venerdì 31 agosto 2012

Vieni?? LAST MINUTE 15 - 23 SETTEMBRE - TRAVELLING WITH THE REPORTER - CHAPTER 4 -SEPTEMBER BALKANS

DOPO IL SUCCESSO DEL CAPITOLO 3 STIAMO RIFORMANDO IL GRUPPO DI VIAGGIATORI PER SETTEMBRE!

SOLO TRE POSTI DISPONIBILI

Il presente Programma è indicativo, in attesa di nuovi dettagli e precisazioni. Entro il giorno 5 SETTEMBRE si dovrà raggiungere il numero minimo di viaggiatori e sarà precisata la spesa a persona (comprensiva di viaggio,pernottamenti,colazioni). Per i pasti saranno di volta in volta fatte delle scelte lungo il percorso (prevedendoli davvero per tutte le tasche, da tre euro in su). Dopo la partenza da Firenze è prevista anche la possibilità di raccogliere altri viaggiatori lungo il percorso, con punti di incontro a Bologna (ore 9), Padova (ore 11), Mestre (ore 11.45), Trieste (ore 13). Possiamo organizzare viaggi a tema variabile e in tutti i momenti dell'anno. Per informazioni scrivere a: claudiogherardini@societaperleidee.it

... DATA FINALE PER PRENOTARE: 18 GIUGNO. PER PRENOTARE RISPONDERE A QUESTA EMAIL PER RICEVERE LE ISTRUZIONI PRECISE PER IL VERSAMENTO DELLA CAPARRA.

TRAVELLING WITH THE REPORTER - CHAPTER 4
SEPTEMBER BALKANS
  9 GIORNI - DAL 15 AL 23 SETTEMBRE 2012


Ideati dal reporter-autista-guida Claudio Gherardini, che ha seguito per più di venti anni le vicende balcaniche, questi sono viaggi speciali. Non ci sono guide turistiche ma testimonianze e indicazioni sulla storia e i luoghi visitati. Viaggi "alternativi" ma non troppo, viaggi "responsabili" ma non troppo... Soprattutto divertenti e intelligenti!

