto, lasciando le loro case sul fiume, mentre i cosiddetti musulmani (tali di cultura più che di

fede) erano rimasti in basso, ignari nella posizione più indifendibile. Poi squillò il telefono,

Mladen rispose, parlò concitatamente, e l´aria cambiò. Noi non lo sapevamo, ma era arrivato

l´ordine, l´assedio iniziava. Novakovic parlottò con gli altri serbi che si dispersero, poi si offrì di

accompagnare noi due in città. Dissi che no, la notte era bella, volevo scendere a piedi, ma lui

insistette che era meglio così. Guidò velocissimo fino oltre il fiume, ci sbarcò e tornò

sgommando sul monte.

Il giorno dopo arrivarono i primi colpi di mortaio, e Sarajevo rimase ancora paralizzata nella sua

incredulità. Alcuni ponti divennero intransitabili a causa dei cecchini e in pochi giorni il fronte

che avrebbe diviso per tre anni la città divenne fatto compiuto, ma ancora ci fu chi scommise su

"un fuoco di paglia". Solo a maggio, quando arrivarono notizie di stragi da altre zone,

cominciammo a capire che c´era la guerra, constatammo che Mladen era diventato il nemico di

Azra per un ordine venuto dall´alto, e ci adeguammo a cose ovvie come camminare rasente ai

muri e dormire sui lati sicuri delle case. Capimmo soprattutto che l´assedio era stato preparato

a lungo, e finalmente rileggemmo nel modo giusto i mille segnali della vigilia. E quando a luglio

andai a Belgrado, ebbi l´oscena conferma. I mercatini dell´usato erano pieni di cose bosniache.

Persino i settimanali rigurgitavano di inserzioni su automobili, stanze da bagno, bestiame,

televisori. Un improvviso fiume di refurtiva macchiata di sangue arrivava dalla Bosnia ed ecco

che la guerra si svelava per quello che era: una scusa per rendere possibile il saccheggio e

assolvere patriotticamente l´assassinio. La banalità assoluta del male.

Ecco perché non l´avevamo sentita arrivare, la guerra. Non c´entravano niente la nazione, la

religione, il sacro suolo. Lo scontro etnico e tribale era una fandonia per i giornali stranieri. La

verità era che un´accolita di politici-ladri, di fronte alla bancarotta della Jugoslavia, aveva intuito

di poter trovare nella guerra un´occasione unica: evitare la resa dei conti e persino di rubare di

più, raschiare il barile fino in fondo. La pluralità culturale della Bosnia era perfetta allo scopo. Un

ottimo materiale incendiario. Ero davanti a un´evidenza sconvolgente, un teorema del

comportamento umano. Quanto accadeva nei Balcani non era una cosa balcanica, ma

europea. Era la dimostrazione che qualsiasi potere cerca di trasformare in scontro etnico quello

che altrimenti sarebbe un confronto politico-sociale che lo spazzerebbe via. Conclusione:

avevano vinto i ladri. E difatti la guerra è finita solo quando non c´è stato più da rubare.

Per l´ultimo Bajram, il natale musulmano, sono tornato a Sarajevo - la mia città dell´anima - e

ho provato a chiedere alla gente chi è oggi il "nemico". Nessuno ha evocato gli assedianti di ieri,

i serbi. Uno ha detto: «Il nemico è la mafia al governo, i figli dei borsaneristi». Un altro: «La

burocrazia parassitaria, passata allegramente dal comunismo al nazionalismo e poi al

qualunquismo affarista». Il terzo ha risposto «Una banda di sanguisughe che taglieggia anche

gli aiuti umanitari, fottendosene delle vedove di guerra e dei reduci». Su una cosa erano tutti

d´accordo: il paese è allo stremo come se la guerra fosse finita ieri, e non nel 1995. E hanno

concluso: «Voi non avete capito niente vent´anni fa e non capite niente oggi. Questa

celebrazione non ha senso, serve al vostro pietismo, e a perpetuare l´idea di una Bosnia che

non esiste più». Tutto come prima eccetto il sangue. Già, non può finire una guerra che non è

mai stata guerra, ma imbroglio.

30 marzo 2012

ore 12.00 conferenza stampa davanti Sollicciano

CONVOCAZIONE CONFERENZA STAMPA
Sabato 31 Marzo 2012
ore 12.00
 
Domani, sabato 31 Marzo 2012, una delegazione radicale, guidata dalla senatore radicale Marco Perduca (Commissione Giustizia del Senato) , visiterà il carcere fiorentino di Sollicciano
Alle ore 12.00 è convocata una conferenza stampa davanti l’ingresso del carcere con la presenza del Sen. Marco Perduca (Radicali).
 
