15 settembre 2010

Calabria

Ciao!
Allora ti scrivo sulla Calabria, lato golfo di Santa Eufemia.
Vivendo sopra a un mercatino rionale e centro commerciale COOP a Firenze
e guidando nella mia città fra gli scooter saetta, il silenzio e
l'educazione della gente di Lamezia mi ha fatto molto piacere. Al bar mi
hanno dato del Voi e il caffè costava 60 centesimi........ Le strade
sono in gran parte pulite e il traffico scorre bene. Se non si sapesse
chi comanda davvero e quanti sono quelli che non fanno il proprio dovere
tra i dipendenti statali di tutti i tipi, si penserebbe a un posto
davvero gradevole dove poter abitare. Il profumo del mare e delle
piante, i fichi d'india maturi e la gassosa al caffè sono solo alcune
delle gioie da apprezzare. Il cibo e i vini, la natura e le spiagge sono
bellissimi.
Sono stato ospite di un carissimo amico e della sua bellissima famiglia,
che possiamo definire "vittima non cruenta" della mafia locale. Almeno
per ora….. non cruenta. Con lui sono andato a vedere un mancato
villaggio industriale di dimensioni enormi dove solo pochi lotti sono
utilizzati e ho visto una costellazione di carte bollate a immobili di
varia natura sotto sequestro. Basta guardare alle porte o ai cancelli e
se vediamo un foglio appeso è quasi certamente un atto di sequestro per
mafia o truffe attigue. Ci sono zone adibite a discariche a cielo aperto
ma quelle più pericolose sono le discariche nascoste, spesso radioattive
e tossiche. Villaggi apparsi dal niente con denari stranieri. Ma chi può
costruire indenne un villaggio turistico da queste parti? Russi,
spagnoli? Certo ma con "giroconti" di chi?
Poi ci sono gli edifici gemelli: paghi uno ma il prezzo è doppio e ne
nascono due, con i fondi europei.
Il periodico locale, Il Lametino, espone in tutte le edicole una
locandina dove il gestore della concessionaria FIAT di Lamezia dichiara
di cedere tutto e arrendersi alle pressioni di chi vuole sostituirlo.
Toyota a una famiglia e FIAT a un'altra. Le auto si comprano dalle
cosche. Lo Stato esiste ma è in minoranza.
A Firenze la gente sta incattivendosi sempre più, una amica livornese
guida impaurita tra i caroselli di bus turistici e scooter, i pedoni
sono a rischio sulle strisce pedonali, ma la mafia qui non si vede anche
se in Toscana ci sono già diversi sequestri importanti e certo sono solo
punte di un iceberg. La Toscana piace ai sovrani, alle star e ai boss, a
tutti.
Bisognerebbe fare scambio casa con i calabresi per qualche mese e così
ci capiremmo meglio. Ma questo vale per tutti i popoli e tutte le
terre……….. Spero di tornare presto al Sud. cg

Antimafia Duemila - Anniversario omicidio Puglisi

http://www.antimafiaduemila.com/content/view/30588/48/


Claudio gherardini
Inviato da iPad

05 settembre 2010

spiegazione di Gaber 1991

Ecco la spiegazione di quanto accade oggi, spiegata già nel 1991:

http://www.youtube.com/watch?v=Az6bDvP05no


saluti settembrini a tutti


cla
--  Società per le Idee Associazione Culturale in Firenze email: claudiogherardini@societaperleidee.it fax: +391786081497 sede legale  c/o Studio Basegni Via Giambologna 37 50132 Firenze (FI)  codice fiscale 94163350484 IBAN IT45 Q050 1802 8000 0000 0125 888 www.societaperleidee.it

26 luglio 2010

clagher ti ha inviato il video "sonia brex-naif_trailer1.mp4"

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clagher ha condiviso con te una di video su YouTube:

Frau Brex,
the comic Character created by Piero Tonin
in
"NAIF"- Sonia Brex new Album
10 September on Piranha Musik !
© 2010 YouTube, LLC
901 Cherry Ave, San Bruno, CA 94066

24 luglio 2010

Fwd: ULTIMA SERA DI ITALIA WAVE: INGRESSO GRATUITO ANCHE ALLO STADIO PER I CONCERTI DEL MAIN STAGE!



Claudio Gherardini
Inviato da iPhone

Inizio messaggio inoltrato:

Da: "Ufficio stampa \"Italia Wave\"" <press@arezzowave.com>
Data: 24 luglio 2010 14:55:56 GMT+02:00
A: <Undisclosed-Recipient:;>
Oggetto: ULTIMA SERA DI ITALIA WAVE: INGRESSO GRATUITO ANCHE ALLO STADIO PER I CONCERTI DEL MAIN STAGE!

 

 

 

 

ULTIMA SERA DI ITALIA WAVE: INGRESSO GRATUITO ANCHE ALLO STADIO PER I CONCERTI DEL MAIN STAGE!

Annullati i biglietti, saranno rimborsati:

 il festival chiude con una festa per il pubblico e per tutta la città!

 

L'ultimo giorno di Italia Wave 2010 sarà completamente gratuito, anche lo stadio comunale che ospita il Main Stage con i concerti di Hanggai, Après la classe, Julian Marley e Ojos de brujo sarà ad accesso libero.

 

È quanto ha deciso questa mattina il direttore artistico del festival, Mauro Valenti: "Siamo a Livorno da tre anni, è stata una bellissima scoperta, abbiamo conosciuto tanta gente con cui abbiamo stretto ottimi rapporti. Vogliamo chiudere il festival e questo primo ciclo a Livorno con una festa per tutti, per il pubblico di Italia Wave e per tutta la città. Pensiamo di aver portato una ventata di aria fresca, artisti da tutto il mondo che hanno avuto modo di conoscere questa splendida città di mare".

È un invito soprattutto diretto a tutta la città, alle famiglie, ai bambini. Musica, cinema, dibattiti, fumetti: tutto ad ingresso libero dalle 10 del mattino fino a tarda notte nelle varie zone della città che ospitano gli eventi di Italia Wave: la Rotonda d'ardenza, la Fortezza Vecchia, lo Stadio Comunale.

 

Un messaggio a tutti in questi tempi di crisi. I biglietti e abbonamenti acquistati saranno rimborsabili domenica 25 luglio presso le biglietterie dello stadio Armando Picchi (Via dei pensieri, curva nord).

 

Tutto il programma della giornata su www.italiawave.com 

.