...
PROGRAMMA

  1. 15 SETTEMBRE - Firenze. Partenza ore 8.30 da area piazza Artom (mercato di Novoli) - Arrivo a Bihac (Bosna i Hercegovina) previsto ore 17. Cena e pernottamento.
  2. 16 SETTEMBRE - Bihac. Visita mattutina in città e pomeridiana al parco di Martin Brod. La città di Bihac è menzionata per la prima volta in un documento ufficiale nel 1260 come proprietà della chiesa di Topusko, oggi comune croato, firmato dal Re Béla IV d'Ungheria e divenne città libera nel 1262. Fu temporaneamente capitale del Regno di Croazia e ne seguì le vicissitudini diventando nei decenni successivi proprietà della famiglia Frangipani. Nel XVI secolo passò sotto il dominio diretto della corona austriaca fino al 1592 quando fu conquistata dall'Impero Ottomano sotto la guida di Hasan Predojević. Divenne centro principale del sangiaccato di Bihać fino al 1699 quando divenne centro del sangiaccato di Bosnia in un periodo in cui erano frequenti scontri con l'esercito austro-ungarico che rioccuparono la città nel 1878 Per alcuni secoli il luogo fu oggetto di pellegrinaggi ad opera di fedeli allo Gnosticismo in quanto si credeva che il Santo Graal fosse sepolto qui. (wikipedia)
  3. 17 SETTEMBRE - Bihac. Partenza per Mostar ore 10. Arrivo previsto alle ore 17, cena, visita serale e pernottamento.
  4. 18 SETTEMBRE - Mostar. Mattinata di visita in città e dintorni. Pranzo a Blagaj con visita all'eremo Derviscio. Blagaj è un villaggio (kasaba) situato nella regione sud-orientale del bacino di Mostar, nel cantone dell'Erzegovina-Narenta della Bosnia ed Erzegovina. Visita al villaggio monumentale di Pocitelj.
  5. 19 SETTEMBRE - Mostar. Partenza per una visita a Dubrovnik e ritorno a Mostar in serata.
  6. 20 SETTEMBRE . Mostar - Partenza per Sarajevo ore 10. Km 140. Pranzo lungo la strada sul lago di Konijc. Arrivo previsto ore 14.00. Cena, visita serale alla città e pernottamento.
  7. 21 SETTEMBRE. Giornata a Sarajevo. SARAJEVO:
    Sarajevo è localizzata vicino al centro geometrico del triangolo di terra che è la Bosnia ed Erzegovina, qualche chilometro ad est della sorgente del fiume Bosna. Un piccolo fiume di nome Miljacka divide la città in due parti. L'antico cuore della città si trova in una ampia valle che ha una forma naturale di anfiteatro.
    La città si trova a 511 metri sopra il livello del mare, alcuni suoi sobborghi raggiungono i 900 metri sopra il livello del mare, il che fa di Sarajevo una delle città più elevate in Europa. Le cime delle montagne che accerchiano la città raggiungono e superano i 2000 metri sopra il livello del mare.
    Durante i primi anni del Medioevo Sarajevo non era altro che un insieme di villaggi raggruppati attorno ad uno spazio per il mercato e ad una fortezza chiamata Vrhbosna.
    L'anno generalmente ricordato come quello di fondazione della città è il 1461, quando il primo governatore Ottomano in Bosnia, Isa-beg Ishakovic, trasformò il raggruppamento di villaggi in una città e in una capitale, costruendo degli edifici chiave, ed in particolare una moschea, un mercato al chiuso, dei bagni pubblici, un ostello e ovviamente il castello del Governatore (saray) che diede alla città il suo nome di oggi.
    Nel 1429 fu conquistata dall'Impero Ottomano che ne mantenne il controllo fino al 1878 a causa dell'arrivo degli austriaci.
    Tristemente famosa per l'assassinio dell'arciduca Francesco Ferdinando da parte di un nazionalista serbo-bosniaco Gavrilo Princip, la città ha ospitato nel 1984 la XIV Olimpiade invernale.
    Tra il 1992 ed il 1995 ha subito un lunghissimo assedio da parte dell'esercito serbo-bosniaco a causa della guerra civile jugoslava, che ne ha distrutto gran parte delle abitazioni.
    Sarajevo, capitale e principale centro economico e culturale della Bosnia- Erzegovina, è un'affascinante città dove l'oriente e l'occidente si incontrano. Sarajevo è famosa per essere la città delle quattro religioni, il suo soprannome "la Gerusalemme dei Balcani" e i suoi monumenti ne sono la testimonianza. A
    Sarajevo convivono una accanto all'altra le chiese cristiane e le sinagoghe, le moschee e le chiese ortodosse.
    Durante tour e prevista visita ad i seguenti monumenti: Moschea Gazi Husrev-BEG
    La Moschea Gazi Husrev-BEG, costruita nel 1531, è uno dei più importanti esempi di architettura islamica della Bosnia-Erzegovina e dell'ex impero Ottomano. La moschea è famosa per la bellezza della sua cupola centrale e per i suoi tetims, le cupole laterali, più piccole. All'interno della moschea si trovano la fontana, la scuola musulmana, la sala per il lavaggio e le stanze per la preghiera. Sulla piazza del mercato antistante domina il minareto, alto circa 45 metri.
    Cattedrale di Sarajevo
    La Cattedrale di Sarajevo, consacrata al Sacro Cuore di Cristo e sede della Diocesi cattolica in Bosnia, è uno dei simboli della città.
    La Vecchia Chiesa Ortodossa degli arcangeli Gabriele e Michele
    La chiesa serbo-ortodossa dedicata agli arcangeli Gabriele e Michele precedentemente era una chiesa cristiana. La chiesa vanta un'importante iconostasi, decorata dagli artisti Radulo e Maksim Tujkovic nel XVII secolo, e un bel campanile in stile barocco. Presso la chiesa si trova anche un piccolo museo che custodisce icone, immagini, libri, manoscritti e preziose opere d'arte.
    Il Vecchio Tempio
    La vecchia sinagoga ebraica si trova nel Velika Avlija, il quartiere ebraico di Sarajevo, ed è stata costruita nel 1581. In seguito a due incendi, il tempio è stato restaurato nel XIX secolo e oggi è anche la sede del Museo Ebraico.
    Mercato Coperto di Brusa – Bezistan
    Nel 1551, Rustem Pasha ha fondato il Mercato Coperto di Brusa per la vendita della sua seta. Ispirato alla Piazza del Mercato di Istanbul, oggi il mercato ospita una parte della collezione del Museo della Città di Sarajevo.
    Biblioteka Nazionale – VIJEČNICA
    IL PONTE LATINO - è uno storico ponte ottomano che attraversa il fiume Miljacka, a Sarajevo, in Bosnia-Erzegovina.[1]
La parte settentrionale del ponte fu scena dell'attentato di Sarajevo del 1914 in cui venne ucciso assieme alla moglie dal giovane studente Gavrilo Princip l'erede al trono di Austria e Ungheria l'arciduca Francesco Ferdinando d'Asburgo-Este. L'episodio costituì il casus belli della prima guerra mondiale.
    Il Tunnel della Salvezza
    Il Tunnel della Salvezza è stato costruito durante la guerra yugoslava e ha permesso a migliaia di persone di salvarsi dai bombardamenti. Oggi il tunnel è uno dei siti più visitati dai turisti in Bosnia-Erzegovina.Visita facoltativa alle Piramidi di Visoko e al Monastero Francescano di KRALJEVA SUTJESKA e dintorni. In alternativa visita alle montagne dove si svolsero le olimpiadi invernali del 1984, Igman, Bjelašnica, Jahorina, Trebević.
  8. 22 SETTEMBRE. Sarajevo. Partenza ore 7.30 per Prijedor, arrivo ore 13.30. Pranzo presso famiglie della zona che fanno parte della rete solidale PROMOTUR. Visita al parco di Kozara in giornata. Prijedor (in serbo cirillico: Приједор, pronunciato [priːˈjɛːdor]), è una città e municipalità nel nord della Bosnia ed Erzegovina. Situata nella parte settentrionale della Repubblica Serba e facente parte della regione storica della Bosanska Krajina è la terza municipalità per numero di abitanti nell'entità anche se una volta era la seconda, questo a causa dei conflitti bellici che scoppiarono in Bosnia e nel resto della Jugoslavia nei primi anni novanta, facendo così scendere la popolazione (soprattutto i Bosgnacchi) della municipalità da 112.543 abitanti a 98.570 unità secondo stime del 2004.
  9. 23 SETTEMBRE. Prijedor. Partenza ore 9.00 Rientro a Firenze via Rijeka, arrivo in serata a Firenze.

La quota per persona SE VIENE RAGGIUNTO IL NUMERO DI SEI PASSEGGERI è fissata a 610,00 euro. Il reporter-autista-guida è disponibile per incontri preliminari di persona oppure via internet, per ogni dettaglio o chiarimento. L'itinerario potrebbe subire variazioni o sostituzioni con altre visite. Contatto principale e-mail: claudiogherardini@societaperleidee.it. La Quota comprende: alloggio in hotel CAMERE SINGOLE a seconda delle disponibilità, trasferimenti in pulmino privato per tutto il viaggio ed il periodo. Autista-reporter. Guida a Sarajevo, Bihac e Mostar. Assicurazione personale. Obbligatorio tenere le cinture di sicurezza allacciate in qualunque dei posti a sedere del mezzo utilizzato. La Quota non comprende: vitto per  tutti i dieci giorni, che èa carico del viaggiatore con suggerimenti delle guide. Ingressi e tutto quanto non indicato nella voce "la quota comprende". Si consideri che il costo di un pasto locale va da 3 euro per Burek (specie di focaccia a taglio con vari ingredienti) fino a 10 euro circa per un pranzo in ristorante di media qualità.
Documento necessario: Carta Identità valida e senza timbro di rinnovo, oppure Passaporto valido. Consigli sul bagaglio: indumenti estivi ma anche una giacca a vento leggera e scarpe da pioggia consigliati, una robusta valigia a testa (con dimensioni massime 45-25-100 cm) ed un minimo (davvero minimo!) bagaglio a mano.
Contatti e informazioni. Telefono: +39 3339237262 oppure (Bosnia) +387 (0) 62974778. E-mail: claudiogherardini@societaperleidee.it. Skype: claudioghera.