Per informazioni : Maurizio Buzzegoli -339 1501028
 
Maurizio Buzzegoli
Segretario Ass. radicale "Andrea Tamburi"
mauriziobuzzegoli@ymail.com
Tel. 3391501028 - 3382318159 - 055875729

19 marzo 2012

poi non dite che non ve lo avevo detto

"Casualmente" sono stato spinto a comprare una rivista sul Fuoristrada e
poi ho capito perché: dentro c'era un articolo e foto di 3 pagine.......
la prima è allegata qui.......

cla

8-)

15 marzo 2012

comunicato stampa: Firenze e il medioevo che non finisce mai

REGOLAMENTO CIMITERIALE, RADICALI:  AL CIMITERO DI TRESPIANO VOGLIAMO ANCHE UNO SPAZIO ADIBITO PER SEPPELLIRE LE LIBERTA' INDIVIDUALI.

Dichiarazione della Sen. Donatella Poretti (Radicali) e di Maurizio Buzzegoli (Segretario Ass. "Andrea Tamburi")

Firenze, 15 Marzo – Sempre più spesso ci troviamo davanti a proposte senza logica e che vorrebbero portare l'Italia verso una serie di contro-riforme illiberali, trascinando il Paese in un baratro oscurantista, ignorando la volontà dei cittadini. Il nuovo regolamento di polizia mortuaria approvato ieri dalla giunta del Comune di Firenze che introduce il diritto alla sepoltura dei feti , compresi i "prodotti abortivi e i prodotti del concepimento" , simboleggia un modo subdolo del Sindaco Renzi per ostacolare e manipolare le libertà individuali delle madri che intendono avvalersi della legge 194: una presa di posizione crudele e medievale atta ad ingraziarsi le gerarchie ecclesiastiche e l'elettorato clericale. Consideriamo l'interruzione volontaria di gravidanza –conclude la nota- una decisione sempre difficile di cui la donna risulta unica titolare; una scelta che deve avvenire senza condizionamenti né tantomeno essere considerata un crimine.


--
Associazione per l'iniziativa radicale "Andrea Tamburi"
www.radicalifirenze.it - info@radicalifirenze.it
Tel. 339 1501028

12 marzo 2012

Irlanda In Festa a Firenze - gli 80 anni di Giulia Lorimer!


Irlanda in Festa...

Giulia Lorimer & Whisky Trail in concerto
FIRENZE OBIhall, mercoledì 14 marzo, ore 22


Il gruppo Whisky Trail si presenta anche quest'anno a Irlanda in festa, all'OBIhall di Firenze. L'occasione è importante. Il 2012 è un anno particolare: Giulia Lorimer compie 80 anni! Giulia, violinista, cantante, fra i fondatori di Whisky Trail è un personaggio unico: un avo irlandese, una nonna spagnola, una madre americana, un passaporto svizzero e un'infanzia in Bulgaria, scopre fra i suoi avi un galante generale scozzese; fuggita da Sofia con l'ultimo Orient-Express trova poi marito negli Stati Uniti. Tornata in Italia perfeziona una ragguardevole collezione di figli (11) e di preziosi dischi di musica irlandese e scozzese.
Per l'occasione il concerto a Irlanda in festa sarà preceduto dai concerti di due grandi vecchi amici del gruppo: Vincenzo Zitello, il più importante suonatore di arpa celtica in Italia, alle 20,30 e Andy Irvine, il mitico musicista irlandese, alle 21. Questi due straordinari musicisti saliranno di nuovo sul palco per fare alcuni pezzi insieme ai Whisky Trail. Fra i brani in programma c'è anche una ninna nanna irlandese che fa parte del  bellissimo disco prodotto da Giulia Lorimer con Whisky Trail, pubblicato da Materiali Sonori proprio come omaggio alla Lorimer. E' un album molto particolare: si intitola "Nana's Lullabyes" e raccoglie una serie di ninne nanne internazionali che sono state cantate a generazioni di bambini della sua grande famiglia.

"...la nostra storia è stata ed è piena di incontri... in un continuo perdersi e ritrovarsi. Vedere il disco degli ottanta anni di Giulia Lorimer qui fra i titoli della Materiali Sonori ci riempie di contentezza, ma anche di un filo di commozione. Giulia non è mica una persona e basta... una brava e sensibile musicista, no: Giulia è un monumento. Abbiamo da sempre seguito il suo lavoro. E abbiamo sempre amato Whisky Trail. Nella formazione attuale ritroviamo, fra l'altro, musicisti con cui abbiamo lavorato in altre occasioni. Stefano Corsi poi è una persona che dà serenità... Ci conosciamo da una vita... Questo ensemble partecipò (insieme a Veronique Chalot, agli Zeit, a Paolo Lotti, al Canzoniere del Valdarno) alle prime riunioni da cui nacque la Materiali Sonori. Ci incontravamo proprio a Poggio all'Arrigo, nella bella casa di Giulia, già all'epoca un fertile e creativo porto a cui approdavano buone idee e suggestioni. Siamo proprio contenti di aver partecipato alla realizzazione di questo disco. Ci son voluti praticamente trentacinque anni... Ma ce l'abbiamo fatta... Buon compleanno Giulia!"  [ Giampiero Bigazzi ]

