lunedì 29 febbraio 2016

This is Maja from Damasco. She called me asking where she can leave this place to joint her father

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http://youtu.be/en6qRYTIwXM


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live from Greece Makedonia border

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siriani in cammino

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domenica 28 febbraio 2016

La fila per mangiare al campo di Endomeni in Grecia al filo spinato con la Macedonia

http://www.youtube.com/watch?v=REGmY9woYdk


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lunedì 15 febbraio 2016

Anche in Bosnia ci sono le scuole! Intervju sa nekim nastavnicima i direktor Centralne osnovne škole u Tuzli.







La scuola elementare Osnova Skola Tuzla nel quartiere Solana della città situata a 120 km a nord di Sarajevo in Bosnia Erzegovina ha sede in un antico edificio di epoca austro ungarica. 

Tuzla è nota come una città largamente laica, che, assieme a Sarajevo, ha sempre tenuto aperti i luoghi di culto di tutte le religioni anche durante il conflitto, mentre altrove si demolivano per prime chiese e moschee.

In Bosnia sono rarissime tra le popolazioni islamiche le forme di fondamentalismo, esistono alcuni villaggi isolati dove si ammira e segue l’estremismo e ci sono stati molti che sono andati a combattere con Daesh. Ma la quasi totalità dei Bosniacchi è tollerante e usa lo spirito tipico balcanico per esorcizzare questi fenomeni portati dalla guerra di venti anni fa. Le donne che nascondono il viso totalmente vengono chiamate “Ninja di Bosnia”, tanto per fare un esempio.

La scuola ospita circa 500 studenti dai 6 ai 14 anni e vi si insegnano seconda delle classi dalle 6 alle 15 materie, dalle fondamentali sino a biologia.

Abbiamo intervistato alcuni del docenti che ringraziamo vivamente per la loro disponibilità.

Appurato “che non siamo rimasti alle epoche tribali”, come ci ha detto il Direttore, raccontandoci di come durante il conflitto degli anni 90 gli stranieri fossero meravigliati di trovare una vera scuola civilizzata, il tema principale è stato quello della tolleranza religiosa degli studenti, divisi in islamici praticanti, islamici non praticanti che spesso non sono mai entrati in una moschea, ortodossi e cattolici, una esigua minoranza, queste due componenti, che spesso si unisce agli altri senza problemi. Gite organizzate nei luoghi dei diversi culti religiosi e lezioni sulla storia e le diversità fra le 4 religioni principali, cristiani cattolici, cristiani ortodossi, ebrei e islamici. Ci sono scambi con scuole croate anche con visite alle chiese cattoliche della Croazia e degli studenti croati alle moschee di Tuzla. Ci sono stati contatti anche con istituti scolastici della Serbia ma nessun contatto con quelli dell’altra metà della Bosnia Erzegovina, la cosiddetta entità dei Serbi di Bosnia. Semplicemente nessun contatto.

Il programma di Storia arriva per le classi più alte sino all’inizio degli anni 2000 compresa pertanto la guerra degli anni 90 anche se ci dicono che venga affrontata in modo sintetico. (In Italia fino a quale periodo viene insegnata la Storia?)

Un incontro cordiale che pubblichiamo in modo integrale proprio per comprendere l’atmosfera creatasi. 

Grazie ancora a tutti i partecipanti.


(lingua bosniaca e inglese)


martedì 2 febbraio 2016

Medici Senza Frontiere a Gorizia








Gorizia 2 febbraio 2016

Sono novantadue i profughi fuggiti da Afghanistan e Pakistan in attesa di asilo in Italia ospiti del campo di Medici senza frontiere a Gorizia. Sarebbero finiti sotto qualche ponte sull'Isonzo ma Msf si é accorta dal 2014 che mancava un anello alla catena necessaria per impedirlo. Dallo scorso dicembre infatti é attivo il campo attrezzato di viale Vittorio Emanuele in pieno centro di Gorizia.

Questi uomini fuggono da persecuzioni e cercano di poter lavorare per mandare denaro alle famiglie rimaste nei luoghi d'origine a dalle quali separarsi é devastante. In Italia e in Europa non sempre trovano la solidarietà che si aspettano dalla famosa culla della civiltà.

Il comune di Gorizia appreso che sarebbe nato un campo di Msf invitó l'organizzazione a andarsene nei luoghi di provenienza e gli fu fatto notare che già era presente ovunque era necessario. Appunto.

Non é facile immaginare cosa sará di questi ragazzi qua da noi in Italia. Persone che avevano anche ruoli importanti e che si sono trovati a essere minacciati da governo e anche dai talebani.

L'Italia non sa niente o quasi su tutto quello che accade in quelle terre e comunque dato anche tanti bambini affogano nella indifferenza, non si vede come possa essere interessata a questi uomini dalla pelle scura e dallo sguardo intenso. (Che non abbiamo voluto fotografare).

CG