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Assistenza tecnica NOVEVIE TRAVEL Firenze

--   Società per le Idee  Associazione Culturale in Firenze  email: claudiogherardini@societaperleidee.it  fax: +391786081497  sede legale   c/o Studio Basegni  Via Giambologna 37  50132 Firenze (FI)   codice fiscale 94163350484  IBAN IT45 Q050 1802 8000 0000 0125 888  www.societaperleidee.it


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Postato da libero contatto news su libero contatto news il 8/30/2012 10:52:00 m.

Vieni?? LAST MINUTE 15 - 23 SETTEMBRE - TRAVELLING WITH THE REPORTER - CHAPTER 4 -SEPTEMBER BALKANS

DOPO IL SUCCESSO DEL CAPITOLO 3 STIAMO RIFORMANDO IL GRUPPO DI VIAGGIATORI PER SETTEMBRE!

SOLO TRE POSTI DISPONIBILI

Il presente Programma è indicativo, in attesa di nuovi dettagli e precisazioni. Entro il giorno 5 SETTEMBRE si dovrà raggiungere il numero minimo di viaggiatori e sarà precisata la spesa a persona (comprensiva di viaggio,pernottamenti,colazioni). Per i pasti saranno di volta in volta fatte delle scelte lungo il percorso (prevedendoli davvero per tutte le tasche, da tre euro in su). Dopo la partenza da Firenze è prevista anche la possibilità di raccogliere altri viaggiatori lungo il percorso, con punti di incontro a Bologna (ore 9), Padova (ore 11), Mestre (ore 11.45), Trieste (ore 13). Possiamo organizzare viaggi a tema variabile e in tutti i momenti dell'anno. Per informazioni scrivere a: claudiogherardini@societaperleidee.it

... DATA FINALE PER PRENOTARE: 18 GIUGNO. PER PRENOTARE RISPONDERE A QUESTA EMAIL PER RICEVERE LE ISTRUZIONI PRECISE PER IL VERSAMENTO DELLA CAPARRA.

TRAVELLING WITH THE REPORTER - CHAPTER 4
SEPTEMBER BALKANS
  9 GIORNI - DAL 15 AL 23 SETTEMBRE 2012


Ideati dal reporter-autista-guida Claudio Gherardini, che ha seguito per più di venti anni le vicende balcaniche, questi sono viaggi speciali. Non ci sono guide turistiche ma testimonianze e indicazioni sulla storia e i luoghi visitati. Viaggi "alternativi" ma non troppo, viaggi "responsabili" ma non troppo... Soprattutto divertenti e intelligenti!