___________________________________________________________

=> GIULIA LORIMER & WHISKY TRAIL, Nana's Lullabyes. Cd Materiali Sonori . 99098 - 8012957990985
___________________________________________________________

MATERIALI SONORI Sc
52027 . San Giovanni Valdarno . Italy
info@matson.it
055.9120363 – 055.943888
 
www.materialisonori.com
www.matson.it


MATERIALI SONORI NEWS ON LINE  n. 158 – MARZO 2012
<<< Questa e-mail viene inviata a tutti gli utenti che entrano personalmente in contatto con "Materiali Sonori" in sintonia con le norme in vigore sulle privacy (art. 675, 1996). Gli indirizzi e-mail sono stati reperiti attraverso fonti di pubblico dominio o attraverso e-mail da noi ricevute. Tutti i destinatari della mail sono in copia nascosta (art. 13 DL 196/03 del 30.06.03) a garanzia della privacy. Può succedere che il messaggio pervenga anche a persone non interessate: in tal caso vi preghiamo di segnalarcelo rispondendo CANCELLATEMI a questa mail, precisando l‚indirizzo che vorrete immediatamente rimosso dalla mailing list >>>.

09 marzo 2012

Il regalo del popolo siriano per noi

Cari amici,



Alimentata da milioni di azioni online e da donazioni da 75.000 di noi, la nostra comunità sta giocando un ruolo centrale nel sostegno del popolo siriano, che porta avanti la sua protesta pacifica in mezzo a mille difficoltà. Insieme stiamo equipaggiando i cittadini reporter, facendo entrare clandestinamente attrezzature mediche e giornalisti occidentali e molto altro. Stiamo facendo la differenza, ma il coraggio sensazionale del popolo siriano è il loro regalo per tutti noi. Leggi questa email per saperne di più, oppure clicca sugli ultimi articoli che parlano del lavoro di Avaaz in Siria: BBC, CNN, El Pais, TIME, The Guardian, Der Spiegel, AFP.
Questa mattina 4 giornalisti occidentali sono tornati a casa sani e salvi, mentre rimbombava ancora nelle loro orecchie l'orrore e l'eroismo di Baba Amr. Oltre 50 attivisti siriani, sostenuti da Avaaz, hanno messo in salvo loro e decine di civili feriti dall'armata siriana. Molti degli incredibili attivisti non sono sopravvissuti.

Abu Hanin è uno di questi eroi. Ha 26 anni, è un poeta, e ha guidato l'organizzazione dei cittadini reporter che Avaaz ha sostenuto per far sì che le voci dei siriani potessero essere ascoltate dal mondo intero. L'ultimo contatto con Abu Hanin è stato giovedì, mentre le truppe del regime raggiungevano il luogo dove si trovava. Ha letto il suo testamento al team di Avaaz a Beirut, e ci ha detto dove aveva sepolto i corpi dei due giornalisti occidentali rimasti uccisi nei bombardamenti. Da allora il suo quartiere di Baba Amr è un buco nero e ancora oggi non sappiamo che ne è stato di lui.

E' facile farsi prendere dalla disperazione quando si guarda la Siria oggi, ma per onorare quelli che sono morti dobbiamo farci portatori della speranza in nome della quale sono morti. Quando Baba Amr è stata rapita dalle tenebre e si è diffusa la paura di un massacro, i siriani sono scesi in piazza in tutto il paese, ancora una volta, dando vita a una protesta pacifica che ha dimostrato un coraggio sconvolgente.

Il loro coraggio è per noi fonte d'ispirazione, il regalo del popolo siriano a tutti noi. Perché è con il loro spirito e il con coraggio contro la peggiore oscurità che il nostro mondo può offrire, che possiamo far nascere un nuovo mondo.

E in quel nuovo mondo il popolo siriano non è solo. Milioni di noi da ogni angolo del pianeta si sono messi dalla loro parte di volta in volta, sin dall'inizio della loro battaglia. Quasi 75.000 di noi hanno donato oltre 2 milioni di euro per finanziare i movimenti dal basso, equipaggiarli con strumentazioni tecnologiche avanzate per la comunicazione per aiutarli a raccontare la loro storia, e aiutato il team di Avaaz a far entrare clandestinamente 1,5 milioni di euro di attrezzature mediche quando nessun altro era in grado di farlo. Abbiamo intrapreso milioni di azioni online per fare pressione affinché il Consiglio di sicurezza dell'ONU e la Lega Araba intervenissero e perché molti paesi adottassero sanzioni, e consegnato quelle campagne online attraverso decine di sit-in, campagne mediatiche e incontri di alto livello con alcuni dei principali leader al mondo. Insieme abbiamo aiutato a vincere molte di queste battaglie, inclusa l'iniziativa storica della Lega Araba e le sanzioni europee sul petrolio siriano.

