domenica 31 agosto 2014

Bosnia Live 6. Mogherini siamo nelle tue mani...

Kalesija Tuzla 31 agosto 2014
ATTILA COSTRUZIONI SARAJEVO In un certo senso vivere nei Balcani offre la possibilità di vedere dove stiamo finendo noi occidentali. Anche qua vivevano sopra le loro possibilità come dice Squinzi di noi. Tito aveva creato ma per i soli cittadini, non per le campagne, un perfetto (si fa per dire) Truman Show dove tutti erano Truman e avevano tutto e potevano anche viaggiare. Oggi, nelle campagne, chi non è fuggito vive in una atmosfera di miseria e le cose vanno meglio solo per chi si adatta a lavorare lontano dalla famiglia, come manovale in Serbia, Austria, Germania. Salari di due o trecento euro al mese per i pochi fortunati e disoccupazione assoluta per i più specie se giovani. Ricchi molto ricchi ma pochissimi. Qui si sperimenta il nuovo muro tra Europa occidentale e orientale e i politici ma anche gli acculturati come Kusturica si sforzano di mantenere la popolazione nella divisione su base religiosa consolidando così sempre più il fossato che porterà a nuovi disagi sociali se non peggio. Qui si insegnano tre sottospecie di lingua serbo croata, variata a forza e tre programmi scolastici diversi e anche opposti a seconda se si è cattolici, ortodossi o islamici e dato che la pulizia etnica è tecnicamente impossibile, capita che bimbi islamici finiscano in scuole cristiano ortodosse e vengano tenuti a casa dai genitori che non vogliono insegnamenti opposti alla loro verità che nel caso di quella bosniacca è certamente più veritiera se non vera di quella serbo bosniaca. Non so se la Mogherini sappia queste cose ma il suo viceministro Lapo Pistelli, forse il più esperto di politica estera in un governo italiano, le sa bene e sa anche che se l'Europa non farà subito la voce grossa con chi lavora allo sbriciolamento finale dei Balcani, presto o tardi di ritroverà la situazione attuale in Ucraina, di nuovo, anche nella ex-Yugoslavia. ------------------- Intanto abbiamo concluso le donazioni acquistando una cucina a legna per una famiglia che conosciamo da tempo e che ha dovuto lasciare la casa ormai pericolante per gli smottamenti dovuti alle piogge di maggio. I nostri hanno ricevuto assegnato un modulo abitativo realizzato in una landa desolata tra Kalesija e Tuzla come si vede dalle foto. Manca cucina, lavatrice, riscaldamento e allora intanto abbiamo portato la cucina che fa anche da riscaldamento dato che l'appartamento è piccolo e composto di sole 2 stanze e bagno. L'acqua è sospesa a tutta la schiera di abitazioni dato che nel pozzo è finita a marcire una gallina e nessuno sta intervenendo per evitare una contaminazione più grave. Domani passiamo da Banja Luka, l'altra faccia della realtà e martedì rientro a Firenze. cg

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