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PROGRAMMA

  1. 15 SETTEMBRE - Firenze. Partenza ore 8.30 da area piazza Artom (mercato di Novoli) - Arrivo a Bihac (Bosna i Hercegovina) previsto ore 17. Cena e pernottamento.
  2. 16 SETTEMBRE - Bihac. Visita mattutina in città e pomeridiana al parco di Martin Brod. La città di Bihac è menzionata per la prima volta in un documento ufficiale nel 1260 come proprietà della chiesa di Topusko, oggi comune croato, firmato dal Re Béla IV d'Ungheria e divenne città libera nel 1262. Fu temporaneamente capitale del Regno di Croazia e ne seguì le vicissitudini diventando nei decenni successivi proprietà della famiglia Frangipani. Nel XVI secolo passò sotto il dominio diretto della corona austriaca fino al 1592 quando fu conquistata dall'Impero Ottomano sotto la guida di Hasan Predojević. Divenne centro principale del sangiaccato di Bihać fino al 1699 quando divenne centro del sangiaccato di Bosnia in un periodo in cui erano frequenti scontri con l'esercito austro-ungarico che rioccuparono la città nel 1878 Per alcuni secoli il luogo fu oggetto di pellegrinaggi ad opera di fedeli allo Gnosticismo in quanto si credeva che il Santo Graal fosse sepolto qui. (wikipedia)
  3. 17 SETTEMBRE - Bihac. Partenza per Mostar ore 10. Arrivo previsto alle ore 17, cena, visita serale e pernottamento.
  4. 18 SETTEMBRE - Mostar. Mattinata di visita in città e dintorni. Pranzo a Blagaj con visita all'eremo Derviscio. Blagaj è un villaggio (kasaba) situato nella regione sud-orientale del bacino di Mostar, nel cantone dell'Erzegovina-Narenta della Bosnia ed Erzegovina. Visita al villaggio monumentale di Pocitelj.
  5. 19 SETTEMBRE - Mostar. Partenza per una visita a Dubrovnik e ritorno a Mostar in serata.
  6. 20 SETTEMBRE . Mostar - Partenza per Sarajevo ore 10. Km 140. Pranzo lungo la strada sul lago di Konijc. Arrivo previsto ore 14.00. Cena, visita serale alla città e pernottamento.
  7. 21 SETTEMBRE. Giornata a Sarajevo. SARAJEVO:
    Sarajevo è localizzata vicino al centro geometrico del triangolo di terra che è la Bosnia ed Erzegovina, qualche chilometro ad est della sorgente del fiume Bosna. Un piccolo fiume di nome Miljacka divide la città in due parti. L'antico cuore della città si trova in una ampia valle che ha una forma naturale di anfiteatro.
    La città si trova a 511 metri sopra il livello del mare, alcuni suoi sobborghi raggiungono i 900 metri sopra il livello del mare, il che fa di Sarajevo una delle città più elevate in Europa. Le cime delle montagne che accerchiano la città raggiungono e superano i 2000 metri sopra il livello del mare.
    Durante i primi anni del Medioevo Sarajevo non era altro che un insieme di villaggi raggruppati attorno ad uno spazio per il mercato e ad una fortezza chiamata Vrhbosna.
    L'anno generalmente ricordato come quello di fondazione della città è il 1461, quando il primo governatore Ottomano in Bosnia, Isa-beg Ishakovic, trasformò il raggruppamento di villaggi in una città e in una capitale, costruendo degli edifici chiave, ed in particolare una moschea, un mercato al chiuso, dei bagni pubblici, un ostello e ovviamente il castello del Governatore (saray) che diede alla città il suo nome di oggi.
    Nel 1429 fu conquistata dall'Impero Ottomano che ne mantenne il controllo fino al 1878 a causa dell'arrivo degli austriaci.
    Tristemente famosa per l'assassinio dell'arciduca Francesco Ferdinando da parte di un nazionalista serbo-bosniaco Gavrilo Princip, la città ha ospitato nel 1984 la XIV Olimpiade invernale.
    Tra il 1992 ed il 1995 ha subito un lunghissimo assedio da parte dell'esercito serbo-bosniaco a causa della guerra civile jugoslava, che ne ha distrutto gran parte delle abitazioni.
    Sarajevo, capitale e principale centro economico e culturale della Bosnia- Erzegovina, è un'affascinante città dove l'oriente e l'occidente si incontrano. Sarajevo è famosa per essere la città delle quattro religioni, il suo soprannome "la Gerusalemme dei Balcani" e i suoi monumenti ne sono la testimonianza. A
    Sarajevo convivono una accanto all'altra le chiese cristiane e le sinagoghe, le moschee e le chiese ortodosse.
    Durante tour e prevista visita ad i seguenti monumenti: Moschea Gazi Husrev-BEG
    La Moschea Gazi Husrev-BEG, costruita nel 1531, è uno dei più importanti esempi di architettura islamica della Bosnia-Erzegovina e dell'ex impero Ottomano. La moschea è famosa per la bellezza della sua cupola centrale e per i suoi tetims, le cupole laterali, più piccole. All'interno della moschea si trovano la fontana, la scuola musulmana, la sala per il lavaggio e le stanze per la preghiera. Sulla piazza del mercato antistante domina il minareto, alto circa 45 metri.
    Cattedrale di Sarajevo
    La Cattedrale di Sarajevo, consacrata al Sacro Cuore di Cristo e sede della Diocesi cattolica in Bosnia, è uno dei simboli della città.
    La Vecchia Chiesa Ortodossa degli arcangeli Gabriele e Michele
    La chiesa serbo-ortodossa dedicata agli arcangeli Gabriele e Michele precedentemente era una chiesa cristiana. La chiesa vanta un'importante iconostasi, decorata dagli artisti Radulo e Maksim Tujkovic nel XVII secolo, e un bel campanile in stile barocco. Presso la chiesa si trova anche un piccolo museo che custodisce icone, immagini, libri, manoscritti e preziose opere d'arte.
    Il Vecchio Tempio
    La vecchia sinagoga ebraica si trova nel Velika Avlija, il quartiere ebraico di Sarajevo, ed è stata costruita nel 1581. In seguito a due incendi, il tempio è stato restaurato nel XIX secolo e oggi è anche la sede del Museo Ebraico.
    Mercato Coperto di Brusa – Bezistan
    Nel 1551, Rustem Pasha ha fondato il Mercato Coperto di Brusa per la vendita della sua seta. Ispirato alla Piazza del Mercato di Istanbul, oggi il mercato ospita una parte della collezione del Museo della Città di Sarajevo.
    Biblioteka Nazionale – VIJEČNICA
    IL PONTE LATINO - è uno storico ponte ottomano che attraversa il fiume Miljacka, a Sarajevo, in Bosnia-Erzegovina.[1]
La parte settentrionale del ponte fu scena dell'attentato di Sarajevo del 1914 in cui venne ucciso assieme alla moglie dal giovane studente Gavrilo Princip l'erede al trono di Austria e Ungheria l'arciduca Francesco Ferdinando d'Asburgo-Este. L'episodio costituì il casus belli della prima guerra mondiale.
    Il Tunnel della Salvezza
    Il Tunnel della Salvezza è stato costruito durante la guerra yugoslava e ha permesso a migliaia di persone di salvarsi dai bombardamenti. Oggi il tunnel è uno dei siti più visitati dai turisti in Bosnia-Erzegovina.Visita facoltativa alle Piramidi di Visoko e al Monastero Francescano di KRALJEVA SUTJESKA e dintorni. In alternativa visita alle montagne dove si svolsero le olimpiadi invernali del 1984, Igman, Bjelašnica, Jahorina, Trebević.
  8. 22 SETTEMBRE. Sarajevo. Partenza ore 7.30 per Prijedor, arrivo ore 13.30. Pranzo presso famiglie della zona che fanno parte della rete solidale PROMOTUR. Visita al parco di Kozara in giornata. Prijedor (in serbo cirillico: Приједор, pronunciato [priːˈjɛːdor]), è una città e municipalità nel nord della Bosnia ed Erzegovina. Situata nella parte settentrionale della Repubblica Serba e facente parte della regione storica della Bosanska Krajina è la terza municipalità per numero di abitanti nell'entità anche se una volta era la seconda, questo a causa dei conflitti bellici che scoppiarono in Bosnia e nel resto della Jugoslavia nei primi anni novanta, facendo così scendere la popolazione (soprattutto i Bosgnacchi) della municipalità da 112.543 abitanti a 98.570 unità secondo stime del 2004.
  9. 23 SETTEMBRE. Prijedor. Partenza ore 9.00 Rientro a Firenze via Rijeka, arrivo in serata a Firenze.