Il nostro team basato a Beirut ha anche offerto un centro per le comunicazioni per gli attivisti coraggiosi e preparati che dovevano coordinare le complesse operazioni di contrabbando con la Siria e il soccorso dei feriti e dei giornalisti. Avaaz non dirige queste operazioni, ma le facilita, sostiene e consiglia. Abbiamo inoltre costruito delle case rifugio per attivisti e supportato l'impegno e i negoziati del Consiglio nazionale siriano, l'ente politico rappresentativo dell'opposizione siriana. La maggior parte dei media di tutto il mondo hanno raccontato il lavoro di Avaaz in aiuto della popolazione siriana, inclusi pezzi sulla BBC, CNN, El Pais, TIME, The Guardian, Der Spiegel, AFP e molti altri, citando il nostro "ruolo centrale" nel movimento pacifico di protesta siriano.

Oggi una decina di incubi come quello di Homs percorrono la Siria. La situazione peggiorerà prima di migliorare. Sarà sanguinario e complicato, e mentre alcuni manifestanti imbracciano le armi per difendersi, la linea di demarcazione fra quello che è giusto e quello che è sbagliato si sbiadirà. Ma il brutale regime del Presidente Assad cadrà, e seguiranno pace, elezioni e cittadinanza. Il popolo siriano non si fermerà finché questo non accadrà, e potrebbe succedere prima di quanto pensiamo.

Inizialmente ogni esperto che consultavamo ci diceva che una sollevazione in Siria era impensabile, ma abbiamo comunque mandato una marea di equipaggiamenti per la comunicazione. Perché la nostra comunità sa qualcosa che gli esperti e i cinici non sanno: che il potere dal basso e un nuovo spirito di cittadinanza stanno soffiando su tutto il mondo, senza alcuna paura e senza possibilità di fermarli, e porteranno speranza anche nei posti più bui. Marie Colvin, una giornalista americana che seguiva le violenze a Homs, prima di morire ha detto ad Avaaz: "Non lascerò queste persone". E neanche noi.

Con speranza e ammirazione per il popolo siriano e per i cittadini coraggiosi ovunque essi si trovino,

Ricken, Wissam, Stephanie, Alice, David, Antonia, Will, Sam, Emma, Wen-Hua, Veronique e tutto il team di Avaaz

P.S. Se vuoi fare di più, clicca qui per aiutare a mantenere aperto il nostro filo diretto di speranza per la Siria:
https://secure.avaaz.org/it/smuggle_hope_into_syria_rb_it_new/?vl




CHI SIAMO
Avaaz.org è un'organizzazione no-profit e indipendente con 13 milioni di membri da tutto il mondo, che lavora perché le opinioni e i valori dei cittadini di ogni parte del mondo abbiano un impatto sulle decisioni globali (Avaaz significa "voce" in molte lingue). I membri di Avaaz vivono in ogni nazione del mondo; il nostro team è sparso in 13 paesi distribuiti in 4 continenti e opera in 14 lingue. Clicca qui per conoscere le nostre campagne più importanti, oppure seguici su Facebook o Twitter.

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08 marzo 2012

"Judith e l'Angelo" - 24 e 25 marzo - Teatro Everest - San Casciano Val di Pesa (FI)

 

La Compagnia Xe di Julie Ann Anzilotti

è lieta di invitarvi allo spettacolo

“Judith e l’Angelo”

Sabato 24 marzo 2012– h.21.15

Domenica 25 marzo 2012 – h 17.00

Cinema Teatro Everest

Piazza Cavour, 20 - San Casciano Val di Pesa (FI)

I Teatri del Sacro

 

 

Lo spettacolo sarà preceduto da un incontro-dimostrazione per il ciclo “La danza parla”

sulle tematiche che hanno portato alla realizzazione di “Judith e l’Angelo”.

23 marzo ore 17.00 - Ridotto del Teatro Niccolini – Via Roma 47, San Casciano Val di Pesa (FI).

 

 

Compagnia XE di Julie Ann Anzilotti

C/o Teatro Comunale Niccolini

Via Roma, 47

50026 San Casciano V. Pesa (Fi)

Tel /fax 0558290193 – 328/3044707

www.compagniaxe.it

compagniaxe@ambrogiovoice.com


06 marzo 2012

Un ricordo di Pierpaolo Pasolini da Fiume


Un testo mi viene inviato da Fiume, da uno scrittore e attore anziano ormai ma giovane e attivo come un ragazzino. Il testo fu pubblicato alla morte di Pasolini su un periodico italiano istriano chiamato Panorama. Buona lettura!

05 marzo 2012

ACTA: ora dobbiamo vincere!

Ho appena firmato un'importante petizione per chiedere che la Corte
verifichi l'impatto di ACTA sui nostri diritti e libertà. Aggiungi la
tua voce!