 

 

UFFICIO STAMPA 
Italia Wave Love Festival
Fondazione Arezzo Wave Italia
_____________________________
Silvia Poledrini
Via Buonconte da Montefeltro 4/10
52100 - Arezzo

Tel.: +39 (0) 575 401722
Fax. +39 (0) 575 296270
silvia@arezzowave.com
www.italiawave.com

<55_iw2010_25_fi_li.doc>

Fwd: ULTIMORA: INGRESSO GRATUITO ALL'ULTIMA SERATA DI ITALIA WAVE! JULIAN MARLYE, OJOS DE BRUJO, APRES LA CLASSE



Claudio Gherardini
Inviato da iPhone

Inizio messaggio inoltrato:

Da: "Ufficio Stampa \"Italia Wave\"" <press@arezzowave.com>
Data: 24 luglio 2010 14:35:42 GMT+02:00
A: claudiogherardini@gmail.com
Oggetto: ULTIMORA: INGRESSO GRATUITO ALL'ULTIMA SERATA DI ITALIA WAVE! JULIAN MARLYE, OJOS DE BRUJO, APRES LA CLASSE
Rispondi a: "Ufficio Stampa \"Italia Wave\"" <press@arezzowave.com>

Comunicato stampa:


GRAN FINALE ITALIA WAVE

JULIAN MARLEY
OJOS DE BRUJO

HANGGAI - APRES LA CLASSE

e tanti altri ospiti!

 

Domenica 25 luglio a Livorno

 

ULTIMORA: INGRESSO GRATUITO

DOMENICA ANCHE AI CONCERTI DEL MAIN STAGE

 

 

Si chiude domani domenica 25 luglio con una giornata di incontri, letteratura, cinema e… una scorpacciata di buona musica, l'edizione 2010 di Italia Wave Love Festival, a Livorno. Tutto ad ingresso gratuito! Anche i concerti di Julian Marley, Ojos De Brujo, Hanggai e Apres la classe allo Stadio, per i quali era previsto in origine un biglietto di 12 euro.

Una festa per tutto il pubblico di Italia Wave e per la città di Livorno che ha ospitato il festival per questi primi 3 anni, un messaggio a tutti in questi tempi di crisi. I biglietti e abbonamenti acquistati saranno rimborsabili presso le biglietterie dello stadio Armando Picchi.

 

Il programma prevede allo stadio nel Main Stage del festival il concerto di Julian Marley (ore 22,20), il più giovane erede del leggendario Bob. Da sempre immerso nella musica, si narra abbia registrato la prima canzone a 5 anni, nella casa di famiglia a Kingston. L'influenza del padre è evidente, ma il reggae di Julian è ricco di spunti innovativi e trame originali. Marley junior è presente a Italia Wave anche per un tributo al festival reggae Rototom Sunsplash di cui si parla nel pomeriggio di domenica alla Fortezza Vecchia di Livorno con il direttore artistico Filippo Giunta.

 

A proposito di Rototom Sunsplash impossibile non ricordare il gruppo che alle 19,30 apre la serata del Main, gli Arawak, vincitori del Rototom Sunsplash contest. Alle 20 ecco invece il punk rock in salsa mongola dei cinesi Hanngai, seguito a ruota (ore 21) dalla patchanka ska degli Après la classe. A chiudere il festival (ore 23,55), da Barcellona, il cocktail reggae, hip hop e flamenco degli Ojos de brujo.

 

Dallo stadio alla Fortezza Vecchia, dove alle 18,30 partono gli eventi di Cultwave (ingresso gratuito): protagonista ancora Julian Marley, ospite dell'incontro "Exodus: storie da Rototom Sunsplash", che Italia Wave dedica al più importante festival reggae europeo, costretto a emigrare in Spagna. Intorno al tavolo anche Filippo Giunta (direttore artistico Rototom Sunsplash), Mauro Valenti (direttore artistico Italia Wave) e Giuliano Giuliani.

A seguire (ore 19,30) Roberto Calabrò presenta il libro "Eighties Colours. Garage, beat e psichedelia nell'Italia degli anni Ottanta". Dalle 21.30 i film di Cinewave: "Transylvania" (di Tony Gatlif, 2006) e "Exils" (di Tony Gatlif, 2003).

Matinée rock invece alla Rotonda d'Ardenza: dalle ore 10 ruggisco no i gruppi del Wake Up Stage (ingresso gratuito): Alibi Fulmine (Liguria), Circolo vizioso della farfalla (Molise), Noir (Valle d'Aosta), oltre ai Criminal Jokers.

Sempre alla Rotonda, dalle 15 (ingresso gratuito) ancora musica con Ognun Ferraille, I Venus, Il Pan del Diavolo, Krikka Reggae, Sir Oliver Skardy & Fahrenheit 451.

 

 

 

UFFICIO STAMPA 
Italia Wave Love Festival
Fondazione Arezzo Wave Italia
______________________________
Silvia Poledrini e Alessandra Pistocchi
Via Buonconte da Montefeltro 4/10
52100 - Arezzo
Tel.: +39 (0) 575 401722
Fax. +39 (0) 575 296270
Mob.: +39 335 1942881
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<55_iw2010_25.doc>

19 aprile 2010

italiawave 2010!