La quota per persona SE VIENE RAGGIUNTO IL NUMERO DI SEI PASSEGGERI è fissata a 610,00 euro. Il reporter-autista-guida è disponibile per incontri preliminari di persona oppure via internet, per ogni dettaglio o chiarimento. L'itinerario potrebbe subire variazioni o sostituzioni con altre visite. Contatto principale e-mail: claudiogherardini@societaperleidee.it. La Quota comprende: alloggio in hotel CAMERE SINGOLE a seconda delle disponibilità, trasferimenti in pulmino privato per tutto il viaggio ed il periodo. Autista-reporter. Guida a Sarajevo, Bihac e Mostar. Assicurazione personale. Obbligatorio tenere le cinture di sicurezza allacciate in qualunque dei posti a sedere del mezzo utilizzato. La Quota non comprende: vitto per  tutti i dieci giorni, che èa carico del viaggiatore con suggerimenti delle guide. Ingressi e tutto quanto non indicato nella voce "la quota comprende". Si consideri che il costo di un pasto locale va da 3 euro per Burek (specie di focaccia a taglio con vari ingredienti) fino a 10 euro circa per un pranzo in ristorante di media qualità.
Documento necessario: Carta Identità valida e senza timbro di rinnovo, oppure Passaporto valido. Consigli sul bagaglio: indumenti estivi ma anche una giacca a vento leggera e scarpe da pioggia consigliati, una robusta valigia a testa (con dimensioni massime 45-25-100 cm) ed un minimo (davvero minimo!) bagaglio a mano.
Contatti e informazioni. Telefono: +39 3339237262 oppure (Bosnia) +387 (0) 62974778. E-mail: claudiogherardini@societaperleidee.it. Skype: claudioghera.

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Assistenza tecnica NOVEVIE TRAVEL Firenze

--   Società per le Idee  Associazione Culturale in Firenze  email: claudiogherardini@societaperleidee.it  fax: +391786081497  sede legale   c/o Studio Basegni  Via Giambologna 37  50132 Firenze (FI)   codice fiscale 94163350484  IBAN IT45 Q050 1802 8000 0000 0125 888  www.societaperleidee.it


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giovedì 16 agosto 2012

Buongiorno, oggi mi sembra caldo abbastanza per scrivere su argomenti caldi, perdonami. Grazie Sino ad oggi i famosi pacifisti italiani come Gino Strada, Agnoletto, Casarini, Turigliatto, Ferrero, Grillo, e compagnia bella hanno taciuto completamente davanti alla guerra con la quale l'esercito siriano sta massacrando i "ribelli", buoni o cattivi che siano. Questo avviene grazie al Compagno Putin, al Compagno Ahmadinejād e alla simpatica congrega che comanda a Pechino, che ci tiene ormai per le p...e. Se per caso dovesse scattare una no fly zone decisa dall'occidente, dopo mesi di sangue, voglio sperare che i nostri compagni pacifisti italiani continuino a tacere..... per un minimo di decenza loro, almeno... Invece mi sembra di aver capito che Massimo Fini, parlando alla Versiliana, va oltre e sostiene che le guerre civili bisogna lasciare che si combattano senza intervenire. A parte il pesante quesito su come riconoscere e definire una guerra "civile", se ho capito bene, l'ineffabile Fini predica a nome delle popolazioni vittime senza conoscere la loro posizione in merito a cosa fare mentre si è bombardati. Se lasciarsi massacrare oppure chiedere aiuto a qualcuno da fuori. Purtroppo non esistendo una vera autorità sovranazionale legittima e efficace davvero, una ONU riformata e democratica, alla fine agiscono a modo loro solo gli USA. Il che permette a gente come Massimo Fini di poter stare fuori dalle responsabilità e predicare teorie da salotti no global, inapplicabili ora e mai. Ma soprattutto teorie ingiuste. Pretendere di decidere per le popolazioni lontane cosa sia giusto per loro è un sintomo di patologia maniacale, o no? Il revisionismo invece è un crimine contro tutte le vittime, come le bombe cluster e le mine antiuomo, esplode anni dopo la fine dei conflitti. Praticato per esempio da chi sostiene che la guerra balcanica sia iniziata nel 1999 anzichè nel 1991. Da chi si fa ribattezzare e cambia religione per andare con il più forte o quello che paga di più. (Kusturica, Allam, Blair) e per revisionare e giustificare si inventa di tutto. Come la lapide nella foto allegata, che parla di una guerra balcanica che sarebbe invece iniziata addirittura nel 1990 e finita nel 1996!. Un poco come la Binetti quando dice a Gad Lerner che quando il nostro sarà incapace di intendere, di penserà lei a cosa sarà giusto fare per lui, come un bambolotto..... Poi ci sono quelli dei quali non si occupa nessuno. Nè buoni nè cattivi, NESSUNO! Inviterei pertanto il Pentagono a programmare un finto bombardamento sulla Nigeria, in modo che finalmente i cristiani di tutto il mondo sappiano che è in corso un massacro a cadenza settimanale dei propri fedeli da parte di massacratori. Con un finto bombardamento americano, improvvisamente si sveglierebbero Massimo Fini, Beppe Grillo, Gino Strada e tutti i beati pacifisti italiani che sono in ferie. Allora quei disgraziati saprebbero che la loro fine nel sangue è inevitabile e giusta perché l'intervento americano sarebbe ingiusto e criminale.......... sob Non un convegno, non una manifestazione, un grido, un sospiro per quei disgraziati che hanno avuto la sfiga di nascere NERI, AFRICANI, POVERI E.... CRISTIANI..... Buon ferragosto a tutti! claudio gherardini

mercoledì 15 agosto 2012

Pacifismo è decidere per gli altri? I Siriani vanno lasciati alla loro sorte? Come i Ceceni?

Buongiorno, oggi mi sembra caldo abbastanza per scrivere su argomenti caldi, perdonami. Grazie

Sino ad oggi i famosi pacifisti italiani come Gino Strada, Agnoletto, Casarini, Turigliatto, Ferrero, Grillo, e compagnia bella hanno taciuto completamente davanti alla guerra con la quale l'esercito siriano sta massacrando i "ribelli", buoni o cattivi che siano. Questo avviene grazie al Compagno Putin, al Compagno Ahmadinejād e alla simpatica congrega che comanda a Pechino, che ci tiene ormai per le p...e.

Se per caso dovesse scattare una no fly zone decisa dall'occidente, dopo mesi di sangue, voglio sperare che i nostri compagni pacifisti italiani continuino a tacere..... per un minimo di decenza loro, almeno...