Unisciti a me in questa campagna qui:
http://www.avaaz.org/it/acta_time_to_win_eu/?sbc

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Ho appena firmato un'importante petizione per chiedere che la Corte
verifichi l'impatto di ACTA sui nostri diritti e libertà. Aggiungi la
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Scandicci antimafia: Mostra I Cento sguardi – Corleone negli occhi dei suoi ragazzi

 

L'Associazione A.R.C.O. (Associazione Ricerca Cultura Orientamento) propone la mostra


"I Cento sguardi – Corleone negli occhi dei suoi ragazzi"


dall'8 marzo al 21 marzo 2012 presso i locali dell' Istituto "Russel-Newton" di Scandicci.

Saranno esposte le 100 fotografie di Corleone selezionate tra le migliaia scattate dagli studenti di tutte le scuole di ogni ordine e grado di Corleone per il progetto "I cento sguardi" ideato da Margherita Abbozzo e Alessandra Capodacqua in collaborazione e con il sostegno di: Comune di Corleone/ Unicoop Tirreno/ Fondazione Sistema Toscana-Mediateca/ Fondazione Antonino Caponnetto/ Coordinamento Antimafia/ Cooperativa Lavoro e non solo/ Laboratorio della Legalità.


"Bisognerebbe ricordare alla gente che cos'è la bellezza, aiutarla a riconoscerla, a difenderla. E'importante la bellezza. Da quella scende giù tutto il resto. Se si insegnasse la bellezza alla gente,la si fornirebbe di un'arma contro la rassegnazione, la paura e l'omertà. È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l'abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore."

Peppino Impastato


La mostra a Scandicci nasce dalla collaborazione con il Comune di Scandicci nell'ambito del più ampio progetto cittadino "Libera, la tua terra" che, attraverso iniziative di educazione alla legalità, vuole coinvolgere la scuola, i cittadini, l'associazionismo e le imprese.

In collaborazione con: Assessorato alla Pubblica Istruzione; Assessorato alle Pari opportunità; Ente cultura.


16 ragazzi corleonesi, autori delle foto esposte, tutti studenti liceali dell' II.SS Don Giovanni Colletto di Corleone, arrivano a Scandicci per inaugurare la mostra e sono ospitati dagli studenti e dai docenti dell' II.SS. "Russel-Newton" di Scandicci.


La mostra s'inaugura alle ore 11.30 dell' 8 marzo 2012 alla presenza delle autorità cittadine e resterà aperta fino al 21 marzo: arco di tempo che va dalla festa della donna alla festa nazionale di Libera.


Per informazioni e visite guidate (anche per piccoli gruppi), telefonare al n. 3382375373.


Gheradini e Daniela Morozzi

sessione comunicazione scuola di legalità - 3 marzo - Fuligno, Firenze

Da Enrico news speciali di marzo 2012

Ciao a tutti!
Grazie a tutti per l'aiuto e l'entusiastico sostegno dato alla nostra canzone per la campagna di "M'illumino di meno" - canzone con la quale abbiamo contribuito attivamente alla manifestazione (risultando vincitori del premio per il video legato alla canzone stessa, oh yeah: video che ha superato a oggi i 6000 passaggi su youtube), e organizzando un minitour di m'illumino, di cui vi invito di seguire il resoconto in video sul canale youtube di materiali sonori (www.youtube.com/materialisonori). Da adesso con Arlo Bigazzi e Canti Erranti stiamo lavorando attivamente a un disco di cui "Vedo chiaro, limpido vero" sarà una delle tracce, disco cantato initaliano, inglese, francese e yiddish e che si chiamerà "Fuori dal pozzo" - ne avrete più dettagli fra non molto.

Ma vi scrivo anche per un'occasione da ultimo minuto: grazie a una settimana libera nel suo tour europeo, sono riuscito a portare in Italia Steve Weintraub per un

Laboratorio di danze klezmer
4-5 marzo (Roma)
6-7 marzo (Firenze, con festa di Purim il 7 sera)

“A che serve la musica Klezmer, se non la sai ballare?”
(parafrasi di un verso di una canzone yiddish)

L'occasione è imperdibile: per la prima volta in Italia Steve Weintraub, punto di riferimento in USA per una danza al tempo stesso antica e moderna, molto ma molto divertente, e del tutto sconosciuta in Italia nonostante la relativa popolarità di cui il klezmer, che è essenzialmente musica da ballo, ha goduto come genere musicale.

a Roma, in collaborazione con il circolo Gianni Bosio e con il centro di cultura ebraica "Il Pitigliani": domenica 4 marzo, in via dei Cluniacensi 107 (traversa di via Tiburtina), stage di danze con Steve Weintraub dalle 15:30 alle 20:30; Lunedì 5 marzo, dalle 21:00, serata danzante al Pitigliani (piazzetta Arco de' Tolomei, 1) con Steve come maestro di danze, e musica dal vivo a cura di Enrico Fink e gli allievi del laboratorio musicale di musiche ebraiche del Gianni Bosio.

a Firenze, in collaborazione con la comunità ebraica: laboratorio il 6 dalle 20:00 in poi, festa danzante di Purim dalle 21:00 il 7 marzo, tutto nei locali della Comunità, via Farini 4.