Comunicato stampa (vedi allegato):  ITALIA WAVE LOVE FESTIVAL 2010 ECCO I PRIMI NOMI!  22 LUGLIO OK GO! (unica data italiana) EDITORS GROOVE ARMADA (unica data italiana)  23 LUGLIO FAITHLESS (unica data estiva in Italia)  24 LUGLIO UNDERWORLD (unica data italiana)  25 LUGLIO OJOS DE BRUJO JULIAN MARLEY  Un giorno in più per Italia Wave Love Festival 2010: dal 21 al 25 luglio cinque intense giornate di grande musica dal vivo con tre band in data unica e un’esclusiva estiva.   Approdano a Livorno gli Underworld, pionieri della musica elettronica moderna che con Born Slippy in Trainspotting sono diventati la colonna sonora di un’intera generazione, i Faithless, profeti e guru  della dance che ritornano dopo il grandissimo successo di ‘God is a dj’ con un attesissimo nuovo album ed i Groove Armada con il fresco di stampa Black Light dal vivo con il nuovo spettacolo tra rock ed elettronica. Ed ancora da Chicago gli Ok go!, resi celebri dai videoclip autoprodotti a basso costo grazie ai quali hanno scalato le classifiche americane ed europee diventando un vero fenomeno in rete vincendo il YouTube Video Awards, parodiati anche dai Simpson e con un nuovo lavoro uscito a gennaio: “Of the blue colour of the sky”. E sempre dalla vette delle classifiche l’attesissimo ritorno in Italia dei beniamini della neo-wave inglese, gli Editors, che con l’ultimo disco ‘In this light and on this evening’ si confermano una delle band più innovative del panorama rock internazionale.  Vanno ad aggiungersi alla programmazione di Medwave, il progetto musicale dedicato al Mediterraneo che si svolgerà la prima serata del festival (21 luglio) con la produzione inedita di Daniele Silvestri e Orchestra di Piazza Vittorio e con artisti in esclusiva provenienti da Marocco, Francia, Algeria, Spagna e Libano come Hindi Zara, Amazig, La Kinky Beat e I-Voice. E poi ancora Italia Wave 2010 propone il concerto-fiesta dei Ojos de brujo e il reggae di Julian Marley, figlio del mitico Bob per festeggiare e ballare insieme al festival reggae Rototom Sunsplash domenica 25 luglio. Sono tutti ospiti che si esibiranno sul Main Stage: rock, elettronica, musiche dal mondo, reggae e festa per il festival italiano con il biglietto più basso. Sono i primi nomi di un cartellone che conterà più di un centinaio di eventi tra musica e altre arti, tra ospiti affermati e il meglio della musica emergente dall’Italia e dall’Europa.  Gli spettacoli di Italia Wave si svolgono infatti tutti i giorni dalle 10 del mattino nei palchi musicali ad accesso gratuito Wake Up stage e Psycho stage collocati vicino al mare presso la Rotonda d’Ardenza, proseguono nel pomeriggio con l’area dedicata a fumetto, letteratura, cinema e “incontri d’autore” nella Fortezza Vecchia al porto di Livorno sempre ad entrata libera e infine la sera si può accedere al Main Stage dello stadio comunale gratuitamente il primo giorno con gli ospiti di Medwave (21 luglio) e con un abbonamento di 60 euro (fino al 30 giugno) per le successive 4 serate (22 - 25 Luglio). Anche i singoli biglietti sono decisamente a prezzo contenuto: 22 euro l’ingresso allo stadio per le serate di giovedì 22 (OK GO!, EDITORS, GROOVE ARMADA) e venerdì 23 luglio (FAITHLESS). 25 euro per il Sabato 24 (UNDERWORLD) mentre domenica 25 luglio, giornata conclusiva dell’edizione 2010 (OJOS DE BRUJO e JULIAN MARLEY) si spendono 12 euro.  Uno sforzo sensibile per mantenere prezzi contenuti pur con nomi di caratura internazionale, la prima serata ad ingresso gratuito anche allo stadio e il resto della programmazione ad accesso libero. Anche l’accoglienza di chi verrà con tenda e sacco a pelo a Livorno, curata per il terzo anno Arci Livorno, sarà di qualità e a costo accessibile per tutti: il campeggio del festival costa infatti 7 euro al giorno e 30 euro per restare tutte e 5 le giornate del festival.   Insomma, tutto pronto per una vacanza musicale di primo piano, tra live di grandi artisti internazionali e la scoperta di giovani talenti emergenti con l'entusiasmo e la vivacità culturale che da anni caratterizzano Italia Wave collocandolo tra i più importanti festival d'Europa. Le prevendite sono aperte dal 15 aprile sui circuiti Booking Show (www.bookingshow.com), Ticket One (www.ticketone.it) e Box Office (www.boxoffice.it).  Tutti gli aggiornamenti su www.italiawave.com   

09 aprile 2010

06 aprile 2010

03 aprile 2010

clagher ti ha inviato il video "Lugubre alleanza oscurantista"

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clagher ha condiviso con te una di video su YouTube:

Si stanno richiamando gli spettri delle crociate contro il libero arbitrio e contro gli infedeli. La Lega è istintivamente precipitata nella spirale oscurantista più gradita agli inquisitori rimasti in Vaticano ai quali non pare il vero di accondiscendere a alleanze xenofobe pur di rivendicare il diritto al controllo sulla vita altrui.
© 2010 YouTube, LLC
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27 marzo 2010

esiste un populismo buono?????

IL turpiloquio è migliore se è di sinistra? La demagogia e il culto della persona e del leader sono migliori a sinistra che a destra?

11 marzo 2010

evento 15 marzo

Il Circolo ARCI “Due Strade”

Circolo ANPI “Ivo Soldi”

L’ANPI sezione Oltrarno

il Coordinamento Antimafia di Firenz

vi invitano all’incontro sul tema

Nel ricordo di


PIERO CALAMANDREI


salviamo la nostra COSTITUZIONE!


con la partecipazione di


Silvia CALAMANDREI

dell’Associazione Calamandrei - Barile


Stefano MERLINI

Costituzionalista dell’Università di Firenze


Stefano PASSIGLI

Già Senatore della Repubblica


Silvano SARTI

Partigiano, Presidente dell’ANPI Provinciale di Firenze


Brani scelti saranno letti dall’Attore

Italo DALL’ORTO


Conduce

Fiorenza SOCCI

Istituto per l’Informazione Giuridica del CNR di Firenze



Lunedì 15 Marzo 2010, ore 21

Circolo ARCI Due Strade

Via Senese 129/r, Firenze



Chi di firme ferisce, di firme perisce - Lista Bonino Pannella

11 febbraio 2010

Il mio fraterno amico Sandro da Spalato mi invia questo articolo di Paolo Rumiz dal Piccolo di Trieste che invito molto caldamente a leggere.

Sandro Damiani 11 febbraio alle ore 12.53

Io ti suggerisco il pezzo di Paolo Rumiz (Il Piccolo) di Trieste:


Foibe e Risiera, la strana ”simmetria” per pacificare la memoria sugli ex confini
di Paolo Rumiz

Per arrivare a una pacificazione non è sufficiente onorare soltanto i morti delle Foibe e della Risiera
A due settimane dal Giorno della Memoria, il 10 febbraio ritorna il Giorno del Ricordo dedicato agli esuli d’Istria e Dalmazia e ai morti nelle foibe. Torna con la sua carica di emozioni forti e il suo seguito di dispetti diplomatici fra Italia, Slovenia e Croazia. Ogni volta la stessa storia. Quasi un tormentone a orologeria. 

Come noto, per metterci una pietra sopra, Roma chiede a Lubiana e Zagabria di concordare un atto simbolico di omaggio ai due luoghi contrapposti della barbarie: le foibe appunto, e la Risiera di Trieste, unico forno crematorio nazista in terra italiana. Un doppio atto catartico, si afferma. Una contrizione equanime e simmetrica, come i due piatti di una bilancia.

Ma è qui il punto. So bene che molti non saranno d’accordo, ma a mio avviso quella tra le foibe e il Lager triestino è una falsa simmetria. Mi spiego. Noi chiediamo ai nostri vicini di riconoscere una colpa loro, e in cambio offriamo di dolerci di una colpa niente affatto nostra. La Risiera è un simbolo pesante. Ma ha un difetto: venne gestita da tedeschi, e Trieste era territorio del Reich.