Invece mi sembra di aver capito che Massimo Fini, parlando alla Versiliana, va oltre e sostiene che le guerre civili bisogna lasciare che si combattano senza intervenire. A parte il pesante quesito su come riconoscere e definire una guerra "civile", se ho capito bene, l'ineffabile Fini predica a nome delle popolazioni vittime senza conoscere la loro posizione in merito a cosa fare mentre si è bombardati. Se lasciarsi massacrare oppure chiedere aiuto a qualcuno da fuori.

Purtroppo non esistendo una vera autorità sovranazionale legittima e efficace davvero, una ONU riformata e democratica, alla fine agiscono a modo loro solo gli USA. Il che permette a gente come Massimo Fini di poter stare fuori dalle responsabilità e predicare teorie da salotti no global, inapplicabili ora e mai. Ma soprattutto teorie ingiuste. Pretendere di decidere per le popolazioni lontane cosa sia giusto per loro è un sintomo di patologia maniacale, o no?

Il revisionismo invece è un crimine contro tutte le vittime, come le bombe cluster e le mine antiuomo, esplode anni dopo la fine dei conflitti. Praticato per esempio da chi sostiene che la guerra balcanica sia iniziata nel 1999 anzichè nel 1991. Da chi si fa ribattezzare e cambia religione per andare con il più forte o quello che paga di più. (Kusturica, Allam, Blair) e per revisionare e giustificare si inventa di tutto. Come la lapide nella foto allegata, che parla di una guerra balcanica che sarebbe invece iniziata addirittura nel 1990 e finita nel 1996!.

Un poco come la Binetti quando dice a Gad Lerner che quando il nostro sarà incapace di intendere, di penserà lei a cosa sarà giusto fare per lui, come un bambolotto.....

Poi ci sono quelli dei quali non si occupa nessuno. Nè buoni nè cattivi, NESSUNO!

Inviterei pertanto il Pentagono a programmare un finto bombardamento sulla Nigeria, in modo che finalmente i cristiani di tutto il mondo sappiano che è in corso un massacro a cadenza settimanale dei propri fedeli da parte di massacratori. Con un finto bombardamento americano, improvvisamente si sveglierebbero Massimo Fini, Beppe Grillo, Gino Strada e tutti i beati pacifisti italiani che sono in ferie. Allora quei disgraziati saprebbero che la loro fine nel sangue è inevitabile e giusta perché l'intervento americano sarebbe ingiusto e criminale.......... sob

Non un convegno, non una manifestazione, un grido, un sospiro per quei disgraziati che hanno avuto la sfiga di nascere NERI, AFRICANI, POVERI E.... CRISTIANI.....

Buon ferragosto a tutti!

claudio gherardini

venerdì 10 agosto 2012

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"Hundreds of lovers from all over looking and dreaming in front of the florentine sunset exaggerate show"

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martedì 7 agosto 2012

TransAdriaticExperienceSummer2012

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Ecco solo 200 delle foto realizzate durante il viaggio TransAdriaticExperience Balkan Summer 2012 Viaggio riservato ai soci della Società per le idee. Info: claudiogherardini@societaperleidee.it

venerdì 3 agosto 2012

E se Nanni Moretti diventasse ministro di Berlusconi in cambio di un paio di ville?

Il passaggio al lato oscuro della forza si vede dallo sguardo..... Dobbiamo bloccare il suo progetto per firenze!


Kusturica, un musical a Firenze
con 210 studenti dal mondo

Lo spettacolo, in scena a giugno 2013 in piazza della Signoria, sarà il risultato del progetto "Globunity" che metterà a confronto i giovani con grandi maestri di tutte le arti. "Sono affascinato dall'incontro tra Rinascimento e tecnologia" dice il regista. E sogna la nascita di un movimento artistico giovanile che scardini quello voluto dall'establishment
di FULVIO PALOSCIA