Steve è considerato in America un "guru" della danza klezmer - collabora da decenni con tutti i principali gruppi del klezmer revival statunitense; e vale davvero la pena di venire a conoscerlo in un modo divertente e informale in una di queste occasioni.
Spero di vedervi, se la cosa vi interessa scrivetemi per prenotarvi!

Enrico Fink



Livorno 7 marzo

Dalle donne il coraggio di cambiare,
il coraggio di affermare la legalità


Una ragazza, Rita Atria …..solo 17 anni...


“ Forse un mondo onesto non esisterà mai
ma chi ci impedisce di sognare?
Forse, se ognuno di noi prova a cambiare
Forse, ce la faremo”
UNA STORIA….. UN MESSAGGIO DA RACCOGLIERE

Il valore della legalità, il senso civico e morale, la capacità di usare il libero arbitrio per interrompere prassi consolidate, il coraggio di cambiare….

7 marzo ore 16
sala consiliare Palazzo Granducale
P.za del Municipio, 4

Ne parleremo facendo riferimento a quanto narrato nel libro
“ Rita Atria, la picciridda dell’antimafia” di Petra Reski, ed. Nuovi Mondi

Saluti dell’assessore alle pari opportunità MARIA TERESA SPOSITO
Introduce e coordina LUPI ROSSELLA presidente Commissione Pari Opportunità

MARIA PIA LESSI Avvocata- Osservatorio del diritto di famiglia e Associazione Giuslavoristi Italiani
“ Le donne artefici di giustizia ”

PIER GIORGIO CURTI psicanalista
“ Il disagio della legalità “

ANNA LORETONI docente di filosofia politica alla Scuola Superiore S. Anna di Pisa
“ Educare alla cittadinanza ”

CLAUDIO GHERARDINI giornalista Pubblicista Free Lance, membro della Fondazione Caponnetto di Firenze
“ Noi e i mafiosi. Simulazione di una minaccia concreta e esempi realmente accaduti ”

Letture a cura di SIMONA DEL CITTADINO regista di Spazio Teatro

29 febbraio 2012

[MezzanotaBlog!] ITALIA WAVE TORNA AD AREZZO L’EDIZIONE 2012 DAL 12 AL 15 LUGLIO



ITALIA WAVE TORNA AD AREZZO

L'EDIZIONE 2012 DAL 12 AL 15 LUGLIO

 

 

Torna a casa il festival rock italiano più conosciuto all'estero!

 

Si svolgerà ad Arezzo dal 12 al 15 luglio l'edizione 2012 di Italia Wave Love Festival. L'Amministrazione aretina ha ufficializzato la proposta avanzata dalla Fondazione Arezzo Wave Italia, che dopo cinque edizioni sui palchi toscani e pugliesi ritrova la città in cui è nata e cresciuta, fino ad imporsi tra i massimi eventi europei di musica e culture giovanili.

 

"Torniamo a casa – commenta Mauro Valenti, ideatore del festival e presidente della Fondazione – ed è un ritorno voluto da tutta la città. Per questo riprenderemo il nostro nome originale, Arezzo Wave.

 

Il cartellone? Sarà fantastico e a prezzi contenuti, ma è ancora presto fare dei nomi. Di sicuro sarà un festival non solo di musica ma anche di arti varie, come nel nostro dna.

 

Il main stage sarà allo Stadio Comunale e tutta la città sarà coinvolta, attraverso una decina di spazi che ospiteranno concerti, incontri, eventi letterari, spettacoli teatrali…".

 

Italia Wave torna a casa, Arezzo Again!

 

 

 



--
Postato da tuttaunaltramusica su MezzanotaBlog! il 2/29/2012 11:48:00 AM

27 febbraio 2012

sangue e miele

http://eastjournal.net/2012/02/27/sangue-dei-balcani-e-miele-di-hollywood/

Sangue dei Balcani e miele di Hollywood
Lascia un commento Pubblicato da Filip S. su 27 febbraio 2012
di Jasmina Tešanović

traduzione dall'inglese di Filip Stefanović


Il mio nome è "Jasmina", e non per caso.

Mio padre era un serbo della Bosnia Erzegovina, che mi diede questo nome
musulmano perché fu partigiano. Sono nata a Belgrado, la capitale
dell'ex Jugoslavia. Il padre di mia madre non riusciva mai a ricordare
il mio nome esotico: a quell'epoca, nella sua regione, solo gli alberi
in fiore si chiamavano "gelsomini".