È difficile che funzioni. È come saldare un debito con moneta altrui. Perché non si cerca altro? Strano che l’Italia antifascista non ci pensi. Di luoghi alternativi ce n’è d’avanzo. Per esempio l’infame e italianissimo campo di concentramento di Gonars in Friuli, dove civili sloveni e croati furono fatti morire di fame; o il villaggio di Podhum sopra Fiume, una Marzabotto firmata Italia del ‘42, con cento civili fucilati, incendio e deportazione dei sopravvissuti.

Sarebbe facile, ma temo che se le nostre controparti ci dicessero davvero “offriteci un pentimento un po’ più italiano”, saremmo colti da amnesia collettiva. Da troppi anni il Paese evita il nodo del pentimento; si genuflette ad Auschwitz ma sorvola sui delitti del Ventennio. Squalifica i liberatori, li trasforma in occupatori, minimizza quel regime che pure Fini ha dichiarato “male assoluto”, e anziché chiedere scusa si limita a costruire un’agiografia di “fascisti buoni” salvatori di ebrei, o dedica strade a propagandisti del Ventennio.

Ma questo crea un rischio concreto: che il 10 febbraio vada in collisione col 27 gennaio, o addirittura lo neghi. L’equivalenza criminale tra foibe e lager triestino sembra fatta per tirarsi dietro un’equivalenza politica: nazifascismo=comunismo, mali assoluti entrambi. Ma come possiamo sostenerlo senza negare proprio l’evento fondativo del Giorno della Memoria, e cioè che il 27 gennaio a entrare ad Auschwitz fu l’Armata Rossa?

Non basta. Il 10 febbraio lascia intendere che pure noi italiani abbiamo avuto la nostra Shoah. Le nostre vittime, si dice, furono “martiri”. Ma il termine indica l’accettazione della morte in nome di un’idea, cosa che non fu, tanto è vero che non viene applicato nemmeno ai morti di Auschwitz. Difendere questa parola non rischia di sminuire l’orrore incommensurabile dell’Olocausto?

Da noi tutto è soggetto a lifting, dalla faccia dei primi ministri alle leggi finanziarie: figurarsi il Ventennio. In questa cosmesi Trieste ha una funzione-chiave. Qui i liberatori dell’Est e dell’Ovest andarono a scontrarsi e la ferocia vendicativa dei primi si scatenò come sappiamo. Ciò ne fa una piazza irrinunciabile per la Destra. Il posto ideale per equiparare i partigiani ai briganti e riciclare i fascisti come difensori della frontiera minacciata dal comunismo.

Ma se questo è il fine, allora il 10 febbraio e il 27 gennaio rischiano entrambi di svuotarsi di senso e ridursi a un’autoassoluzione. In fondo la colpa dei forni crematori è tedesca, quella delle foibe slava, e dunque possiamo sempre concludere: innocenti noi, barbari loro. Deponiamo corone d’alloro e torniamo a casa contenti di essere stati, ancora una volta, italiani “brava gente”.

Pensiamoci un attimo. Siamo l’unica nazione europea che ha ben due giorni dedicati alla Memoria. E siamo anche gli unici a servircene non tanto per chiedere scusa quanto per esigere scuse da altri. Ma allora a che serve questo nostro 10 febbraio? A celebrare morti e confortare profughi, come è doveroso, oppure ad assolvere gli stessi squadristi che plaudirono alle leggi razziali?

L’Italia ignora che quelle leggi furono proclamate settant’anni fa proprio a Trieste ed ebbero un tragico preludio nella repressione contro sloveni e croati fin dal 1920, con diciotto (!) anni di anticipo sulla Notte dei Cristalli. E pochi sanno che i “nostri” ebrei furono portati a morire sulla base di liste tutte italiane, accuratamente redatte nel ’39 dall’ufficio “anagrafe e razza”. Perché non lo si dice chiaro?

Perché quel giorno infausto, di cui è appena trascorso il settantesimo anniversario, è stato ricordato in tono minore? Perché non s’è detto chiaro che quel tragico annuncio in piazza Unità ebbe in risposta non un silenzio attonito ma sette – ripeto, sette - ovazioni? C’è chi dice che le leggi razziste dipesero dall’influenza tedesca, ma Mussolini fu esemplarmente chiaro: “Coloro i quali credono che noi abbiamo obbedito a imitazioni – disse - sono poveri deficienti cui non sappiamo se dirigere disprezzo o pietà”.

Oggi in Italia si bruciano barboni, le ronde vanno a caccia di “musi neri”, nelle banlieues è scattata l’emergenza etnica, la presidenza del consiglio invece di unire il Paese lo spacca drammaticamente. Lo stesso Fini e parte della Destra sono preoccupati. Ma non è proprio questo che li dovrebbe obbligare a tener desta la memoria per evitare derive balcaniche al Paese? I Balcani non sono forse una tragedia etnica costruita sul cattivo uso della memoria?

Invece l’antislavismo resta un pregiudizio vivo a Nordest, e Trieste continua a essere un tappo formidabile sulla Ostpolitik italiana. Il Muro è caduto vent’anni fa, il confine con la Slovenia è caduto, ma la “svendita dell’italianità” è ancora il termine insultante con il quale certa nostra imprenditoria, per invocare protezionismi, bolla in nome della patria ogni tentativo di accordo di frontiera, lasciando così in apnea il porto di Trieste.

Non si capisce una cosa ovvia. La potenza tedesca si basa su un pilastro: l’aver chiesto scusa. È questo che ha dato credibilità all’espansione economica di Berlino a Oriente. Noi – che con tutta evidenza ci siamo macchiati di colpe minori - non l’abbiamo fatto, con la conseguenza che l’allargamento dell’Unione europea a Est va a due velocità. A Nord arriva alle porte di Pietroburgo; a Sud non arriva a Punta Salvore.

Lo chiamano ricordo, ma quante rimozioni! Non si dice che nel ’19, dopo i bei Ragazzi del Novantanove, sulla frontiera arrivarono uomini neri a portare arroganza, sopraffazione e morte. Si omette che decine di migliaia di austriaci se ne andarono da Trieste a guerra finita perché l’Italia aveva chiuso le loro scuole, dopo che Vienna aveva lasciato fiorire la lingua italiana.

Si dice che Trieste fu “redenta”, ma non aveva nulla da cui redimersi. Il porto funzionava, Vienna investiva cifre enormi nello sviluppo, la rete ferroviaria era al top. Il fascismo invece castigò l’Adriatico: la flotta passò al Tirreno e Genova con Napoli saldarano il conto della sconfitta navale di Lissa, inflitta 50 anni prima dagli istro-dalmati sotto il vessillo dell’aquila bicipite.

Perché oggi si dedicano discorsi persino ai papalini uccisi a Porta Pia, ma non agli istriani, dalmati, goriziani e triestini che morirono sul fronte russo per obbedire al loro imperatore? Per essi nemmeno un fiore sui Carpazi. Vanno dimenticati solo perché disturbano l’immagine di Trieste italianissima? Quanta storia inghiottita da un buco nero.