Kusturica e il brutto remake del nazionalismoStampa
Scritto da «Politika», 27/06/12   
mercoledì 27 giugno 2012
Il 28 giugno, data simbolo della nazione serba, il regista serbo-bosniaco inaugura una parte di Andrićgrad, città costruita per celebrare l'opera dello scrittore Ivo Andrić. Un progetto che strumentalizza la storia e la memoria, denuncia un giornalista di Belgrado.
«In questo luogo in cui la Drina sembra sgorgare con tutto il peso della sua massa d'acqua, verde e schiumosa... si scorge un grande ponte di pietra, d'armonica fattura, con undici arcate ad ampio raggio», scriveva Ivo Andrić. A pochi metri a valle del celebre ponte sulla Drina, che Mehmed Pasha Sokolović fece costruire a Višegrad [nel sedicesimo secolo], sta sorgendo una nuova città tutta in pietra. Il famoso regista Emir Kusturica, vincitore per due volte del festival di Cannes, incoraggiato dai politici della regione, da dove conduce la sua guerra personale contro la globalizzazione, costruisce Andrićgrad [la città di Andrić] sulle rive della Drina in omaggio allo scrittore Ivo Andrić, premio Nobel per la letteratura (1961). Croato bosniaco di nascita, l'autore de Il Ponte sulla Drina ha vissuto a lungo a Belgrado e ha scelto il serbo come lingua per le sue opere più importanti. Purtroppo questa città minaccia di alimentare di nuovo le decennali controversie sull'appartenenza di Andrić e di rimescolare ancora di più il cupo passato della regione.
I lavori sono cominciati l'anno scorso, il 28 giugno, il giorno della festa di Vidovdan, che commemora la battaglia del principe serbo Lazar contro i turchi nel 1389 a Kosovo Polje (il Campo dei merli). Andrić si starà rivoltando nella tomba mentre il famoso regista lo sta seppellendo sotto le mura della nuova città che costruisce vicino a Višegrad. Una cinquantina di edifici metteranno la Republika Srpska sul mappamondo dei Nobel, per la gioia del suo presidente Milorad Dodik e dei generali che hanno sponsorizzato il progetto. Andrićgrad «farà risplendere lo spirito della Republika Srpska, che l'opera di Andrić aveva anticipato», assicura Kusturica. Difficile però immaginare che Andrić abbia annunciato la Republika Srpska o che possa esserne il garante! Il progetto di Andrićgrad è concepito come un luogo di incontro fra Bisanzio, la Rinascita e la civiltà ottomana. Ma secondo Ljiljana Ševo, storica dell'arte e membro della commissione statale per la protezione del patrimonio culturale e storico della Bosnia-Erzegovina, si tratta solo di un incontro sfortunato fra un'immaginazione limitata e una scarsa conoscenza del passato. La conseguenza è inevitabilmente una manipolazione dei valori culturali e storici.
I bosniaci considerano Andrićgrad come «la fase terminale del genocidio compiuto a Višegrad [nel 1992]». I serbi si avventurano in una sorta di egemonismo letterario e urbanistico. Ma quando Kusta ha un progetto in testa, deve realizzarlo. Chi potrebbe dire «no» al grande patriota serbo difensore del Kosovo? L'ex governatore di Vojislav Koštunica gli ha regalato un terreno perfetto e ha addirittura finanziato lo sviluppo di Drvengrad ["Città di legno", villaggio creato dal regista per il suo filmLa vita è un miracolo] che regalerà al nipote Janko «per fare in modo che possa essere educato in un ambiente lontano dalle regole in vigore nel mondo capitalistico multicolore». Ma Kusturica deve fare i conti con qualcuno ancora più testardo di lui. Infatti i serbi di Erzegovina hanno rifiutato di dargli quella «pietra autentica» che voleva usare per gli edifici di Andrićgrad. Così il regista ha deciso di demolire diverse vecchie case nella regione di Trebinje per procurarsi la pietra necessaria. Ma dopo aver demolito case e stalle abbandonate, Kusturica ha cominciato a prendere il materiale da un fortino austro-ungarico, Petrinja.
L'anatema di Kusturica A questo punto però gli erzegovesi sono insorti e – ingrati – hanno dimenticato che Kusturica aveva promesso loro di creare il Centro balcanico del cinema, una nuova Hollywood a Trebinje. Arrabbiato per la disobbedienza inattesa dei suoi compatrioti, Kusturica ha rinunciato al suo progetto dopo un'accesa polemica. Ma ha comunque gettato un anatema sugli erzegovesi: «Che continuino a godere del loro simbolo austro-ungarico della guerra e della morte di due milioni di serbi». Deluso dalla loro resistenza per un fortino che non figura neanche nell'elenco dei monumenti storici, Kusturica li ha accusati "di voler conservare il simbolo dell'occupazione". Ma in realtà l'occupazione è una delle poche costanti di queste terre. Se si dovesse seguire alla lettera la logica del regista, allora perché non demolire la fortezza di Kalemegdan a Belgrado, di Ćele kula a Niš [la torre dei crani eretta dagli ottomani dopo la rivolta dei serbi nel 1804], di Baš-čaršija [quartiere della vecchia Sarajevo] o la cattedrale di Zagabria?
Tutto questo mi fa pensare al "più grande urbanista" dello spazio ex jugoslavo durante la guerra, l'ex sindaco di Trebinje Božidar Vučurević, che durante il bombardamento di Dubrovnik [nel 1991] prometteva di costruire «una Dubrovnik ancora più bella e più antica». A quanto pare anche Kusturica sembra impegnato a costruire «una Andrićgrad ancora più bella e più antica», ma a partire da pietre prese a un fortino che ha solo 130 anni. Forse si potrebbe proporre a Kusturica, preoccupato del multiculturalismo del suo nuovo totem, di inserire ad Andrićgrad anche qualche pietra di Kalemegdan. Del resto Andrić ha amato Belgrado e Kalemegdan conserva il ricordo degli ottomani e della popolazione austroungarica. (traduzione italiana di Andrea De Ritis)


Inviato da iPad

Il progetto 2013 va bloccato! Anche a Belgrado si lamentano delle follie di Kusturica.

Kusturica, un musical a Firenze
con 210 studenti dal mondo

Lo spettacolo, in scena a giugno 2013 in piazza della Signoria, sarà il risultato del progetto "Globunity" che metterà a confronto i giovani con grandi maestri di tutte le arti. "Sono affascinato dall'incontro tra Rinascimento e tecnologia" dice il regista. E sogna la nascita di un movimento artistico giovanile che scardini quello voluto dall'establishment
di FULVIO PALOSCIA