Non ho mai visto un film con Angelina Jolie. Forse una volta, mezza
addormentata, in aereo. Sono andata a vedere il suo film sulle guerre in
Jugoslavia, "Nella terra del sangue e del miele", perché dopo molti mesi
in cui l'ho ignorato, ho dovuto affrontare tutta la polvere che il film
ha sollevato tra i miei amici ed avversari nel mio ex paese. Ho già
visto lo straziene film "Grbavica" (in italiano "Il segreto di Esma",
ndt) della giovane regista bosniaca Jasmila Žbanić, che ha vinto il
premio di Berlino nel 2006. E ho seguito il processo al gruppo
paramilitare serbo degli "Scorpioni". Ho intervistato le vittime di
stupro ("Suitcase", University of California Press). Quando basta, basta.

Ho sofferto come un animale, come una bambina piccola. Avevo le lacrime
agli occhi, male allo stomaco ed ero sola nel grande cinema di Austin.
Gli altri tre spettatori se ne sono andati annoiati e stupiti: lasciando
un film girato tutto in un'oscura lingua straniera, con sottotitoli in
inglese, senza effetti speciali, e con una colonna sonora mal registrata.

In realtà il film sembra una riproduzione steampunk delle tipiche
coproduzioni belliche girate nell'ex Jugoslavia. Film con Richard Burton
nel ruolo di Tito, o altre produzioni di più bassa lega con attori
locali un po' ingenui e regia basilare.

È un film onesto, commovente e totalmente reale: prima di questo, ogni
volta che qualche straniero cercava di dirmi qualcosa sulle "mie
guerre", mi mandava in bestia, non importa con quale atteggiamento mi
approcciasse: politicamente corretto, umanamente sbagliato, o razionale,
o aggressivo.

Una volta intervistai una donna stuprata, immediatamente dopo che era
stata violentata dal postino del suo stesso villaggio, un amico di suo
figlio, dell'età di suo figlio. Disse soltanto, "Mi ha toccato ma lo
perdono, questa è una guerra, non sapeva ciò che faceva, mio figlio è là
da qualche parte sulle montagne, Dio sa cosa stia facendo lì pure lui".

È così che le donne spesso parlano e perdonano in Bosnia, cristiane o
musulmane. Ma l'uscita allo scoperto di queste donne coraggiose, per la
prima volta nella storia, ha permesso di criminalizzare lo stupro di
guerra come un crimine contro l'umanità.

La storia d'amore molto discussa tra lo stupratore e la vittima ricorda
il film culto di Liliana Cavani "Il portiere di notte", con Dirk Bogarde
nel ruolo del comandante nazista innamorato della sua prigioniera ebrea
Charlotte Rampling. La relazione ardente prosegue anche in tempo di pace
contro ogni avversità: anche "Il portiere di notte" è stato fortemente
discusso da tutte le parti quando è uscito molti anni fa. Mentre durante
le mie guerre, molti matrimoni misti di ogni giorno divennero tutto d'un
tratto storie di secondini e prigionieri.

I commenti dei personaggi pubblici regionali dell'ex Jugoslavia sono
deliranti: Vedrana Rudan, romanziera best-seller croata dice nel suo
blog: "Questo film di Angelina Jolie sullo stupro è certamente
scioccante, veramente scioccante. Certo, chi può girare un miglior film
sullo stupro dello stupratore stesso?". Intende dire gli americani,
Hollywood, la NATO…

Un sopravvissuto di guerra dice di Jolie che è una donna coraggiosa e
intelligente, che ha osato affrontare un argomento tanto terribile, e
come sopravvissuto ai campi testimonia: ogni cosa nel suo film è vera.

Rade Šerbedžija è forse il più talentuoso attore vivente dell'ex
Jugoslavia. Ora lavora a Hollywood. Rade, che è serbo, ha interpretato
il famoso generale serbo e criminale di guerra, Ratko Mladić, arrestato
quest'estate dopo anni di macchia. Egli ci offre una interpretazione
fantastica di un criminale di guerra; il miglior cameo di tutto il film,
la banalità macbethiana di un cattivo criminale new age punk, senza
morale, limitato dalla vuota, ubriaca retorica di genocidi e pulizie
etniche.

Nella parte serba della Bosnia, dove è stato perpetrato il genocidio
sulla popolazione musulmana, la pellicola non è benvenuta. Probabilmente
non verrà mai proiettata laggiù, e i politici locali non risparmiano la
star di Hollywood dello stesso abuso di retorica che i loro predecessori
usavano contro i musulmani.

Nella Serbia vera e propria, i tabloid di destra hanno accusato la Jolie
di essere di parte e di aver fatto radicali dichiarazioni antiserbe.
L'attrice ha negato, ma ha deciso di non andare a Belgrado per
promuovere il suo film. Si possono comprendere le sue ragioni. Ha già
presentato la sua pellicola a Sarajevo e Zagabria e ricevuto ovazioni.