Giampaolo Pansa fa le pulci alla Resistenza. Benissimo. La storia va sviscerata senza paura. Il problema è che pochi fanno le pulci al fascismo. Chi parla delle repressioni nella Trieste operaia, degli assalti agli sloveni e della loro lingua negata? Chi dei cognomi italianizzati in massa, o dei lager del Duce dove tanti bambini stranieri morirono di stenti tra il ’41 e il ’43? Silenzio indecente su tutto, anche sui 300 criminali di guerra mai passati in giudicato, o sugli squadristi riabilitati nel dopoguerra.

È dal ’45 che la Destra persegue coerentemente questa rilettura. Ora ha in gran parte raggiunto il suo obiettivo. A furia di insistere ha ottenuto di fissare il Giorno del Ricordo al 10 febbraio, data del “tradimento” (il trattato di pace che ha ceduto terre a Tito) che mi pare scelta apposta per fomentare revanscismi. Nulla è più pertinace della memoria dei Vinti.

Il risultato è che oggi l’Italia accetta di celebrare le foibe evocando solo la barbarie slava e ignorando quella italiana. Onestà vorrebbe che nel gioco delle scuse incrociate si sostituisse la falsa simmetria con una simmetria autentica. Solo così il dopoguerra, a mio avviso, potrà dirsi finito sulla frontiera. Senza onestà la memoria resta zoppa, e il giorno del Ricordo potrà creare tensioni ancora a lungo. A meno che non sia proprio questo che si vuole.

06 febbraio 2010

Adriano Sofri parla di Marek Edelman

Marek Edelman adriano sofri wlodek goldcorn ryba ludmila varsavia polonia nazismo fascismo

Giovedì 21 gennaio 2010 ore 18 alle Oblate Firenze presentazione di “C’era l’amore nel ghetto” di Marek Edelman
Con Adriano Sofri, Wlodek Goldkorn e la traduttrice Ryba Ludmila


Dalla prefazione a “C’era l’amore nel ghetto” di Marek Edelman, Sellerio -la memoria pp.180 di Wlodek Goldkorn e Adriano Sofri .

Marek Edelman è morto la sera del 2 ottobre 2009 a Varsavia, all’età di 90 anni. È stato lucido e attivo fino alla morte. Non è un modo di dire. Si preparava a venire in Italia. Abbiamo dovuto aggiungere queste righe iniziali quando il libro era già composto. E abbiamo deciso di lasciare le righe seguenti così com’erano, senza correggere il modo presente in cui parliamo di lui. Non per echeggiare gli slogan consolatori, «Marek è vivo», di cui avrebbe riso. Marek è morto. Ma passerà molto tempo prima che ci abituiamo alla sua assenza. Era l’ultimo, per così dire. È morto il guardiano della memoria. Tuttavia bisogna che siano altri a custodirla, come sono capaci.
C’è uno spreco e un cattivo uso delle parole e delle analogie, quando si parla della Shoah: un impiego della retorica che privilegia la metafora a scapito della vita e delle vite. Si dimentica, o si ignora, che anche nel ghetto ci si innamorava, si litigava, si faceva politica, si sognava. Si sperava in un avvenire, addirittura. Ecco: il ghetto che cos’era? L’anticamera della morte? Certo, anche. Ma era, in condizioni davvero disumane, anche una vita supplementare, una prosecuzione della vita che gli ebrei conducevano prima della guerra. E a sua volta quella vita non era stata il preludio della catastrofe, e non può esservi ridotta. Tra le due guerre mondiali, in Polonia esistevano e fiorivano teatri yiddish; si producevano – assieme agli studios di Hollywood – film sonori in yiddish; c’erano reti di biblioteche, case editrici, associazioni sportive, sindacati, partiti politici. C’era una nazione di tre milioni di persone che parlava, pensava, scriveva, sognava, faceva politica e progettava il futuro in yiddish.
Ogni anno, da decenni, il 19 aprile a mezzogiorno, Marek Edelman porta un mazzetto di narcisi gialli ai suoi amici a ai suoi compagni, alle donne e agli uomini con cui ha combattuto nel ghetto di Varsavia. C’è una piazza enorme, disadorna, a Varsavia, una piazza dove sorge quello che ufficialmente si chiama il Monumento agli eroi dell’insurrezione nel ghetto di Varsavia: scolpito nella pietra che era stata portata lì per erigere un obelisco in onore di Hitler. Edelman, classe 1919, medico cardiologo, attivista dell’opposizione democratica polacca negli anni 1970, militante di Solidarnos´c´ negli ’80, impegnato in difesa di Sarajevo negli anni ’90, uno dei pochi superstiti di quell’ebraismo destinato ormai a diventare oggetto museale, o materia di ricerche dotte. La storia è finita così, e non è colpa di nessuno, se non di Hitler, dei nazisti e dei loro volenterosi complici. Ma la biografia di Marek Edelman contraddice quanti insistano a pensare che la storia doveva finire così, che l’ebraismo polacco (ed europeo, o quello diasporico in genere) non avesse alcuna via di scampo, perché destinato a perire, incapace di far fronte alle sfide della modernità.
Qui Marek Edelman racconta che cosa successe a questo mondo, a un pezzo di questa nazione, una volta finito nel ghetto. Non aspettarono passivamente di morire; non si avviarono alle camere a gas «come le pecore al macello». Cercarono invece in ogni modo, ciascuno a suo modo, di continuare il filo della vita di prima. Ogni giorno di nuovo affrontarono cruciali scelte politiche, esistenziali. E organizzarono la resistenza: che diede vita, in una smisurata sproporzione di forze, alla prima rivolta armata contro i tedeschi sul suolo dell’Europa occupata dai nazisti. L’insurrezione durò dal 19 aprile al 10 maggio 1943! («Armata»: vuol dire un arsenale di una decina di pistole, altrettante bombe a mano, e alcune decine di chili di esplosivo, contro la potenza militare nazista!).[…]