Kusturica e il brutto remake del nazionalismoStampa
Scritto da «Politika», 27/06/12   
mercoledì 27 giugno 2012
Il 28 giugno, data simbolo della nazione serba, il regista serbo-bosniaco inaugura una parte di Andrićgrad, città costruita per celebrare l'opera dello scrittore Ivo Andrić. Un progetto che strumentalizza la storia e la memoria, denuncia un giornalista di Belgrado.
«In questo luogo in cui la Drina sembra sgorgare con tutto il peso della sua massa d'acqua, verde e schiumosa... si scorge un grande ponte di pietra, d'armonica fattura, con undici arcate ad ampio raggio», scriveva Ivo Andrić. A pochi metri a valle del celebre ponte sulla Drina, che Mehmed Pasha Sokolović fece costruire a Višegrad [nel sedicesimo secolo], sta sorgendo una nuova città tutta in pietra. Il famoso regista Emir Kusturica, vincitore per due volte del festival di Cannes, incoraggiato dai politici della regione, da dove conduce la sua guerra personale contro la globalizzazione, costruisce Andrićgrad [la città di Andrić] sulle rive della Drina in omaggio allo scrittore Ivo Andrić, premio Nobel per la letteratura (1961). Croato bosniaco di nascita, l'autore de Il Ponte sulla Drina ha vissuto a lungo a Belgrado e ha scelto il serbo come lingua per le sue opere più importanti. Purtroppo questa città minaccia di alimentare di nuovo le decennali controversie sull'appartenenza di Andrić e di rimescolare ancora di più il cupo passato della regione.
I lavori sono cominciati l'anno scorso, il 28 giugno, il giorno della festa di Vidovdan, che commemora la battaglia del principe serbo Lazar contro i turchi nel 1389 a Kosovo Polje (il Campo dei merli). Andrić si starà rivoltando nella tomba mentre il famoso regista lo sta seppellendo sotto le mura della nuova città che costruisce vicino a Višegrad. Una cinquantina di edifici metteranno la Republika Srpska sul mappamondo dei Nobel, per la gioia del suo presidente Milorad Dodik e dei generali che hanno sponsorizzato il progetto. Andrićgrad «farà risplendere lo spirito della Republika Srpska, che l'opera di Andrić aveva anticipato», assicura Kusturica. Difficile però immaginare che Andrić abbia annunciato la Republika Srpska o che possa esserne il garante! Il progetto di Andrićgrad è concepito come un luogo di incontro fra Bisanzio, la Rinascita e la civiltà ottomana. Ma secondo Ljiljana Ševo, storica dell'arte e membro della commissione statale per la protezione del patrimonio culturale e storico della Bosnia-Erzegovina, si tratta solo di un incontro sfortunato fra un'immaginazione limitata e una scarsa conoscenza del passato. La conseguenza è inevitabilmente una manipolazione dei valori culturali e storici.
I bosniaci considerano Andrićgrad come «la fase terminale del genocidio compiuto a Višegrad [nel 1992]». I serbi si avventurano in una sorta di egemonismo letterario e urbanistico. Ma quando Kusta ha un progetto in testa, deve realizzarlo. Chi potrebbe dire «no» al grande patriota serbo difensore del Kosovo? L'ex governatore di Vojislav Koštunica gli ha regalato un terreno perfetto e ha addirittura finanziato lo sviluppo di Drvengrad ["Città di legno", villaggio creato dal regista per il suo filmLa vita è un miracolo] che regalerà al nipote Janko «per fare in modo che possa essere educato in un ambiente lontano dalle regole in vigore nel mondo capitalistico multicolore». Ma Kusturica deve fare i conti con qualcuno ancora più testardo di lui. Infatti i serbi di Erzegovina hanno rifiutato di dargli quella «pietra autentica» che voleva usare per gli edifici di Andrićgrad. Così il regista ha deciso di demolire diverse vecchie case nella regione di Trebinje per procurarsi la pietra necessaria. Ma dopo aver demolito case e stalle abbandonate, Kusturica ha cominciato a prendere il materiale da un fortino austro-ungarico, Petrinja.
L'anatema di Kusturica A questo punto però gli erzegovesi sono insorti e – ingrati – hanno dimenticato che Kusturica aveva promesso loro di creare il Centro balcanico del cinema, una nuova Hollywood a Trebinje. Arrabbiato per la disobbedienza inattesa dei suoi compatrioti, Kusturica ha rinunciato al suo progetto dopo un'accesa polemica. Ma ha comunque gettato un anatema sugli erzegovesi: «Che continuino a godere del loro simbolo austro-ungarico della guerra e della morte di due milioni di serbi». Deluso dalla loro resistenza per un fortino che non figura neanche nell'elenco dei monumenti storici, Kusturica li ha accusati "di voler conservare il simbolo dell'occupazione". Ma in realtà l'occupazione è una delle poche costanti di queste terre. Se si dovesse seguire alla lettera la logica del regista, allora perché non demolire la fortezza di Kalemegdan a Belgrado, di Ćele kula a Niš [la torre dei crani eretta dagli ottomani dopo la rivolta dei serbi nel 1804], di Baš-čaršija [quartiere della vecchia Sarajevo] o la cattedrale di Zagabria?
Tutto questo mi fa pensare al "più grande urbanista" dello spazio ex jugoslavo durante la guerra, l'ex sindaco di Trebinje Božidar Vučurević, che durante il bombardamento di Dubrovnik [nel 1991] prometteva di costruire «una Dubrovnik ancora più bella e più antica». A quanto pare anche Kusturica sembra impegnato a costruire «una Andrićgrad ancora più bella e più antica», ma a partire da pietre prese a un fortino che ha solo 130 anni. Forse si potrebbe proporre a Kusturica, preoccupato del multiculturalismo del suo nuovo totem, di inserire ad Andrićgrad anche qualche pietra di Kalemegdan. Del resto Andrić ha amato Belgrado e Kalemegdan conserva il ricordo degli ottomani e della popolazione austroungarica. (traduzione italiana di Andrea De Ritis)

Inviato da iPad

giovedì 2 agosto 2012

Come si scelgono gli ospiti a Firenze?

Il comune di firenze avrebbe accolto la regista di hitler?

Kusturica, visita a Firenze - Il regista da qualche giorno in Toscana ha visitato Firenze, accompagnato dai ciceroni-assessori: Massimo Mattei e Cristina Giachi

In proposito:

"Espellere Kusturica da Mittelfest: nega la strage di Srebrenica ed esalta i crimini di guerra"

di Redazione Gorizia [20]
Piena e convinta adesione del consigliere regionale Paolo Menis all'appello lanciato dalla giornalista bosniaca Azra Nuhefendic contro la partecipazione di Emir Kusturica al Mittlefest di Cividale, in particolare alla serata goriziana di lunedì (qui il servizio di Alessandro Gori). Per l'esponente del Pd, anche la Regione, in qualità di socio sostenitore del Festival, dovrebbe farsi sentire su una vicenda che egli considera di una gravità assoluta.

Menis critica, dunque, la scelta di aver dato spazio all'artista esibitosi in occasione dell'anniversario della strage di Srebrenica e che in più occasioni ha pubblicamente negato il genocidio perpetrato in quel territorio, nonché esaltato i crimini di guerra.

Per Menis, si tratta di un gesto al pari di quello fatto qualche mese fa dal Festival di Cannes, intervenuto per espellere il regista Lars Von Trier, reo di aver espresso adesione nei confronti del nazismo. Lo stesso – scrive il consigliere – dovrebbe fare la Regione Friuli Venezia Giulia sollecitando al Mittelfest una presa di posizione che possa cancellare qualsiasi
ambiguità.

Sarebbe una decisione che, per l'esponente del PD, nulla avrebbe a che vedere con la censura o la volontà di limitare in qualche modo la libertà artistica che ogni manifestazione deve vedersi riconosciuta, ma troverebbe spiegazione nella necessità di rimarcare i principi fondamentali su cui si fonda la convivenza degli uomini, il cui rispetto non può essere subordinato ad alcuna motivazione.

venerdì 15 luglio 2011
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