Non penso sia un dovere morale di Angelina Jolie girare dei film sulle
Guerre dei Balcani. Non era nemmeno dovere di Susan Sontag o Levi
difendere Sarajevo negli anni '90, sotto assedio serbo. Ma coloro che sì
ebbero un dovere morale, l'ONU e la NATO, non fecero molto al riguardo,
mentre i serbi in Serbia vivevano nel diniego. Qualcuno deve pulire le
macerie. E mi spiace molto non sia un film di Belgrado bensì di
Hollywood. Ancora una volta la Serbia ha perso un'occasione storica per
reclamare il suo senso morale. E davvero, chi avrebbe potuto girare un
film migliore sugli stupri degli stupratori stessi!

Le mie amiche femministe degli Stati Uniti vogliono usare il film della
Jolie per supportare le campagne contro l'abuso delle donne negli stupri
di guerra. Ma le mie amiche femministe delle attuali zone di guerra non
sono propense a vedere le loro tragiche vite usate come materiale per i
prodotti di Hollywood.

Troppo recente, troppo fresco, troppo doloroso, direbbero i critici; ma
solo facendo i nomi dei colpevoli gli innocenti saranno liberi. Come ha
dichiarato la Jolie alla stampa, ha vissuto circondata dalla stampa per
molti anni, e ora ha finalmente una storia da raccontare loro. Ebbene,
certa gente ha molte storie oscure da raccontare, mentre difficilmente
ci sarebbe qualcuno disposto ad ascoltarle. Non sono eroiche e non hanno
un lieto fine.

Questo film di Angelina Jolie non porterà pace alla regione. Ad ogni
modo, la triste storia che racconta è senz'altro la storia della
cosiddetta pace regionale odierna.

25 febbraio 2012

Angelina, unico commento uscito in italia per ora

Scritto comunque NON da un italiano...... su In the land of blood and
honey del quale si parla ovunque eccetto che in Italia.....

cliccare o copiare sul browser!

http://www.corriere.it/esteri/12_febbraio_25/levy-la-guerra-di-angelina-bosnia_6b8bce7c-5f7b-11e1-bae2-adaf00d4a3f2.shtml


saluti cari

claudio

CARCERI: RADICALI: ZONNO FACCIA LUCE SULLA VICENDA DEI DUE FERMI MORTI IN CAMERE DI SICUREZZA.

CARCERI: RADICALI:  ZONNO FACCIA LUCE SULLA VICENDA DEI DUE FERMI MORTI IN CAMERE DI SICUREZZA.


Dichiarazione del Sen. Marco Perduca (Radicali) e di Maurizio Buzzegoli (Segretario Ass. Andrea Tamburi).

25 feb., Firenze – Quello di oggi è il secondo caso di morteda chiarire che avviene all’interno della camera di sicurezza della Questura di Firenze: il ventenne marocchino è la quarta vittima dall’inizio dell’anno nel capoluogo fiorentino connessa collo stato illegale della giustizia italiana alla quale di decreto Severino non ha dato purtroppo risposte capaci di andare alla radice del problema, anzi, parrebbe quasi aggravarlo. L’inidoneità della struttura a trattenere i custoditi e la conseguente difficoltà da parte degli agenti ad assicurare l’integrità fisica di quest’ultimi devono essere valutati quanto prima.  Ci auguriamo che il Dott. Zonno possa quanto prima far chiarezza su quest’ultima morte, rispettando la concezione che la giustizia deve farsi carico, oltre che della vittima, anche dell’autore del reato. ”

Maurizio 3391501028 /             3426378738

24 febbraio 2012

Recall "La pazza gioia" -prima nazionale 26 febbraio h 18.00 - Teatro Comunale Niccolini - San Casciano V.P.

Compagnia Xe di Julie Ann Anzilotti


 “La pazza gioia”

Un incontro tra teatrodanza e abilità differenti

 

Prima nazionale

Domenica 26 febbraio 2012 ore 18.00

Teatro Comunale Niccolini

San Casciano Val di Pesa (FI)

 

 

Con il sostegno di: Comune di San Casciano Val di Pesa, Regione Toscana, Associazione Per Crescere Insieme, Progetto “Teatro per il teatro”, Banca del Chianti Fiorentino e Monteriggioni.

 

 

Compagnia XE di Julie Ann Anzilotti

C/o Teatro Comunale Niccolini

Via Roma, 47

50026 San Casciano V. Pesa (Fi)

Tel /fax 0558290193 – 328/3044707

www.compagniaxe.it

compagniaxe@ambrogiovoice.com


 

06 febbraio 2012

Una bella storia

http://www.pisanotizie.it/news/news_20120206_cento_passi_contro_mafie_gherardini_fondazione_caponnetto_limonaia_pisa.html