27 gennaio 2010

camerun

Da Terry del Capitini

26 Gennaio
L'altro ieri siamo stati in visita a Besali', il viaggio e' stato unico
e speciale e divertente anche se doloroso,molto in stile safari, ci sono
volute 3 ore all'andata e 3 al ritorno tutte sul cassone della jeep, con
7 ragazzi del College, attraverso la foresta.. per la strada soprattutto
i bimbi non facevano altro che salutarci con entusiasmo ed abbiamo anche
imparato a dire 'ciao' in lingua Bangwa 'alele'.. arrivati siamo andati
prima al College dove circa 600 ragazzi ci aspettavano e ci hanno
accolto calorosamente con dei canti, poi abbiamo consegnato i libri agli
studenti che erano entusiasti di riceverli.. ed i presidi che hanno
tenuto un discorso erano fieri di comunicare i loro progetti in campo
scolastico.. abbiamo pranzato ed anche li' il cibo era delizioso.. dopo
pranzo siamo andati alle scuola primarie dove i bimbi ci aspettavano
cantando una canzone di benvenuto.. appena scesi ci hanno circondato e
ci guardavano con ammirazione dandoci, secondo me, più importanza di
quella che in realtà abbiamo.. anche loro hanno cantato e ballato per
noi sotto il sole.. i bambini sono veramente meravigliosi e stare li'
davanti a loro era commuovente perche' non avevano comportamenti
infantili, ma anzi, come degli adulti, e' stato divertente vederli
mentre ci davano il cinque e ci toccavano le mani ; forse perche' erano
di colore diverso.. dopo siamo andati nel villaggio di Besali' e qualche
ragazzino si era intrufolato di nascosto con noi sulla jeep per non
farsi vedere.. nel villaggio dopo tutti i discorsi le donne anno
iniziato a ballare e qualcuno di noi si e' unito a loro.. guardare tutta
le persone del villaggio mi ha dato l'impressione di trovarmi in una
grande famiglia dove tutti si conoscono e si aiutano.. c'era un clima di
grande pace armonia e fratellanza anche nei nostri confronti che siamo
diversi perche' bianchi.. Terry

Camerun live

Fontem. College. Studenti durante una messa per inaugurazione mediacenter del college Our Lady, seat of Wisdom. Poco fa.

26 gennaio 2010

da Fontem - Cameron - Camilla della Ass. Cambiamente

Finalmente troviamo un po di tempo per scrivervi..il collegamento
internet dura dalle 8 di mattina alle 8 di sera e vi assicuro che la
connessione è molto molto lenta..e per l'appunto proprio in questi
giorni funziona male!
E' il quarto giorno e tutto va bene..sono state giornate molto intense e
piene di spunti su cui riflettere.
Arrivati in aeroporto siamo stati catapultati in una realtà dura e
sicuramente diversa da quella in cui viviamo..
Percorrere 100 metri dall'uscita dell'aeroporto al pullman che ci
aspettava, si è rivelata un0ardua impresa. Dopo aver ricevuto l'ordine
di rimanere uniti e compatti ci siamo avviati verso l'uscita.
Appena fuori siamo stai letteralmente assaltati da ragazzi che volevano
prenderci le valigie. Hanno tentato più volte di dividerci e creare
confusione..
guido,l'autista, a capo del gruppo ci ha difeso, rischiando seriamente
di arrivare alle mani con un uomo che tentava di prendere la valigia di
uno dei ragazzi.
montati sul pulmino ci siamo resi conto che tutto era successo in dieci
minuti..i più lunghi della nostra vita!
La prima notte abbiamo alloggiato a Douala, ospiti dei frati Spiritani.
Il giorno dopo siamo partiti per Fontem, ci aspettava un lungo
viaggio..circa sei ore!
A Fontem alloggiamo al centro Mariapoli, del movimento dei focolari, un
posto bellissimo nel bel mezzo della foresta..
il terzo giorno abbiamo incontrato i ragazzi del college.Siamo stati
accolti con grande felicità e vi assicuro che ognuno di noi ha trovato
dei nuovi amici. Sembrava che ci conoscessimo da una vita.
E' stato molto bello e commovente vedere come ogni barriere, il diverso
colore della pelle, la lingua, la cultura, sia stata abbattuta nel
momento stesso in cui i nostri sguardi si sono incrociati con i loro..
Grandi risate, tante foto, tanti abbracci hanno caratterizzato la
giornata con i ragazzi camerunesi.
Ci hanno insegnato una canzone che non facciamo altro che cantare tutti
i giorni.
Insieme abbiamo preparato i libri da portare ai ragazzi di Besalì il
giorno dopo..
Besalì è un villaggio a 40 km da Fontem, ci si arriva in tre ore di
viaggio in pick-up..vi lascio immaginare le condizioni della strada.
arrivati siamo stati accolti con grandi cerimonie..
I libri che avevamo preparato con i ragazzi del college di Fontem erano
il premio per i migliori studenti della scuola di Besalì, che esiste
solo da 6 anni..
Abbiamo incontrato il Fon di Besalì..e dopo una giornata molto intensa e
calda ci siamo rimessi in viaggio per tornare all'alloggio..
Stamani, distrutti dalla giornata di ieri non riuscivamo ad
alzarci..dopo qualche sacrificio siamo andati a visitare l'asilo di
Fontem, abbiamo giocato con i bambini che sono a dir poco favolosi e
tutti straordinariamente belli..dopo di che siamo andati all'ospedale,
struttura molto importante qui..
Dopo un buon pranzo ci riposiamo..ci aspetta un pomeriggio tranquillo
oggi..visita alla centrale idroelettrica..
Spero di riuscire a tenervi informati su quello che stiamo facendo..un
abbraccio! ALELE… CAMILLA

25 gennaio 2010

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19 gennaio 2010

Controradio per Noi con gli Altri

Controradio trasmette in Toscana centrale sui 93.6 e 98.9 mhz oppure in streaming su : www.controradio.it

ecco il planningi dei collegamenti telefonici dei tre prossimi viaggi:

venerdì 22 gennaio ore 11.30 presentazione vaggi con Daniela Mori per Camerun e Kenia


Camerun

martedi 26, mercoledi 27, venerdi 29 gennaio ore 15.45

 
Kenia

martedi 26, mercoledi 27, giovedi 28 gennaio ore 15.45

 
Burkina Faso

venerdi 29 gennaio ore 11.30 presentazione viaggio con Franco Cioni

martedi 2, mercoledi 3, giovedi 4 febbraio ore 15.45

 

09 gennaio 2010

Se prima ci occupassimo della schiavitù mafiosa in casa nostra?

Dove sono i cortei contro la schiavitù in Italia? Che ne pensano i comunisti e i fascisti? Che ne pensa il Cavaliere e il leader Maximo (D'Alema) Dove sono i pacifisti per la pacificazione? Dov'è Bertinotti, passato ineffabile da presidente della Camera a pensionato di lusso? Dopo tutti quei discorsi.... per decenni....E non si scandalizza la Binetti per tanta vergogna, violenza, razzismo, mafia mentre lei pensa a come dobbiamo vivere e morire secondo il suo credo religioso?

30 novembre 2009

Un nostro socio dal Mozambico

Siamo arrivati, stanchi con gli occhi rossi ma siamo arrivati... abbiamo una casa. non lussuosa ma e una casa, indipendente e spero sicura. Letizia e stata molto carina. ci e venuta a prendere dall aeroporto e ci ha accompagnato a casa. ci aveva gia fatto la spesa. una spesa completa incluso un po di piccoli vezzi. sono subito andato in redazione dove lavorano 5 nostri allievi. Con una certa commozione da parte mia ed un pizzico di orgoglio da parte loro mi hanno mostrato le pagine del giornale in consegna oggi e da loro composte, gli articoli con la dicitura autore bla bla, foto Miguel Mangueze. Miguel Il pedrero (muratore), quando riusciva a lavorare. Solo dopo 4 mesi di corso. per 3 di loro ci sara l assunzione. non so se potranno esserci in questo nuovo step. loro vorrebbero andare avanti.per noi sarebbe un supporto prezioso. ma non possiamo rischiare il posto di lavoro. parlero nei prossimi giorni con Erik il direttore. Questo da anche un senso allo
sforzo fatto dall associazione ma anche da tanti di voi. inoltre abbiamo ormai un archivio di foto, video e di racconti di un certo valore e memoria storica su cui lavorarci. La parte meno piacevole e per me amara e stato apprendere che jerson e fabiao hanno avuto dei problemi nel lavoro al giornale e non saranno assunti. Mi dispiace. sono due talenti ed hanno potenzialita. hanno avuto problemi finanziari con i ritardi degli stipendi (minimi in quando apprendisti) e problemi nell approccio al mondo del lavoro. Si sente la mancanza di un referente in loco ch esegua i ragazzi durante la nostra assenza, ma d altro canto, vista l esperienza dall ultimo step e seguito, meglio soli che male accompagnati. Con un po di attenzione da parte nostra penso che questi problemi si sarebbero potuti superare. E per noi una piccola sconfitta. dobbiamo trovare il tempo e le energie di curare anche questi aspetti e garantire la sopravvivenza per loro e le famiglie nel
momento di passaggio in cui vengono introdotti nel mondo del lavoro, magari sotto forma di borse di studio. pultroppo non sono riuscito a trovare i fondi per realizzarle.
Un altro giornale ci ha chiesto uno o due ragazzi, nei prossimi giorni parlero con il direttore e se la cosa va in porto cercheremo di preparare i ragazzi al meglio. Letizia sta facendo un ottimo lavoro come PR e organizzatrice logistica e factotum, ormai e la nostra anima a Maputo.
nel pomeriggio sono andato alla scuolina ch eospita il laboratorio. le suore sono state come al solito calorose e felici di rivederci, nonostante i piccoli problemi che quotidianamente creamo loro. ormai sono un supporto sorridente e solidale. con sorella taeko c e in programma un lavoro di gruppo extra laboratorio, vediamo come andra questa nuova collaborazione.
Sono quindi andato alla lixeira. Avevo necessita di parlare con Jerson e Fabiao, ti tastare il polso della situazione e della voglia di andare avanti. e stata una piccola festa, dopoun po ero un po intontito dalle sensazioni ed emozioni... Non solo i nostri allievi, ma tanti amici sono corsi a salutarmi festosi, nei loro vestiti sdrucidi ma creativi nelgli accoppiamenti. Anche fernando con un paio di occhiali improbabili e venuto a salutarmi. Aveva abbandonato ilcorso alprimostep dicendo in giro di noi lepeggiocose, sembra si sia ravveduto. Non con le parole ma nel silenzio con i fatti e la coerenza possiamo conquistare fiducia e credibilita.
Abbiamo mangiato insieme, Jerson mi ha esposto le sue ragioni, buck nella sua stazza ma con l eterna aria di bambinone continua a farmi tenerezza, nuro ha detto che ha preparato i tre pezzi di danza in coppia con il fratellino, e una maschera vivente. ha potenzialita in quelladirezione. e sono contento che abbia mantenuto gli impegni presi.
Un grazie a Sara, bruscolo di energia, che mi ha accompagnato in questa prima giornata. gli auguro in bocca per gli esami da giornalista e che ilmateriale raccolto possa essere fruttuoso.
un a presto a tutti voi
Roberto Galante

il mio recapito telefonico in Mozambico
00258 829233534

Gli svizzeri sono peggiorati oppure sono sempre stati così? E noi italiani?

12 novembre 2009

Livorno!

Premio Ciampi – Città di Livorno
XV Edizione 14 - 17 novembre 2009





Nel nome del cantautore Piero Ciampi torna il prestigioso Premio Piero Ciampi-Città di Livorno giunto alla XV edizione, dal 14 al 17 novembre 2009 (Teatro Goldoni e altri luoghi in città), manifestazione che ogni anno ospita le nuove tendenze e la storia del cantautorato italiano.



Il premio organizzato dall'Associazione Premio Ciampi / Arci in collaborazione con il Comune e la Provincia di Livorno, la Regione Toscana,. la Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno, la Fondazione Teatro Goldoni e SIAE, pone particolare attenzione agli eredi spirituali dell’artista morto prematuramente nel 1980 che ha lasciato una traccia indelebile nella musica popolare. La XV edizione ruota attorno al simbolico concetto del “Muro” non solo e non tanto per ricordare la caduta del muro di Berlino di cui proprio nel mese di novembre si celebra il ventennale, ma per porre l’attenzione sulle molteplici barriere che ancora devono essere abbattute nel nostro paese ed a livello internazionale, con la musica come straordinario collettore di istanze per demolire le divisioni tra popoli, razze, culture. religioni e classi.

Tutta nel ricordo di Piero Ciampi la serata inaugurale del 14 Novembre al Teatro Goldoni, presentata da Ernesto de Pascale. Talenti emergenti (Brunori Sas, Gina, Giovanni Caruso) e musicisti che hanno percorso tappe fondamentali nella storia della canzone d'autore (Patty Pravo, Mimmo Locasciulli), personaggi come Renzo Arbore, ma anche esponenti importanti della canzone d’autore di questi anni, come Simone Cristicchi, Marco Fabi, l'italo inglese Emma Tricca, e musicisti della tradizione rock nostrana come Rigo saranno protagonisti dell‘evento. Il concerto inizierà alle 20,45. Martedì 17 novembre ci sarà invece il concerto di Gianna Nannini.

Nel pomeriggio del 14, come di consueto nello spazio della Goldonetta, si terrà il convegno intitolato “Fuori dal coro si sta meglio”, che prevede un confronto tra una mitica talent scout della musica italiana come Mimma Gaspari autrice del libro “Penso che un mondo così non ritorni mai più - Vita in canzone” (editore Baldini e Castoldi) e RENZO ARBORE, che tanto ha fatto e fa per la canzone d'autore italiana da tempi non sospetti. Inoltre il giornalista Rai Paolo Pasi e Luciana Bianciardi parleranno sul rapporto tra Luciano Bianciardi e Piero Ciampi

Il presidente della edizioni Universal Claudio Buja farà il punto a un anno dalla stampa del libro di spartiti dedicati al grande cantautore livornese.

Sul palco il cantautore bresciano Ettore Giuradei interpreterà brani dal suo album Era che così (Mizar Record-Novunque/Self), mentre Marco Rovelli, già componente dei Les Anarchistes, presenterà l’album autoprodotto LibertAria.

Il pomeriggio prevede anche un ricordo di Fernanda Pivano, da parte del poeta Alessandro Agostinelli.

Al termine del convegno verranno consegnati i Premi ai vincitori delle varie categorie e che si esibiranno la sera stessa


I PREMI della XV EDIZIONE DEL PREMIO CIAMPI - CITTA' DI LIVORNO

L'edizione 2009 del concorso nazionale Premio Piero Ciampi - Città di Livorno è vinta dal cantautore Giovanni Caruso, proveniente da Siracusa e autore dell'album autoprodotto Amore a Progetto. All’artista sarà assegnata anche la Targa S.I.A.E, riconoscimento che la Società Autori Editori attribuisce ogni anno al Vincitore del concorso.

Il premio per la migliore cover di Piero Ciampi 2009 viene assegnato al Gina Trio grazie all’interpretazione de L’amore è tutto qui. La formazione (Gina Fabiani, voce, Daniele Bazzani, chitarra, Lorenzo Feliciati, contrabbasso) lo scorso anno si aggiudicò il premio per il miglior album d’esordio con Segreto. Un premio che ha portato bene al trio lanciandolo alla ribalta nazionale (Tg2, Radio Rai). Il premio per il miglior disco d’esordio è invece stato assegnato a Brunori Sas con il suo Volume Uno stampato da Pippola Music e distribuito da Audioglobe

Il premio intitolato a Stefano Ronzani andrà invece a Antonio “Rigo” Righetti con un altro brano di Ciampi Il Natale è il 24. Già bassista di Luciano Ligabue con il quale ha condiviso migliaia di concerti dal vivo e gli album più importanti, Rigo arriva sul palco del Ciampi dopo il successo del suo secondo album come cantautore Smiles and Troubles. Da sottolineare che il brano - incluso nell'album "Piero Ciampi" del 1971 mai ripubblicato su cd nonostante le pressioni del Premio presso la casa discografica che ne detiene i diritti, è stato possibile realizzarlo grazie agli spartiti pubblicati lo scorso anno dalla Edizioni Universal

Per l'edizione 2009 del Premio Piero Ciampi- Città di Livorno è Patty Pravo l'artista prescelta per il premio alla carriera. Nella sua storia musicale, sin dai tempi in cui era chiamata la ragazza del Piper, Patty Pravo si è sempre distinta per originalità e coraggio nell’affrontare esperienze nuove. Una caratteristica nel segno dell’opera di Piero Ciampi.

A Gianna Nannini sarà assegnato il premio speciale della giuria, formata da Franco Carratori, Ernesto de Pascale, Manlio Mallia, Antonio Vivaldi. Il premio Ciampi assegna la targa all’artista senese per i tanti muri che ha sgretolato nella scena musicale italiana sin dal finire degli anni settanta.



GLI OSPITI DELLA SERATA DI GALA della XV EDIZIONE DEL PREMIO CIAMPI - CITTA' DI LIVORNO

Simone Cristicchi, a due anni dalla vittoria di Sanremo, giunge a Livorno con il suo applaudito e originale progetto con il coro dei minatori di Santa Fiora.

Marco Fabi, che vinse il Ciampi per il miglior disco d’esordio nel 2006, torna sul palco del Goldoni sulla scia del suo nuovo album in uscita a fine autunno per presentare un progetto speciale dedicato al grande Demetrio Stratos. Nel disco sarà infatti presente una nuova versione del brano Daddy's Dream.

Emma Tricca è l’ultima scoperta del glorioso “Folkstudio” di Cesaroni. Lì fu ascoltata dalla cantante Odetta che le consigliò di andare a Londra: da anni lavora nella capitale inglese dove ha registrato due dischi, l’ultimo dei quali Minor White già recensito con grande rilievo dalla stampa specializzata britannica.

Infine Mimmo Locasciulli, dopo aver accompagnato Alessandro Haber nell’edizione 2001, è nuovamente protagonista del Ciampi presentando il suo ultimo lavoro Idra (Hobo-Parco della musica/distribuzione Egea).

La sera di domenica 15 verrà dedicata al Premio l’Altrarte, che da anni vede la collaborazione del Premio Ciampi con la cooperativa sociale Blu Cammello. L’evento, avrà come sede il Teatro delle Commedie e vedrà come protagonisti Marco e Saverio Lanza, ai quali sarà assegnato il premio 2009 per il loro “Pastis”, un progetto artistico etno-antropologico che fonde musica ed immagine.

Alle 23 (Club Bodeguita) si esibiranno Emma Tricca e il Gina Trio, già fra i protagonisti del concerto di sabato.

Lunedì 16 ci sposteremo al Teatro Quattro Mori e qui la non stop sarà aperta da una performance realizzata dalla compagnia teatrale ANFFAS sotto la regia di Lamberto Giannini, basata su riflessioni intorno al tema di muro, libertà e possibilità, attraverso il linguaggio teatrale della compagnia Major Von Frinzius, e le musiche di Piero Ciampi. A seguire la proiezione del film “Playing for change”, dedicato ai musicisti di strada di tutto il mondo, già premiato al Tribeca Film. Stati Uniti, al Sud Africa, dal Nepal all’India, dalle ramblas di Barcellona al Medio Oriente.

Alla proiezione farà seguito il concerto che vedrà l’esibizione di alcuni protagonisti del film, tra cui il livornese Roberto Luti, la cui esperienza in campo musicale sarà oggetto di un incontro nel pomeriggio.

La XV edizione si concluderà con il concerto di Gianna Nannini, che si terrà martedì 17 novembre al Pala Livorno.

Evento speciale del Premio Ciampi 2009 sarà infine il concerto di Francesco Guccini venerdì 4 dicembre al PalaLivorno

L’Associazione Premio Ciampi è presieduta da Massimiliano Mangoni.

Informazioni

www.premiociampi.it

info@premiociampi.it

tel. 0586-892984 327-9987653
Ufficio Stampa

Il Popolo del Blues Sas

www.ilpopolodelblues.com

pressilpopolodelblues@yahoo.it

02 novembre 2009

Alternanza in Toscana?

Solidali con Giuliano da Empoli. La democrazia ha bisogno dell'alternanza! Questo in Toscana e a Firenze è un poco difficile visto il personale del centro destra disponibile e la cosa è problematica. Sarebbe meglio pensare a sostenere la giunta Renzi che dopo quella.........